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IL BUIO SOCIALE, LA DIGNITA’ DECAPITATA E LO SPLENDORE DELLA VERITA’

Novembre 11, 2007

Giacomo Montana  Spesso capita di leggere che ci sono dei castigatori del malcostume politico per convenienza di tendenza e di simpatia verso l’uno o l’altro schieramento politico. In questo modo si esce dal concetto di notizia e si entra in un circolo vizioso che è quello della disinformazione in maschera. A questo punto un soggetto che scrive diviene solo ciò che fa comodo a quello schieramento e a lui stesso: la lealtà verso i lettori non esiste!   Lo stesso individuo, agli occhi di chi lo sa valutare, riempie la propria immagine di poco conto e di vuoto valore, perché incarna la spudoratezza, la spregiudicatezza, l’egoismo, il doppio giuoco, facendo ruotare tutto sull’appoggio di uomini prezzolati che ne traggono persino vantaggio di vario genere. In questo modo non solo non si da splendore alla verità ma si decapita la dignità di qualcuno. ….segue 

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COSA SUCCEDE QUANDO SI ALLONTANA LA GENTE DAL VIVERE SOCIALE

Novembre 10, 2007

Giacomo Montana

 

Si dice che c’è qualcuno che militando nella corrente di sinistra si convince che integrazione sia più o meno sinonimo di "sopportazione”. Nel campo della politica c’è sempre chi sfrutta un’idea, una frase, un concetto, per poter trarne in mille modi diversi, personale vantaggio.

Purtroppo ciò che c’è di più grave è il fatto che vediamo continuamente impostare una politica di governo che non è volta a osservare, intervenire e proteggere in modo proficuo i cittadini, si guarda ma non si fa nulla con vera imparzialità per fare gli interessi della gente. Segue…..

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LA SCOMPARSA DI ENZO BIAGI CI TOGLIE UN PILASTRO DI CIVILTA’

Novembre 7, 2007

Giacomo Montana

    

Ci ha lasciato un uomo vero, leale, coraggioso, un amico e giornalista fedele alla gente e ai veri sentimenti. Enzo Biagi era tutto questo e per questo, paradossalmente, era considerato da più parti un uomo scomodo, da imbavagliare, tanto da arrivare a togliergli il lavoro che aveva.

 

L’Italia intera ha perso un pilastro di verità, di candore umano, di deontologia giornalistica, una voce che dava voce a chi non aveva voce, malgrado ostilità di percorso nel mezzo di un vespaio di falsità e ipocrisie, di soggetti politici che recitano senza fine la parte degli onesti e al tempo stesso rovinano la stabilità sociale, economica e politica della Nazione.

 

Ora che Biagi non è più tra noi, qualcuno che in passato lo ha disprezzato e gli ha procurato una estrema sofferenza morale, pare che abbia avuto la sfrontatezza di rivolgergli la seguente espressione: “Ci sono state vicende che ci hanno diviso ma gli rendo omaggio”. La frase comunicata alla Stampa, dopo comportamenti inqualificabili si commenta da sola.

 

A prescindere, le finte capacità, le finte attitudini politiche, le parole vuote, i gesti, i movimenti di certi uomini politici, suscitano comunque il riso della gente, nell’esatta misura in cui tali soggetti non si adattano all’esigenza indispensabile del popolo, per quanto attiene all’uguaglianza, alla legalità e alla civiltà di una nazione.

 

Enzo Biagi aveva 87 anni ed era un giornalista e scrittore che aveva lavorato anche come direttore de Il Resto del Carlino. Ha trascorso gli ultimi giorni in una clinica milanese ed ha espresso l’ultimo suo sentimento alla famiglia: “Ho bisogno di voi”.

 

Le figlie Carla e Bice gli sono state al capezzale fino all’ultimo suo istante di vita. Spero personalmente che chi gli ha fatto del male denigrandolo, sia  accompagnato per sempre da un peso sulle spalle fatto di vergogna, di rimorso e di infinito pentimento.

 

Enzo Biagi era un giornalista e scrittore, tra quelle persone eccezionali a cui viene naturale di esprimere dei sentimenti puri e schietti, fino al senso dell’umor, con doti ove la mente e le mani indugiano nelle meraviglie della verità, della chiarezza, del coraggio.

 

Certamente oltre a chi scrive, c’è parecchia brave gente che guarda e ama i grandi uomini come Biagi, perché sono al tempo stesso un rifugio e una ragione di attenta contemplazione, sino a prenderci simbolicamente per mano, per portarci ad osservare magnifici orizzonti sconfinati al talento, alla libertà interiore, all’intelligenza, alla pazienza, alla tolleranza, al sacrificio e alla loro stessa anima.

 

Addio Biagi, resterai sempre un grandioso esempio di indelebile civiltà e amore sia per la famiglia che  per il Paese.

      

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LA SCOMPARSA DI UN GRANDE ARTISTA QUALE E’ STATO LUCIANO PAVAROTTI

Settembre 6, 2007

di Giacomo Montana

E’ molto triste che nel nostro mondo si debba parlare molto più intensamente ed estesamente di artisti maestosamente esemplari, soltanto quando qualcuno di costoro, in un modo o nell’altro, escono di scena.

D’innanzi a tale aspetto, ci sentiamo presi non solamente da grande commozione e rispetto, ma pure e specialmente da un notevole senso di mortificazione e pentimento con complesso di colpa, per avere, chi più, chi meno, accettato che grandiose energie umane, spettacolare entusiasmo e incantevole capacità professionale si disperdessero fra una moltitudine di disattenzione e leggerezza al tempo stesso, senza che tutti insieme avessimo intensamente e continuamente utilizzate davvero quelle doti, a mo’ di forte esempio artistico, anche per la musica leggera, oggi a nostro avviso persino in crisi, perché parecchio insignificante.

Una dimostrazione più consolante non è stata saputa dare neppure a Luciano Pavarotti che, negli ultimi tempi della sua vita, il male ha aggredito inesorabilmente. La terribile malattia che dopo l’intervento medico negli Stati Uniti, pareva finalmente sotto controllo. Quella notizia ci aveva rincuorato un po’ tutti, invece essa è riesplosa nel modo più violento con dolori e sofferenze, fino al terribile verdetto della morte: con lui è scomparso un Grande tenore.

Il terribile colpo che, a cominciare dalla sua famiglia, abbiamo ricevuto, si riflette sul mondo intero, lasciando un immenso vuoto con la distruzione delle nostre speranze di vita per lui. Con Luciano Pavarotti scompare una delle voci tenorili migliori del nostro tempo, una straziante notizia che, ogni volta che penseremo a lui, ci fa vivere interminabili momenti di dolore.

Il grande popolare artista esce di scena, lasciando a noi tutti indimenticabili e immortali ricordi delle sue maestose e sublimi rappresentazioni artistiche. Ci ha lasciato quella voce calda, melodiosa, spiegata, lasciando trasparire la ricchezza delle sue meraviglie che esternava in ogni momento e in tante occasioni con l’ardore, l’impeto e al tempo stesso, con la dolcezza, sino ad appassionare platee da un capo all’altro del mondo.

E’ risaputo anche che in parecchie occasioni Pavarotti si è espresso fattivamente con una esemplare generosità che per gli è costantemente stata propria e anche per questo lo immagino ora senza prove, tra gli Angeli di Dio. La sua esistenza che ci ha dato molto, moralmente e culturalmente, è stata davvero un’esperienza davvero meravigliosa, ma anche indicibile, perché troppo ricca di splendenti momenti spettacolari di forza, di costanza, di tenacia, di bontà e di amore.

LA SCOMPARSA DI UN GRANDE ARTISTA QUALE E’ STATO LUCIANO PAVAROTTI

Settembre 6, 2007

di Giacomo Montana

E’ molto triste che nel nostro mondo si debba parlare molto più intensamente ed estesamente di artisti maestosamente esemplari, soltanto quando qualcuno di costoro, in un modo o nell’altro, escono di scena.

D’innanzi a tale aspetto, ci sentiamo presi non solamente da grande commozione e rispetto, ma pure e specialmente da un notevole senso di mortificazione e pentimento con complesso di colpa, per avere, chi più, chi meno, accettato che grandiose energie umane, spettacolare entusiasmo e incantevole capacità professionale si disperdessero fra una moltitudine di disattenzione e leggerezza al tempo stesso, senza che tutti insieme avessimo intensamente e continuamente utilizzate davvero quelle doti, a mo’ di forte esempio artistico, anche per la musica leggera, oggi a nostro avviso persino in crisi, perché parecchio insignificante.

Una dimostrazione più consolante non è stata saputa dare neppure a Luciano Pavarotti che, negli ultimi tempi della sua vita, il male ha aggredito inesorabilmente. La terribile malattia che dopo l’intervento medico negli Stati Uniti, pareva finalmente sotto controllo. Quella notizia ci aveva rincuorato un po’ tutti, invece essa è riesplosa nel modo più violento con dolori e sofferenze, fino al terribile verdetto della morte: con lui è scomparso un Grande tenore.

Il terribile colpo che, a cominciare dalla sua famiglia, abbiamo ricevuto, si riflette sul mondo intero, lasciando un immenso vuoto con la distruzione delle nostre speranze di vita per lui. Con Luciano Pavarotti scompare una delle voci tenorili migliori del nostro tempo, una straziante notizia che, ogni volta che penseremo a lui, ci fa vivere interminabili momenti di dolore.

Il grande popolare artista esce di scena, lasciando a noi tutti indimenticabili e immortali ricordi delle sue maestose e sublimi rappresentazioni artistiche. Ci ha lasciato quella voce calda, melodiosa, spiegata, lasciando trasparire la ricchezza delle sue meraviglie che esternava in ogni momento e in tante occasioni con l’ardore, l’impeto e al tempo stesso, con la dolcezza, sino ad appassionare platee da un capo all’altro del mondo.

E’ risaputo anche che in parecchie occasioni Pavarotti si è espresso fattivamente con una esemplare generosità che per gli è costantemente stata propria e anche per questo lo immagino ora senza prove, tra gli Angeli di Dio. La sua esistenza che ci ha dato molto, moralmente e culturalmente, è stata davvero un’esperienza davvero meravigliosa, ma anche indicibile, perché troppo ricca di splendenti momenti spettacolari di forza, di costanza, di tenacia, di bontà e di amore.

RISPOSTA AD UN NUOVO CASO: UNA DONNA CHE HA CHIESTO INVANO GIUSTIZIA

Giugno 7, 2007

di Giacomo Montana

Cara lettrice,
che per privacy scrivi inventandoti lo pseudonimo di “Nuvola-Luna”- http://tools.mrwebmaster.it/work/gbook.php?gbook_id=3594 (nel sito Mobbing-Sisu) , sappi che le tremende esperienze di violenza subite già trascorse che si raccontano col cuore, possono rientrare ed essere incentrate anche come asse di un lavoro proficuo che può divenire utile a coloro che a loro volta si riconoscono SISUISTI e che quindi si uniscono a chi intende combattere ad oltranza quella violenza e quella inciviltà sistematicamente lasciate impunite.

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