DEVIANZA, POLITICA, CRIMINALITA’ E INQUINAMENTO ATMOSFERICO PERSINO DA DROGA
di: Giacomo Montana
Quando l’Ego soffoca il noi, la droga ci viene fatta persino respirare, i governi fanno vergogna al popolo e i cataclismi elettorali si susseguono. Chi non capisce che c’è da muoversi in fretta per ricostruire una migliore società, anzitutto in campo politico, potrebbe persino essere un altro e diverso riscontro, che la droga nell’aria non viene respirata solo a Roma e a Taranto.
Roma, 31 mag. (Apcom) - A Roma si respira cocaina. Ma anche a Taranto. Sono, infatti, due cittànelle quali i ricercatori dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del CNR (Iia) hanno prelevato campioni d’aria da analizzare. Per fare un riscontro della validitàdei risultati è stata studiata anche l’aria di Algeri….
Fonte: STUDIO DEL CNR: COCAINA NELL’ARIA DI ROMA
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Oggi si dice che persino si respira la droga. Pensiamo ai poveri bambini, che sono più teneri, fragili indifesi. Che ne saràdi loro un domani se continua così? Quali nuove malattie anche comportamentali ci saranno nella società? Che livelli raggiungeràla psicopatologia? Dove sono oggi i realisti, che prevengono i disagi psichici, di chi viene posto nella pressione della morsa infernale dell’ingiustizia, dell’illegalitàe dell’impunitàdei reati? Che fine ha fatto il senso dello stato? Perché si continua a volere fare ignorare la rete relazionale e le sue conseguenze su tutto il popolo, a cominciare da quanto incide sul tessuto di cui sono composte le cosiddette funzioni psichiche ( sentimenti, intelligenza, reazione, memoria ecc.), le quali non sono altro che comunicazione e processo evolutivo?
Nessuno fa più puntare su di una possibile nutrita batteria di consigli e suggerimenti, capaci di semplificare i tanti gravi problemi della vita quotidiana. Si potrebbe fare osservare che in Italia per il bene comune, legittimitàe libertànecessiterebbe di un potere politico più attento, umano, fattivo, trasparente.
I primi anni di questo secolo, per il fatto stesso di essere anni senza alcun progresso per il cittadino e per il Paese, si apprende che siamo nel bel pieno di un regime, teso sempre più a non potere contare su un incondizionato consenso di massa.
Ogni governo che oggi si sussegue, risulta privo di opportunitàdi cogliere veri mutamenti significativi nei programmi politici e nel costume. In questo modo, coinvolgendo ampi strati sociali, questo immobilismo si riflette negativamente in particolar modo sulle donne e su tutti coloro che vengono più vessati e danneggiati sui posti di lavoro o nelle famiglie e in altri luoghi.
Oggi sia la stampa femminile che quella del mondo del lavoro, non fanno più parte di quegli editoriali che fungono da settori trainanti dell’informazione, dell’innovazione, legata al progresso, anzi esse, a partire dall’industria editoriale, impediscono di poter essere veicoli di diffusione di positivi cambiamenti, pertanto vengono di fatto percepiti come potenzialmente insignificanti e talvolta, per i giovani, persino diseducativi. Sembra che la societàsi debba abituare a sentire sempre parlare di violenza, di orrori e di torture contro piccini, giovani e meno giovani!
Con questo indecente tipo di sollecitazione culturale e lavorativo, si crea sempre più un clima estremamente denso di tensioni, suggestioni, preoccupazioni e paure, che i cittadini scoprono di volta in volta sempre più spaventati, preoccupati e allarmati per una totale mancanza di garanzie per il futuro del Paese. I programmi televisivi non sono affatto educativi e continuano a fare delle trasmissioni inutili, con polemiche vuote di significato e pertanto senza mai proporre nulla di fattivo, di positivo, costruttivo, che possa aprire uno spiraglio di speranza per il futuro del nostro Paese.
Non si punta più su di una nutrita batteria di consigli e suggerimenti capaci di semplificare i tanti problemi naturali e indotti della vita quotidiana. Qual’è l’interesse e quali gli scopi che inducono a dedicare gran parte del tempo dei lavori dei Media e del Cinema per il gusto di mostrare un mondo sempre più violento.
Nonostante che tutto questo, per l’industria editoriale anche del nostro Paese, viene inteso come particolarmente remunerativo, non sfugge neppure il fatto che questo sistema diviene persino una nuova incitazione a delinquere e quindi alla propagazione del crimine, che trae spunto persino dall’irreale.
L’informazione e il cinema non dovrebbero essere esageratamente incentrati sul crimine! Si tratta di impulsi estremamente pericolosi, specialmente per coloro che sono psicolabili o che sono giàin sé portati per natura ad esercitare la violenza contro chi è più debole e indifeso.
Tutto questo trova indifferenza o scarsa reazione presso l’élite politica e culturale, sino a vedere degenerare come ho detto, in un vero e proprio continuo clima di violenza e persino con continue morti, feriti, ammalati e disabili sempre più spesso a causa della pratica del crimine persino impunito. In questo clima di difficile convivenza la societàviene immersa in un clima infernale.
Se si vuole salvaguardare l’ordine sociale, sarebbe indispensabile neutralizzare la carica potenzialmente destabilizzante ed eversiva che continua indisturbata la sua corsa. Bisognava, dunque, correre ai ripari e mobilitarsi tutti e subito. Chi lo desidera per saperne di più visiti e fino a che punto è arrivata l’indecenza e l’illegalitàvisiti il sito












