Come la tv meglio della tv La fai tu e non ce la pubblicit
Dicembre 30, 2005
www.Arcoiris.tv : più che una televisione via internet una mega videoteca a portata di mano che integra e sostituisce quella di casa propria. Lo spettatore può decidere cosa vedere in qualsiasi momento, sena più vincoli d’orari e palinsesto. L’offerta dei titoli è costantemente aggiornata e proviene sia da filmati che producono i responsabili del sito sia da contributi esterni e volontari. Per vedere i filmati basta scegliere nella vasta videoteca virtuale cercando tra le varie categorie presenti e selezionare il tipo di connessione adeguata al vostro modem (ADS per le connessioni a larga banda, 56K per i modem analogici).
Con Arcoiris c’è l’occasione più unica che rara di vedere interviste a personaggi o servizi giornalistici che normalmente in una televisione tradizionale non passano (alcuni per motivi di censura, altri perché ritenuti non remunerativi).
Sono ben 3634 i filmati attualmente presenti per un totale di 1778 ore.
Come ad esempio il documentario autoprodotto daicittadini romani, o un altro documento in cui si spiega che mangiare carne fa male.
E poi ancora la recente carica della Polizia in Val di Sua o “Il mistero di United 93” il filmato che mette in evidenza le incongruenze della versione ufficiale della fine volo United 93 (il "quarto aereo" dell’11 settembre), che sarebbe stato fatto schiantare dai passeggeri in rivolta in un campo della Pennsylvania e che non è mai stato ritrovato
«Non un motore, non un pezzo d’ala», spiega su Arcoiris Massimo Mazzucco di www.luogocomune.net, «non un troncone di coda, nulla. Solo una buca fumante, piena di ferraglia qualunque, che non fa che moltiplicare all’infinito i sospetti sulla versione ufficiale dei fatti fornita al mondo dall’amministrazione americana».
Ma la lista ei filmati è numerosa e suddivisa in categorie: dall’antimafia al commercio equo e solidale, convegni, cortometraggi, documentari, eventi, manifestazioni, festival, filmati indipendenti, interviste, politica internazionale.
Per ogni filmato sono disponibili anche altre informazioni come la durata, la fonte, la data di realizzazione e quante volte il filmato è stato visionato dagli utenti.
Un servizio di newsletter informa gli iscritti sull’nserimento di nuovi filmati o su comunicazioni utili e divertenti.
Chiunque può collaborare con Arcoiris Tv con filmati o idee. Per comunicare con la redazione basta scrivere a questo indirizzo email: comunicazioni@arcoiris.tv . Eppure dall’Abruzzo contenuti non ne abbiamo trovati. Come mai?
Anche la sezione biblioteca è ricca di documenti di ogni ipo.
Si possono trovare testi letterari e tecnici sia originali che tradotti di circa 707.737.941 parole in oltre 150 lingue.
Oltre 48 i testi in africano, 52 in lingua albanese, 85 in arabo, 442 in bielorusso, 253 in tedesco, 2662 in francese, 25 quelli greci, 22 i giapponesi e 354 i coreani.
C’è Gassmn che legge “Non chiederci la Parola” di Eugenio Montale o la famosissima canzonetta “E lasciatemi divertire” di Aldo Palazzeschi letta da Giovanni Tarasconi e poi ancora “La Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso, o le poesie di Ungaretti “Hai visto spegnersi”, “I fiumi” .
E’ fornitissima anche la biblioteca per i bambini con file audio delle ninna nanne più famose da ascoltare o anche da imparare e ripetere e favole famose come La Princpessa sul pisello o alice nel paese delle meraviglie.
Interessante anche le sezioni dedicate alle biografie , il corso di traduzione, il corso di giornalismo di Luca De Biase, e un corso di latino.
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«La nostra ambizione», spiegano dal sito, «è di unire autori, lettori, editori, biblioteche, librai e tutti coloro che vogliano respirare e vivere la cultura della parola in luogo dove la distinzione tra biblioteca e libreria sia realmente solo "virtuale". Dove sia possibile sfogliare a video, scaricare e solo se necessario acquistare libri, sempre disponibili in formato digitale e, alle volte, anche nella tradizionale versioe cartacea. Un luogo dove l’unica logica che conti sia quella dei "contenuti" e si possa trovare nella propria lingua quanto interessa, per lavoro o per piacere».</p>
Fonte Claudio Giust













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