Maltempo in Italia, l’inverno è alle porte

novembre 25, 2008 by ELY  
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Nessun allarme dicono gli esperti ma il maltempo sta creando disagi in tutt’ Italia e la Campania sembra essere la regione più colpita da questo fenomeno che non è altro che il preannunciarsi dell’inverno. Fortissime mareggiate a Salerno hanno invaso il manto stradale ed il forte vento ha provocato lo smottamento di alcuni alberi dal terrreno mentre l’acqua piovana ha invaso alcuni plessi scolastici. Purtroppo anche incidenti gravi sono da attribbuirsi al maltempo come la morte di un ragazzo in Irpinia che forse a causa del fondo stradale scivoloso, ha perso il controllo dell’auto sulla quale viaggiava, finendo contro un albero. A Bacoli, in provincia di Napoli, un uomo ha perso  la vita scivolando dal tetto sul quale era salito per verificare i danni apportati dal forte vento, altro incidente invece a Napoli in prossimità del centro direzionale dove a causa dell’infrangersi di un vetro di una finestra, un uomo è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari, riportando 35 punti di sutura. Tempeste di pioggia sul golfo napoletano , alberi sradicati, dissesti stradali, allagamenti e smottamenti di terreno, stanno in questi giorni impegnando al massimo i vigili del fuoco e la protezione civile in modo da garantire una maggiore sicurezza ai cittadini e intanto si cerca di venire a capo della vicenda di una zattera di salvataggio portata ieri sul lungomare di Napoli strappata chissà a quale nave dal  vento e fortunatamente vuota anche se era stato allertato il 118 che è intervenuto sul posto. Il maltempo di questi giorni sta creando disagi pesanti paralizzando il traffico e creando notevoli problemi alla circolazione automobilistica e la pioggia battente , non ha risparmiato neanche l’autostrada a causa di voragini che si stanno aprendo sulla carreggiata. Nonostante gli ingenti danni e le previsioni non troppo rosee, gli esperti assicurano che è inutile creare falsi allarmi, è solo l’approssimarsi dell’inverno che sta creando questa situazione per ora ancora gestibile.

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Pedofilia e paura di perdere il lavoro :dramma nel dramma

novembre 24, 2008 by ELY  
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Un nuovo predatore di bambini alla ribalta della cronaca, stavolta a Caltanissetta , un imprenditore agricolo di 83 anni  L. M. che abusava del figlio di un dipendente e la cosa più orripilante è che il padre della piccola vittima taceva per paura di perdere il posto di lavoro. Un dramma nel dramma, una storia di miseria e di ignoranza che è costata naturalmente la perdita della patria podestà e l’ordinanza di custodia cautelare dell’anziano che adesso è ai domiciliari.
Il giudice delle indagini pur ritenendo un grave reato quello del favoreggiamento, ha ritenuto che il padre del ragazzino abbia agito in presenza della causa di giustificazione dello stato di necessità viste le condizioni disagiate della famiglia la cui sola fonte di sostentamento era il lavoro che l’imprenditore agricolo gli dava. L’uomo infatti viveva solo ed esclusivamente con il denaro guadagnato con il suo lavoro e avrebbe taciuto per paura di poter perdere sia l’attività lavorativa che la fatiscente abitazione che l’anziano aveva messa a sua disposizione e dove viveva con tutta la famiglia.
Fortunatamente il minore è stato allontanato da questa situazione nella quale sono intervenute le forze dell’ordine attraverso varie intercettazioni ambientali e indiscrezioni di parenti e conoscenti della famiglia. E’ questo l’ennesimo dramma che si consuma in un  nucleo familiare già in forte disagio economico e sociale ma è anche l’ennesima storia raccapricciante di un essere che ha violato la purezza di un minore e gli abusi sessuali sui bambini, inutile dirlo , sono il peggior crimine concepibile proprio perchè sono deboli ed indifesi ed il loro trauma inevitabilmente si ripercuoterà sulla loro intera esistenza.

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I senza fissa dimora: figli di un dio minore?

novembre 23, 2008 by ELY  
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Quelli che vengono chiamati solitamente “barboni” e che molto più romanticamente sono definiti “clochard”, hanno alle spalle di questa condizione di vita dei grandi disagi che vanno dall’alcolismo alla droga, al rifiuto della società, al non riuscire ad inserirsi in un contesto lavorativo decente, al rifiuto completo per famiglia. Eventi concatenati che hanno portato ad una decisione importante che pregiudica l’intera esistenza di una persona creando problemi radicali e devastanti ed è difficile risalire alla causa principale di questa condizione che porta come conseguenza la mancanza di dignità . Dormono nei ricoveri, vanno a mangiare alle mense, trovano l’abbigliamento nelle parrocchie, vivono di espedienti e di lavori poco impegnativi, di accattonaggio. E’ un fenomeno vasto, strano, dilagante, che segna la nostra società , vivono di stenti e sofferenze ma non tanto quelle fisiche, a quelle ci si abitua con l’andar del tempo, ma quelle umilianti, quelle che creano crepe e ferite dure da rimarginare come l’umiliazione di stendere la mano, di chiedere una fetta di pane anzichè essere invitati ad una tavola a mangiare , l’umiliazione di essere evitati come cani rognosi. Solo la condivisione di questo stato di cose purtroppo fa comprendere realmente quale disagio immane viene a crearsi, solo il riuscire a capire che sotto quella scorza dura e quella barba lunga, sotto quei capelli arruffati e scomposti, ci sono uomini e donne, si anche donne, magari vedove, senza prole, abbandonate dai mariti o forse sfrattate e anche ragazzi, giovani con problemi di tossicodipendenza, drogati cronici o metadonizzati e che non hanno mai accettata l’idea di una comunità di recupero. Sono praticamente vittime di questa società che nonostante si dichiari aperta a questo genere di problemi , non fa nulla o molto poco per loro.Ci sono tantissime associazioni che li sostengono, è doveroso farlo notare ,sono organizzazioni che credono che l’impegno culturale sia strettamente connesso alle attività di volontariato e di solidarietà e ritengono che la coscienza della loro condizione, sia una delle chiavi per affrontare meglio la vita in modo particolare nei momenti di disagio offrendo interventi di formazione attraverso l’assistenza ed il volontariato per valorizzare e recuperare la persona disagiata ma loro sono una moltitudine, un esercito, troppi sono “una generazione invisibile” come li ha definiti qualcuno e come disse don Milani “Sono vittime dell’organizzazione dello stato che favorisce più chi sta bene che coloro che stanno male” . Non fanno parte dell’arredo urbano delle città, sono esseri umani abbandonati al loro destino, nati sotto una stella cattiva che continuerà a perseguitarli per sempre e loro lo sanno, consapevoli che da questo labirinto difficilmente si esce una volta entrati e non per loro volere purtroppo ma per motivi di vita strettamente personali e profondi. Una panchina come letto e per soffitto il cielo , qualche soldo racimolato dai passanti neanche richiesto a volte, loro rimangono lì rattrappiti, come tronchi morti da tempo e proprio come si fa con i  tronchi secchi, qualcuno per animare le sue notti brave, da loro fuoco…ma questa è un’altra storia si, un’altra storia raggelante, terrificante, da brivido, che ancora una volta li vede protagonisti purtroppo.
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Canzoni antisemite su Youtube: ‘Bloccati i ‘99 Fosse’

novembre 21, 2008 by luca.rs76  
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Milano- Il gruppo musicale neo-nazista ‘99 Fosse ( nome mutuato da quello della band napoletana ‘99 Posse’, vicino ai centri sociali) è autore di una serie di canzoni a contenuto antisemita, parodie di celebri brani della musica italiana, apparsi cinque giorni fa su ‘Youtube’.

I video delle canzoni sono stati ritirati ed è ora in corso un’indagine della Procura. La rimozione dei pezzi sarebbe stata opera degli stessi che li avevano postati, in quanto la notizia della loro presenza era diventata di dominio pubblico.

I brani dei ‘99 Fosse’, ricchi di rimandi raccapriccianti ai campi di sterminio e agli orrori nazisti, sono raccolti nell’ album, mai pubblicato, ‘Zyklon B’(nome commerciale dell’acido cianidrico, usato nelle camere a gas).

Sono state adoperate come basi musicali dal gruppo famosissime canzoni, da ‘Albachiara’ a ‘Il Gatto e la Volpe’ a ‘Laura non c’è’ di Nek,trasformata in ‘Anna(Frank) non c’è’.

Quando la truffa on line si chiama phishing

novembre 21, 2008 by ELY  
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Il phishing ( storpiatura del vocabolo inglese fishing cioè pescare) è quella nuova tecnica che permette ai truffatori di acquistare la fiducia dell’utente con messaggi abilmente camuffati addirittura anche nella grafica e si viene dirottati su una pagina web che sembra proprio identica a quella della nostra banca o delle Poste Italiane.
L’utente viene invitato a compilare un questionario con i propri dati anagrafici e i codici personali con la password in seguito al seguente messaggio:
"Gentile cliente,
nell’ambito delle misure di sicurezza da noi adottate, controlliamo costantemente le attività del sistema e durante una recente verifica, abbiamo rilevato un problema riguardante il tuo conto.
Attività insolite del conto hanno rese necessarie una limitazione dell’accesso fino a quanto non verranno raccolte informazioni di verifica. Abbiamo deciso di limitare l’accesso al conto stesso, fino a quando non verrà completata l’impletazione di misure di sicurezza aggiuntive. Nel ringraziarti per la collaborazione, ricordiamo che questa è una misura di sicurezza il cui scopo è quello di garantire la sicurezza degli utenti.
Ci scusiamo per gli eventuali disagi.
Cordiali saluti.”
E sono messaggi tra l’altro sgrammaticati! Con “orrori” di ortografia che dovrebbero far immediatamente capire che si tratta di truffa! Le Poste Italiane, non darebbero mai il tu confidenziale ad un cliente!
Questo genere di attacchi, è realizzato su larga scala e persino la più utilizzata compagnia e-commerce , la e-bay, ha subito numerosi attacchi sotto falso nome con il tipico messaggio:
"Gentile utente eBay, durante i regolari controlli sugli account non siamo stati in grado di verificare le sue informazioni.  In accordo con le regole di eBay  abbiamo bisogno di confermare le sue reali informazioni. È sufficiente che lei completi il modulo che le forniremo. Se ciò non dovesse avvenire saremo costretti a sospendere il suo account".
Gli istituti bancari o gli uffici postali, non chiederebbero mai via e-mail i nostri dati personali!
E dove si è mai visto che una banca ci premia con un bonus fedeltà!
Eppure esiste gente di un’ingenuità disarmante che potrebbe cadere in questa trappola!
Quindi questa è un’attività illegale di cui la polizia postale è a conoscenza naturalmente e che sembra provenire da truffatori dell’est Europa ed è largamente utilizzata per ottenere l’accesso dei dati personali finalizzati al furto dell’identità , mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche.
Nella trappola del phishing ne sono  caduti in centinaia soprattutto studenti ed anziani che hanno sporto denuncia per  aver trovato i propri conti prosciugati infatti  il raggiro  frutta alle organizzazioni milioni di euro con i codici sottratti e  i soldi vengono spostati su altri conti intestati a prestanome o a persone defunte mentre altri vengono venduti a compiacenti organizzazioni criminali. Il furto del traffico di dati personali sono la nuova frontiera degli affari illeciti ma fortunatamente le forze dell’ordine si stanno dando da fare per sgominare questi truffatori.
Internet è uno strumento meraviglioso che ci da la possibilità di apprendere informazioni e di aumentare le nostre conoscenze ma è anche un’arma a doppio taglio che potrebbe portare problematiche anche serie.
E se la rete non ha confini , è il caso di dirlo…neanche le truffe on line!
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Microcriminalità : il primo aiuto in famiglia

novembre 21, 2008 by ELY  
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Assistiamo di giorno in giorno, al dilagare in modo impressionante della microcriminalità da spiegare forse con la diseducazione, l’emarginazione , la mancanza di valori o forse tutte queste cause concatenate che portano i ragazzi ad intraprendere una cattiva strada ma intanto pubblici esercizi  e semplici cittadini sono sempre più esposti a furti, aggressioni, atti di puro vandalismo che creano disagio e paura. Hanno solo pochi anni d’età ma una fedina penale già da professionisti , a volte si prende di mira qualcuno senza un motivo ben preciso e viene chiamato bullismo ma sembra un termine riduttivo, inappropriato e non è normale aver paura di un ragazzino solo perché ha alle spalle qualche“amico” della malavita ed intanto si assiste impotenti ad una recrudescenza di episodi criminosi che coinvolgono cittadini inermi che segnalano furti nelle case, rapine a mano armata, scippi anche a viso scoperto ad opera di delinquenti che non mostrano neanche timore di essere individuati e puniti. L’allarme è preoccupante, assistiamo ad un’escalation di atti delinquenziali ormai diffusi in tutte le zone fortemente urbanizzate e soprattutto, chi dovrebbe assumersi la guida di questi giovani che indubbiamente vanno seguiti passo passo ? Le istituzioni si, naturalmente, ma diciamocelo con franchezza, è la famiglia quella che conta, quella che dovrebbe dare il suo apporto fondamentale. Alcuni episodi derivano anche ed in modo basilare dall’assenza di educazione e il giovane senza l’appoggio di qualcuno che lo guidi con fermezza e polso fermo, va a perdere il rispetto delle regole . Ma il problema forse è proprio questo, come aiutare un adolescente attraverso i suoi familiari se vive in un contesto dove si ispira a modelli che trova nell’ambiente che lo circonda? Molte famiglie percepiscono addirittura i proventi delle azioni criminose dei figli e questo toglie ai ragazzi tutte le possibilità di crearsi un avvenire onesto  quindi la soluzione ideale sarebbe dirottare questi ragazzi in centri sociali di recupero ma forse perché mal gestiti, spesso servono solo a fomentare e peggiorare le situazioni e poi diciamolo chiaramente, sono finiti i tempi in cui don Bosco cercava di portare i pargoli “sulla retta via”, i giovani oggi vedono la religione come una sorta di regole difficili e restrittive da seguire e la forza creatrice dell’amore che dovrebbero renderli consapevoli di riconoscere il bene dal male mettendoli di fronte alle loro responsabilità, diventa solo un’utopia ed intanto questa grave piaga sociale dilaga a macchia d’olio senza che nessuno possa far nulla oppure quello che si fa è troppo misero rispetto alle esigenze e continua così questa lunga catena di storie tristi che si fanno inquietanti quando tra i protagonisti ci sono adolescenti che invece di imparare a crescere, giocano a rovinarsi la vita anziché viverla con l’entusiasmo di chi vuol diventare grande davvero.
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A Rio de Janeiro il III convegno contro sfruttamento sessuale e commerciale degli adolescenti

novembre 20, 2008 by ELY  
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Lo sfruttamento minorile non riguarda purtroppo solo i paesi sottosviluppati quali India, Pakistan, Nepal, Colombia e Brasile ma anche l’occidente industrializzato. Solo in Italia i ragazzi sotto i quindici anni che lavorano sono 145mila e di questi 35mila vengono classificati come “sfruttati”, per non parlare delle cifre da capogiro di bambini sfruttati nel mondo. Ci sono lavori classificati come “fabbriche-carcere”dove vengono impiegati ragazzini costretti a non vedere le famiglie per molti mesi impegnati in miniere nel sottosuolo, cave, fornaci o fabbriche di carbonella. Una piaga quindi mondiale che ha naturalmente forti conseguenze psicologiche, fisiche e sociali sul minore e la causa va ricercata soprattutto nella povertà e in famiglie con un reddito talmente basso da non riuscire a sopravvivere tanto da dover impiegare i loro figli in lavori per il mantenimento della famiglia. Questo implica una serie di problemi e se da un lato per evitare lo sfruttamento dei minori sono state promosse iniziative come la promozione di marchi commerciali che garantiscono che quel prodotto non sia stato fabbricato da mano d’opera minorile, dall’altro questo provvedimento anche se mosso da buone intenzioni, ha costretto i minori a rivolgersi verso altre attività produttive nella stragrande maggioranza più pericolose. Le conseguenze sulla salute sono altissime i prodotti usati nei vari settori lavorativi sono tossici e nocivi e causano malattie respiratorie , danni irreversibili al fegato e ai reni e a volte cecità. La situazione è a dir poco spaventosa e l’alto tasso di mortalità non fa altro che incentivare le nascite, aumentando così la massa di lavoratori a basso costo.

Il 28 e il 29 Novembre si terrà a Rio de Janeiro il III convegno contro lo sfruttamento sessuale e commerciale di bambini e adolescenti :“Il Terzo Congresso Mondiale si inserisce nel contesto del movimento globale per i diritti dei bambini ed è frutto dell’impegno coordinato per proteggere i bambini dallo Sfruttamento Sessuale Commerciale. Ora, dopo più di dieci anni dal primo riconoscimento internazionale di questa forma di sfruttamento, il Terzo Congresso Mondiale riunirà gli esperti, gli enti e le associazioni di spicco di tutto il mondo per riesaminare e rinnovare gli impegni necessari per assicurare ai bambini un mondo libero dallo sfruttamento sessuale. Il Terzo Congresso Mondiale coincide con il 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e avrà luogo alla vigilia di un’altra data molto importante, cioè il ventennale della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo. Speriamo che questo aiuti tutti a ricordare la visione da cui si genera ogni atto del Congresso: i diritti dei bambini sono fondamentali per tutta l’umanità.“ (testo tratto dal sito italiano dell’ ECPAT )

Soltanto la volontà degli Stati e la solidarietà dei cittadini potrà rendere duraturo l’impegno contro lo sfruttamento infantile. Nonostante i numerosi provvedimenti attuati i bambini vittime di schiavitù e privati di un’ infanzia decente sono ancora molti.

Tutto ciò non è giusto e nonostante le innumerevoli iniziative , il problema rimane di immane importanza , l’infanzia negata rimarrà sempre la più grande piaga sociale.

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Caso Eluana: in attesa di sentenza

novembre 18, 2008 by ELY  
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In queste ore, si attende la sentenza della cassazione che dovrebbe mettere la parola fine alla storia di Eluana Englaro, la ragazza oramai in coma vegetativo da molti anni e per la cui fine si sta battendo il padre Beppino affinchè la sua vita che lui stesso giudica senza diritti e dignità, venga fermata interrompendo l’alimentazione artificiale. Non la chiama eutanasia Beppino, ma una sorta di scelta che sua figlia avrebbe sicuramente fatto vista l’irreversibilità del suo stato vegetativo, una decisione vincolata dalla certezza che sua figlia avrebbe chiesto di morire se privata delle capacità percettive e del contatto con il mondo esterno. Testimonianza che è stata confermata anche dalle amiche più care. La battaglia di questo padre, è destinata ad entrare nella storia della giurisprudenza italiana, come il caso di Terry Schiavo che galvanizzò l’attenzione di  un intero stato. Se da un lato è da ammirare la forza e la determinazione di questo genitore che da dieci  anni si batte per la dignità della figlia, dall’altro bisogna guardare la questione etica e la chiesa adopera parole molto crude su questo caso e definisce “una mostruosità” l’interruzione dell’alimentazione che avviene attraverso il sondino naso-gastrico, in poche parole mentre il papà di Eluana, la chiama scelta di libertà, la chiesa la definisce “eutanasia”ed anche le suorine che accudiscono la ragazza nella casa di cura ” Beato Luigi Talamone”, la stessa dove Eluana nacque 37 anni fa, non sono d’accordo. Loro la curano con affetto dalla mattina alla sera e sono contrarie a staccare la spina. La chiesa ribadisce il diritto alla vita, come sempre, com’è giusto che sia, senza nulla togliere alle convinzioni di papà Beppino che va avanti con le sue richieste da anni. Non sono richieste dettate dalla disperazione ma semplicemente dalla convinzione più assoluta che quella che si chiama vita, non lo è. E come non menzionare in questo frangente, Salvatore Crisafulli che viene travolto sullo scooter su cui viaggia col figlio. I danni cerebrali sonogravissimi, la diagnosi spietata: coma vegetativo. Ma Salvatore invece, viveva imprigionato nel suo corpo, aveva fame, sete, provava paura. Pur comprendendo le ragioni del papà di Eluana, non approva, pensa  che nessuno può sapere se Eluana nel frattempo abbia cambiato idea e trova la sentenza agghiacciante. Nulla da dire, sia per il pensiero di Beppino Englaro, sia per quello di Salvatore Crisafulli, entrambe convinti su qualcosa che comunque li ha accomunati ma sono pensieri diversi, che si scontrano quasi. Ed ora si attende e gli occhi di Eluana continuano ad aprirsi e a chiudersi col ritmo del giorno e della notte…ma senza vedere nulla.
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Ancora l’alcool al primo posto nella strage sulle strade

novembre 18, 2008 by ELY  
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Nel decreto, per chi guida sotto effetto di alcool, è prevista una sanzione da 500 a 2mila euro e se si provoca un incidente stradale la pena è l’arresto fino a due mesi,un’ammenda da mille a 4mila euro e sospensione della patente da tre mesi a un anno. Se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro, è previsto anche l’arresto fino a tre o a sei mesi e la sospensione della patente da sei mesi a due anni. Per chi si sottrae all’accertamento del palloncino, la sanzione è da 2.500 a 10mila euro. Basterebbero pochissime regole semplicissime per evitare le stragi sulle strade e molti italiani, non risultano assolutamente preparati su come smaltire l’alcool dopo una cena con gli amici. In effetti bastano un paio di birre per essere giudicati in stato di ebbrezza e devono trascorrere due ore prima di mettersi alla guida, per un wisky quattro ore e per mezzo litro di vino sei ore ma una sola cosa è certa, non tutti rispondiamo all’assunzione di bevande alcoliche allo stesso modo quindi è difficilissimo dare dei limiti ma è a disposizione del cittadino , un controllo medio in base alle tabelle della costituzione rilasciate dal ministero ;
la conoscenza personale dell’essere bevitore abituale , astemio o alcolizzato ;
la valutazione dell’ingerimento di sostanze solide in accompagnamento all’utilizzo della bevanda alcolica ( a stomaco vuoto l’alcool si sente di più ) ;
Ed è inutile tentare di usare stupidi metodi per smaltire l’alcool, sono solo leggende metropolitane, quindi metodi ortodossi non testati che mai hanno esito positivo.
C’è chi fuma cinque sigarette, chi mastica mentine e gomme americane , chi beve un cucchiaio d’olio, chi mangia cipolle o liquerizia, chi ingerisce zucchero e cioccolato ma l’unico metodo ben sicuro per evitare di farsi togliere la patente ma soprattutto di provocare danni irreparabili, è quello di far guidare ad un amico sobrio o di aspettare che passi l’effetto della sbornia,non ci sono trucchi che accellerano lo smaltimento del tasso di alcool nel sangue, non esistono! L’alcool è la sostanza psicoattiva più  usata dagli italiani che a differenza delle altre sostanze, è riuscito a rimanere ben saldo nella  nostra cultura sociale nel senso che il termine”drogato” fa più effetto di “ubriaco” ma la differenza è poca se solo si tiene conto che l’uso di alcool fa parte dell’uso di sostanze psicoattive anche se naturali ed è molto importante capire ciò che si sta facendo. Troppe stragi sulle strade, troppe vittime innocenti per questa piaga sociale che sta dilagando a macchia d’olio ed è forse doveroso fare un appello ai bevitori occasionali affinchè non si lascino imbrogliare dalle lusinghe dell’alcool, gli incidenti stradali ed i problemi di salute, stanno dietro l’angolo così pure la dipendenza.
Inoltre sono proprio i bevitori occasionali a correre più pericoli, perché si sentono al sicuro e sono convinti di reggere bene l’alcol e si lasciano perciò abbindolare dalla falsa sicurezza di bere solo nei week-end e di non essere abituali frequentatori di pub e discoteche, i locali spesso incolpati di favorire il consumo di alcool nei giovani.
Quindi per evitare inutili perdite di vite umane, è bene riflettere all’uscita di discoteche o anche semplicemente da una pizzeria perchè una piacevole serata con gli amici, può trasformarsi in una tragica notte di sangue.
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