Antiabortistiavanti!!!
Febbraio 15, 2006
<p align="justify"><img height="80" alt="" src="/picture/upload/Image/Luca/194.jpg" width="120" align="left" /><font size="2">Potrebbe accadere molto presto che in Veneto, venga imposto il divieto di praticare le interruzioni di gravidanza alle strutture che inpediscano l’accesso nei propri locali ai volontari antiabortisti. </font><font size="2">Potrebbe accadere se la Regione dovesse approvare un progetto di legge presentato dal Movimento per la vita e sostenuto da più di ventimila firme. </font><font size="2">Un progetto, composto da soli tre articoli, che prevede (art.1) che il materiale informativo proposto da movimenti e associazioni aventi come finalità l’aiuto alle donne in difficoltà orientate all’interruzione di gravidanza, venga esposto in tutti i consultori, nei reparti di ginecologia e ostetricia, nelle sale d’aspetto e negli atri degli ospedali. Negli stessi locali i volontari antiabortisti avrebbero libertà totalie di movimento (art.2) e sarebbe permesso loro di fermare le pazienti per convincerle a non abortire. Spetterebbe ai direttori sanitari di Asl e Aziende ospedaliere vigilare sul rispetto della legge (art.3), mentre sono previste sanzioni per chi dovesse impedire ai volontari di girare a proprio piacimento negli ospedali. </font></p>
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<p align="justify"><font size="2">Martedì 14 febbraio sono stati ascoltati dalla commissione Sanità della Regione, categorie, sindacati e movimenti contrari a questo progetto di legge. L’avvocato Paola Juris è consulente legale dell’associazione "Cercounbimbo.net"</font></p>
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<p align="justify"><font size="2">Ascolta l’intervista all’avvocato </font><a href="/picture/upload/File/Luca/AVV_PAOLA_JURIIS.mp3"><font size="2">Paola Juris</font></a></p>
Original post by Luca Stiz
Influenza Aviaria istruzioni per luso
Febbraio 14, 2006
<p align="justify"><img height="83" src="/picture/upload/Image/Luca/aviaria.jpg" width="120" align="left" alt="" />Ci siamo! Il virus dell’influenza aviaria è arrivato anche in Italia. Si tratta del tipo H5N1, quello più letale. Le analisi effettuate presso il centro di referenza nazionale per l’aviaria, l’Istituto Zooproofilattico delle TreVenezie di Legnaro (Pd), hanno infatti evidenziato la presenza del virus, in almeno 6 casi di aviaria su 22 (al momento in cui scrivo). Il ministro della Salute, Francesco Storace invita tutti a mantenere la calma e a non creare allarmismi ingiustificati. La carne avicola italiana è tra le più sicure e controllate, viene detto, ma intanto sono crollate le vendite del pollame nei negozi. Come comportarci? C’è il rischio di un’epidemia anche in Italia? Lo abbiamo chiesto al dottor Stefano Marangon, direttore sanitario dell’Istituto Zooprofilattico.</p>
<p align="justify">Ascolta l’intervista a <a href="/picture/upload/File/Luca/DOTT_MARANGONSITO.mp3">Stefano Marangon</a></p>
Original post by Luca Stiz
E morta la moglie di Martin Luther King
Febbraio 13, 2006
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 4.9pt 0pt 0cm; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana"><img height="119" alt="" src="/picture/upload/Image/link.corretta.king.jpg" width="156" align="left" />Si è spenta qualche ora fa in un ospedale di Atlanta, dove era in cura da mesi, Coretta Scott King, vedova del paladino dei diritti dei neri americani, Martin Luther King. Coretta aveva 77 anni. Conobbe il marito al Conservatorio musicale del New England e lo sposò nel 1953. Dopo il suo assassinio, nel ‘68, ne raccolse l’eredità, ingaggiando una battaglia contro razzismo, odio, intolleranza e discriminazioni, fino alla fine della sua esistenza. Nello stesso anno in cui Martin Luther King moriva, Coretta fondava un centro dedicato a lui, attraverso il quale la sua campagna per la giustizia, l’uguaglianza e la pace, sarebbe continuata, e tutt’oggi continua. Il suo incessante impegno ha contribuito a diffondere gli insegnamenti e il ’sogno’ di King ("Sogno che un giorno i miei quattro figli vivranno in una nazione che non li giudicherà dal colore della pelle ma dalla sostanza del loro carattere"). Un sogno per molti versi ancora irrealizzato. Come ha scritto
<personname productid="la stessa Coretta" w:st="on"></personname>
la stessa Coretta nel messaggio di benvenuto del Centro, "ci sono ancora molti ostacoli, prima che il sogno possa realizzarsi: povertà, Aids, pena di morte, violenza, scarse opportunità di accesso all’istruzione e numerose forme di bigottismo".
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<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 4.9pt 0pt 0cm; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana">A causa di alcune sue dichiarazioni, negli anni ‘90 la King dovette confrontarsi con una feroce campagna condotta dalla destra religiosa americana, infuriata e scandalizzata perché i diritti civili dei neri erano stati paragonati ai diritti per gli omosessuali. Parlando nel trentesimo anniversario della morte del marito, aveva risposto così: "Continuo a sentire gente che mi dice che non dovrei parlare dei diritti di gay e lesbiche, ma solo attenermi alla questione della giustizia razziale. Io esorto caldamente queste persone a ricordare che Martin Luther King ha detto: ‘Qualsiasi forma di ingiustizia è una minaccia per qualsiasi forma di giustizia’". Dal 1969, autori e illustratori afro-americani vengono insigniti di un premio istituito dal Centro e dedicato alla memoria di Martin Luther King. Da oggi, tale premio onorerà anche la memoria di Coretta, il suo coraggio e la sua determinazione nel difendere la pace e la fratellanza tra uomini qualche ora fa in un ospedale di Atlanta, dove era in cura da mesi, Coretta Scott King, vedova del paladino dei diritti dei neri americani, Martin Luther King. Coretta aveva 77 anni. Conobbe il marito al Conservatorio musicale del New England e lo sposò nel 1953. Dopo il suo assassinio, nel ‘68, ne raccolse l’eredità, ingaggiando una battaglia contro razzismo, odio, intolleranza e discriminazioni, fino alla fine della sua esistenza. Nello stesso anno in cui Martin Luther King moriva, Coretta fondava un centro dedicato a lui, attraverso il quale la sua campagna per la giustizia, l’uguaglianza e la pace, sarebbe continuata, e tutt’oggi continua. Il suo incessante impegno ha contribuito a diffondere gli insegnamenti e il ’sogno’ di King ("Sogno che un giorno i miei quattro figli vivranno in una nazione che non li giudicherà dal colore della pelle ma dalla sostanza del loro carattere"). Un sogno per molti versi ancora irrealizzato. Come ha scritto
<personname productid="la stessa Coretta" w:st="on"></personname>
la stessa Coretta nel messaggio di benvenuto del Centro, "ci sono ancora molti ostacoli, prima che il sogno possa realizzarsi: povertà, Aids, pena di morte, violenza, scarse opportunità di accesso all’istruzione e numerose forme di bigottismo".
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<p align="justify"> <span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana">A causa di alcune sue dichiarazioni, negli anni ‘90 la King dovette confrontarsi con una feroce campagna condotta dalla destra religiosa americana, infuriata e scandalizzata perché i diritti civili dei neri erano stati paragonati ai diritti per gli omosessuali. Parlando nel trentesimo anniversario della morte del marito, aveva risposto così: "Continuo a sentire gente che mi dice che non dovrei parlare dei diritti di gay e lesbiche, ma solo attenermi alla questione della giustizia razziale. Io esorto caldamente queste persone a ricordare che Martin Luther King ha detto: ‘Qualsiasi forma di ingiustizia è una minaccia per qualsiasi forma di giustizia’". Dal 1969, autori e illustratori afro-americani vengono insigniti di un premio istituito dal Centro e dedicato alla memoria di Martin Luther King. Da oggi, tale premio onorerà anche la memoria di Coretta, il suo coraggio e la sua determinazione nel difendere la pace e la fratellanza tra uomini</span><font face="Times New Roman" size="3">.</font></p>
Original post by Liliana Boranga
Paralimpiadi invernali ecco la portabandiera La scelta del Comitato Paralimpico cade su Melania Corradini
Febbraio 13, 2006
<span class="wwwtitoloblocco"></span>
<p class="wwwtesto"> </p>
<p align="justify"><img height="202" alt="" src="/picture/upload/Image/corradini.jpg" width="100" align="left" />Sono tutte e due <strong>molto giovani</strong>, <strong>bella presenza</strong>, promesse dello sport, cariche di aspettative. <br />Sono <strong>le portabandiera della nazionale italiana </strong>a Torino 2006, <strong><a title="link al sito della Kostner" href="http://www.carolina-kostner.it/" target="blank">Carolina Kostner</a></strong> e <strong><a title="link a un articolo su Melania" href="http://www.disabili.com/content.asp?L=1&IdMen=111&SUBC=11641">Melania Corradini</a></strong>.Infatti a pochi giorni dalla presentazione di Carolina come portabandiera è giunta la <strong>consacrazione anche per Melania</strong>: sarà lei il 10 marzo, alla cerimonia di apertura dei Giochi, a rappresentare la squadra. <br />Questo il suo commento, appresa la notizia: <em>"<strong>Non me l’aspettavo proprio</strong>, c’erano altri atleti, soprattutto tra coloro che hanno vinto medaglie a Salt Lake, che pensavo se lo meritassero più di me. Sono ancora incredula. Quest’anno è stato ricco di emozioni, prima sono entrata a far parte del <strong>Team Visa</strong> dove posso lavorare e divertirmi con Deborah Compagnoni e con gli altri ragazzi del Team</em> (Peter Fill, Cristina Kelder e Marta Capurso) <em>e adesso questa fantastica notizia. E’ bello che si dia spazio a noi giovani atlete… sono stata contentissima quando ho saputo che Carolina sarà Portabandiera Olimpica e di poter ora condividere questa esperienza con lei".</em>Messaggio corrisposto anche dalla <strong>Kostner</strong>, che dice: <em>"Non ho ancora avuto modo di conoscerla ma so che Melania è una ragazza eccezionale, di grande talento sportivo e che farà grandi cose sulle nevi del Piemonte". </em>Una scelta, quella del Coni, che vuole essere un <strong>messaggio di coraggio per i giovani</strong>. E che non ha lasciato tutti contenti, in realtà, anche perchè è la prima volta che a rappresentare l’intero movimento si propongono dei giovani dibuttanti. Vi ricordate Atene 2004? Alfiere fu il ginnasta Yuri Chechi, classe 1969, per dire. <br />Ma cerchiamo di capirne le motivazioni, con le parole di <strong>Luca Pancalli</strong>, Presidente CIP e vice Presidente CONI: <em>"Abbiamo scelto Melania perchè una Paralimpiade è il miglior messaggio promozionale per l’intera realtà delle persone disabili. Melania è gioventù, entusiasmo, desiderio di vivere, determinazione ed esempio concreto per le centinaia di suoi coetanei che, sulla sua scia, desidereranno provare la pratica sportiva. Sarà il simbolo di un agonismo conquistato e del futuro costruito in anni di sacrifici e di passione autentica per lo sport".</em>La scelta sicuramente si inserisce nel tentativo di <strong>rovesciare una tendenza</strong>, che vede il movimento sport disabili avere molti atleti affermati, ma pochi giovani praticanti, come ci rivelava <strong><a title="link all’intervista" href="http://www.disabili.com/content.asp?L=1&IdMen=111&SUBC=9817">lo stesso Pancalli nell’intervista</a></strong> che ci ha concesso dopo Atene 2004.E poi Melania è giovane sì, ma <strong>non certo l’ultima arrivata</strong>: infatti la ragazza di Cles, in provincia di Trento, è già protagonista assoluta sui campi di gara. <br />Nel 2004 ha sfiorato il podio nei Campionati del Mondo di Wildschonau (Aut) sia nel super G (quarto posto) che in discesa e slalom (quinta piazza in entrambi i casi). Meglio è andata quest’anno in Coppa del Mondo, dove nella tappa di Kloster (Svi) la Corradini ha vinto sia il superG che la libera, piazzandosi al secondo posto nello slalom. Altri due piazzamenti d’argento sono poi arrivati a Prutz (Aut) nel superG e nella libera del Sestriere, nella pista dove si correrà proprio la prova Paralimpica. </p>
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Original post by Liliana Boranga
Paralimpiadi alla partenza inizieranno il 10 marzo
Febbraio 12, 2006
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span class="wwwtitoloblocco"><span style="FONT-SIZE: 9pt; TEXT-TRANSFORM: uppercase; COLOR: black; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-family: Arial"><font color="#000000" size="1"><img height="130" alt="" src="/picture/upload/Image/disabili.jpg" width="130" align="left" />PARALIMPIADI: PER
<personname w:st="on" productid="LA PRIMA VOLTA APRE"></personname>
LA PRIMA VOLTA APRE </font><font color="#000000">
<personname w:st="on" productid="LA DANCEABILITYSono"></personname>
<font size="1">LA DANCEABILITY<br />Sono iniziate le </font></font></span></span><font face="Verdana"><font size="1"><font color="#000000"><span>Olimpiadi di Torino 2006, che sono state inaugurate <span style="mso-spacerun: yes"> </span>con la spettacolare cerimonia di apertura, allo Stadio Olimpico</span></font><font color="#000000"><span style="FONT-SIZE: 9pt; TEXT-TRANSFORM: uppercase; COLOR: black; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-family: Arial">. </span></font></font></font></p>
<font color="#000000"><span>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><br /><font face="Verdana" size="1">Significa che manca <span style="mso-spacerun: yes"> </span>un mese <span style="mso-spacerun: yes"> </span>all’inizio delle attesissime Paralimpiadi: infatti proprio il 10 di marzo, specularmente a quanto vedremo oggi (2 miliardi di spettatori televisivi attesi), si terrà lo spettacolo di inaugurazione delle none paralimpiadi invernali, le prime italiane. </font><font color="#000000"><font face="Verdana" size="1"><span>E, incredibile a pensarci, sarà la prima volta a livello mondiale in cui verranno coinvolti artisti disabili nello spettacolo!</span></font></font><font color="#000000"><span><font face="Verdana" size="1"> <br />Mai prima in un’inaugurazione paralimpica i disabili si erano espressi con le proprie abilità. Atleti sì, spettatori pure, ma ballerini no. Sarà diverso a Torino 2006 il 10 marzo, visto che una cinquantina di danzatori di danceability provenienti da tutta Italia si esibiranno all’interno della cerimonia di apertura organizzata dalla </font><a title="link al sito della società" href="http://www.filmmaster.com/" target="blank"><span style="COLOR: black"><font face="Verdana" size="1">società K2006 del gruppo FilmMaster</font></span></a><font face="Verdana" size="1">. Anche la squadra di basket in carrozzina di Torino sarà coinvolta. </font></span></font><font color="#000000"><span><font face="Verdana" size="1">Un applauso va alle associazioni che sul territorio stanno facendo conoscere la danceability, tanto da meritare indiscutibilmente questa ribalta mondiale, che mostrerà un’opportunità - esprimersi con il linguaggio universale della danza - che nemmeno tanti disabili conoscono. In questi giorni si stanno tenendo le <span style="mso-spacerun: yes"> </span>prove dello spettacolo a Padova, con i danzatori ospiti del Comune - settore Servizi Sociali e dell’</font><a title="link alla pagina dell’associazione" href="http://www.disabili.com/content.asp?L=1&IdMen=310&SUBC=2509"><span style="COLOR: black"><font face="Verdana" size="1">associazione Ottavo Giorno</font></span></a><font face="Verdana" size="1">, tra le più attive a livello nazionale. La preparazione continuerà con 10 giorni intensivi di prove a Torino, subito prima delle Paralimpiadi.</font></span></font></p>
</span></font>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font color="#000000"><span style="FONT-SIZE: 9pt; TEXT-TRANSFORM: uppercase; COLOR: black; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-family: Arial"></span></font><font color="#000000"><font size="1"><font face="Verdana"><span>Alcune <span style="mso-spacerun: yes"> </span>indicazioni offerte da Roberto Lun, regista coreografo della cerimonia: </span><span style="FONT-SIZE: 9pt; TEXT-TRANSFORM: uppercase; COLOR: black; FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-font-family: Arial">"<font size="1">il tema cui ci ispiriamo è lo slogan oltre ogni limite, che metteremo in scena su un enorme palcoscenico, diverso comunque da quello delle Olimpiadi"</font></span></font></font></font><font color="#000000"><span><font face="Verdana" size="1">. <br />Noto che nel gruppo misto (la danceability prevede infatti danzatori disabili e non) ci sono quasi solo persone in carrozzella o normodotate, ma non rappresentanti di altre disabilità. Uniche eccezioni una giovane danzatrice down e Juri Roverato, distonico, che ha fatto anche una esperienza lavortiva qui da noi" spiega Roberto Lun. "</font></span></font><font color="#000000"><font size="1"><span><font face="Verdana">La scelta artistica era di valorizzare i disabili in carrozzella, ma ho voluto almeno loro due, perchè mostrassero che è un’attività molto più varia e con possibilità per tutte le disabilità, mentali comprese". </font></span></font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" size="1"></font><font color="#000000"><span style="FONT-SIZE: 9pt; TEXT-TRANSFORM: uppercase; COLOR: black; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-family: Arial">
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<p><font face="Verdana" size="1"></font></p>
<p><font face="Verdana" size="1"> </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" size="1"></font><span style="FONT-SIZE: 9pt; TEXT-TRANSFORM: uppercase; COLOR: black; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-family: Arial">
<p><font color="#000000" size="1"> </font></p>
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<p><font face="Verdana" size="1"> </font></p>
Original post by Liliana Boranga
Legge 180 pareri a confronto
Febbraio 10, 2006
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<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Nimbus Roman No9 L"><font size="3"><span lang="en-US"><img height="115" alt="" src="/picture/upload/Image/cavallo_350.jpg" width="130" align="left" /><font face="Verdana" size="2">Discussioni</font></span></font><font face="Verdana" size="2"> <span lang="en-US">ancora</span> <span lang="en-US">aperte</span> <span lang="en-US">sulla</span> <span lang="en-US">legge</span> <span lang="en-US">Basaglia.</span> La <span lang="en-US">Relazione</span> sull’indagine conoscitiva relativa all’applicazione della legge 180 non è ancora stata messa ai voti per via di una mancanza d’accordo in commisione Sanità di palazzo Madama. L’opposizione, infatti, protesta sui tempi eccessivamente stretti messi a disposizione per l’analisi del documento presentato dalla senatrice Rossana Boldi, con l’alto rischio di trasformare una tematica così delicata e complessa in un manifesto propagandistico visto il periodo di fine legislatura. Accusa inoltre la maggioranza per il mancato coinvolgimento delle Regioni nell’indagine. “A questo punto – afferma Giuseppe Mascioni (Ds) – il problema non è cambiare la 180 ma, una volta accertati gli squilibri in alcune zone del nostro paese, trovare il sistema di applicare la legge in modo omogeneo.” Legge che, grazie all’intuizione di Basaglia, fa uscire dal chiuso e dall’ignoto le problematiche mentali, dando a tutti l’opportunità di viverle meglio e di affrontarle all’aperto. “Lopposizione – conclude Mascioni – resterà fuori da questa indagine e se il documento non verrà modificato sicuramente i Ds si asterranno dal voto”. </font></font></p>
<div style="TEXT-ALIGN: justify"><font face="Verdana" size="2"> </font></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify"><font face="Verdana" size="2">La Boldi afferma comunque che il suo documento non vuole essere conclusivo ma vuole offrire spunti ed effettuare proposte che potranno essere prese in considerazione dalla prossima Legislatura. </font></div>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font face="Verdana" size="2"> </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="left"><br /></p>
Original post by Liliana Boranga
Elettrosmog tesi a confronto
Febbraio 10, 2006
<p align="justify"><img height="118" alt="" src="/picture/upload/Image/Luca/elektro.jpg" width="80" align="left" />Uno studio inglese sui cellulari, uno tedesco sull’elettrosmog e il dott. Micheal Repacoli, che hanno in comune? L’interesse di alcuni, i soldi di pochi e la salute di molti.</p>
<p align="justify">Ne abbiamo parlato con Antonio Gagliardi dell’associazione Elettrosmog Volturino</p>
<p><a href="/picture/upload/File/Luca/ALETTROSMOG.mp3">Ascolta l’intervista</a></p>
Original post by Luca Stiz
Ostaggi 55 giorni di paura resta il silenzio sui 4 volontari canadesi rapiti in Iraq il 26 novembre scorso
Febbraio 9, 2006
<p align="justify"><img height="130" alt="" src="/picture/upload/Image/006.jpg" width="163" align="left" />A 55 giorni dal rapimento dei quattro operatori di Christian Peacemaker Teams in Iraq, un nuovo volontario canadese si appresta a partire alla volta di Baghdad. Il suo nome è Allan Slater, ha 70 anni, e di mestiere fa l’allevatore di mucche da latte in Ontario.<br />Slater partirà alla volta della capitale irachena domani proprio come volontario di Cpt, per il suo quarto viaggio nella regione. Il produttore di latte dell’Ontario sudoccidentale vivrà per sei mesi a Baghdad, fuori dalla zona verde, e diventerà di fatto il punto di riferimento per avere informazioni sui due canadesi in mano dallo scorso 26 novembre al gruppo dei sequestratori delle "Spade delle Brigate per la Giustizia", il torontino Jim Loney e Harmeet Singh Sooden, ex residente di Montréal. Con loro sono in ostaggio anche l’americano Tom Fox e il britannico Norman Kember. Circa cento persone, lunedì scorso, hanno preso parte a una veglia per il rilascio dei quattro prigionieri che però hanno perso l’attenzione dei media canadesi, impegnati a seguire la campagna elettorale.<br />Intanto, dopo essere stata rapita due settimane fa nel centro di Baghdad, la sorella del ministro dell’Interno iracheno, Bayan Jabor, la signora Umm Murtada, è stata liberata ieri pomeriggio, con una vasta operazione di polizia che ha portato all’ arresto di 200 persone. <br />Tra queste si ritiene possano esservi alcune che sono in possesso di notizie utili per rintracciare un’altra donna ostaggio di rapitori, la giornalista americana Jill Carroll, della quale martedì è stato diffuso dalla tv satellitare Al Jazeera un video di 20 secondi, accompagnato dal preoccupante ultimatum delle sconosciute "Brigate della Vendetta", con la scadenza di 72 ore. Entro questo termine, hanno detto i sequestratori, gli Stati Uniti devono liberare tutte le donne irachene detenute nelle prigioni irachene, pena la vita della giornalista.<br />Intanto un altro rapimento assai drammatico - ma potrebbero essere due, secondo altre fonti - è stato compiuto in mattinata con un agguato all’uscita del tunnel Al Shurta, nel quartiere di Jamiaa, nel settore occidentale di Baghdad, nel quale sono state uccise dieci guardie della società privata di sicurezza Salamat Al Iraq, che scortavano due ingegneri della società dei telefoni irachena con capitali egiziani Iraqna. Un ingegnere del Malawi del quale non è stato reso noto il nome è stato rapito certamente, mentre non si è sicuri che sia stato sequestrato il collega malgascio che era con lui al momento dell’attacco, compiuto da un nutrito gruppo di armati. L’azione sembra essere stata particolarmente cruenta, anche se non sono stati accertati molti particolari.<br />è per questo che si ritiene - apparentemente sulla base di testimonianze - che l’ingegnere del Madagascar possa essere sfuggito al rapimento e magari essersi nascosto in qualche rifugio nel quale potrebbe essere ancora. La strada principale in uscita dal tunnel porta verso il quartiere Hail El Adil ("il quartiere della giustizia"), lo stesso nel quale è stata liberata Umm Murtada e nel quale il 7 gennaio fu sequestrata Jill Carroll. La giornalista è apparsa martedì nel breve video - dal quale è poi stata tratta una foto pubblicata nel sito web della tv del Qatar - parlare con aria apparentemente disinvolta e non preoccupata, senza però che venisse riprodotto l’audio. Una forte preoccupazione sulla sua sorte è stata espressa dall’associazione internazionale giornalistica "Reporter senza frontiere" secondo la quale « il vero dovere dei media di tutto il mondo è in questo momento quello di richiedere la sua liberazione».<br /></p>
Original post by Liliana Boranga
Approvato il DDL FiniGiovanardi sulle droghe
Febbraio 9, 2006
<img width="78" height="110" align="left" alt="" src="/picture/upload/Image/immagini/canapa.jpg" />Dal sito FeDerSerD<br />Federazione Italina degli Operatori dei DIpartimenti e dei Servizi delle Dipendenze<br /><span style="font-style: italic;">Presidente Onorario Rita Levi Montalcini</span><br /><a href="http://www.federserd.it">www.federserd.it</a><br /><br /><span style="font-weight: bold;"><br />Droga: una legge autoritaria,irrazionale ed antiscientifica<br /></span><br />Il Parlamento sta portando a compimento,a tappe forzate e colpi di "fiducia" , l’iter legislativo della nuova Legge Fini-Giovanardi sulle droghe.<br />La nostra Consulta,che raggruppa le 8 principali Società ed Associazioni scientifiche del settore,aveva nello scorso anno,a più riprese,offerto la propria collaborazione per la traduzione normativa delle più recenti evidenze scientifiche.<br />Tutto inutile; il Governo non ha voluto dare ascolto a noi ed alla stragrande maggioranza dei tecnici dei Servizi pubblici e del privato sociale:ha voluto celebrare una pseudo Conferenza Nazionale a Palermo in dicembre,riempita di comparse e frequentata da sparuti tecnici,per tentare di far dire un compiacente sì al proprio Disegno di Legge.<br />Pur non essendo neppure riuscito ad ottenere un parere favorevole da parte della propria Consulta governativa,il Ministro Giovanardi ha presentato a Natale in Parlamento il proprio testo e ne sta ottenendo l ’approvazione con uno stravolgimento delle più elementari regole parlamentari, senza discussione, senza confronto,senza il minimo conforto di un substrato tecnico-scientifico. Quali i principali elementi di irrazionalità?<br /><br />1) L’irrazionalità dell’impianto coattivo,che inasprisce quello della vigente normativa; ciò contro ogni evidenza scientifica,laddove è ampiamente dimostrato dalla letteratura specialistica e dall ’esperienza quindicennale dell ’applicazione della vigente Legge che,essendo la tossicodipendenza una malattia e non un vizio od un reato,è un percorso di costruzione e consolidamento delle motivazioni quello che porta a scelte mature,consapevoli e durature di cambiamento e non un percorso di costrizioni ed aut aut come quello proposto dalla Legge imminente.<br />La salute viene a configurarsi come un dovere piuttosto che come un diritto,si passa dal "diritto alla cura" a "dovere della cura": ciò si fonda su di una pericolosa confusione tra norma giuridica e norma morale.<br /><br />2) L’irrazionalità dell’assenza della clinica, anch’essa a denunciare il rifiuto a concepire modernamente la dipendenza come un disturbo di salute e,con essa, l’esclusione ideologica delle politiche di riduzione del danno che si vanno affermando in tutto il mondo civile come quelle più efficaci nel contrasto della mortalità acuta e delle patologie associate in ambito infettivologico.<br /><br />3) L’irrazionalità della proposta di reintroduzione di una linea di demarcazione rigida,fissata per Legge,tra possesso di droghe per consumo personale e possesso a fini di spaccio (anche se le quantità definite devono essere intese come "indice" di reato, è molto probabile che verranno applicate come una soglia oltre la quale far scattare automaticamente l’accusa di spaccio); l’irrazionalità poggia principalmente sul fenomeno della tolleranza,proprio di quasi tutte le sostanze psicoattive, che è quel fenomeno, ad esempio, che fa si che 100 mg di eroina siano per qualcuno una dose letale e per qualcun altro neppure sufficienti ad alleviare una sindrome di astinenza.<br />Il principio scientifico corretto poggia invece proprio sulla discrezionalità del giudice, sulla valutazione caso per caso,supportata da procedure peritali cliniche e non merceologiche.<br /><br />4) L’irrazionalità della proposta di accorpamento tabellare in un ’unica tabella comprendente tutte le sostanze psicoattive illegali,con una sovrapposizione delle previsioni normative per aree di comportamento estremamente differenti tra loro.<br />Se si può comprendere l ’intento di fornire un "messaggio forte" circa la pericolosità di tutte le droghe,la visione dei meccanismi decisionali degli adolescenti e dei giovani che traspare è rozza ed ingenua.Il rischio principale è costituito da un lato dalla criminalizzazione del comportamento di quasi la metà degli adolescenti e tardo adolescenti italiani (per consumare hashish o marijuana è necessario procurarseli in qualche modo …)e dall’altro dalla facilitazione del passaggio dall’uso di cannbinoidi a quello di sostanze oggettivamente più pericolose per la salute e per la vita.<br />In Europa si va in senso contrario: ad esempio nel Regno Unito la collocazione tabellare della cannabis è stata recentemente derubricata.<br />E’ necessario al contrario massimizzare la diversificazione tra il regime normativo previsto per il consumo dei cannabinoidi,diffuso e percepito come poco problematico (al di la della pericolosità,che esiste ma che deve essere trattata con interventi educativi)e consumi molto meno frequenti e percepiti come problematici.<br />Porre il "confine" tra il "nessun consumo" (e l’alcool ?e il tabacco ?e il gioco d’azzardo ?) ed i primi spinelli significa porre un confine indifendibile sul piano educativo,normativo e scientifico.<br />Significa, di fatto, disegnare un intervento dello Stato autoritario,predicatorio ed inefficace.<br /><br />5) L’irrazionalità dell’equiparazione negli accessi tra strutture pubbliche e strutture private. Esse erogano servizi differenti, da posizionare in serie e non in parallelo o peggio ancora in competizione. Il pubblico e il privato sociale più professionale collaborano da tempo in logiche di sinergia e non di conflitto ideologico e l’Italia ha la fortuna di avere contemporaneamente la più capillare diffusione di Servizi pubblici e la più potente ed articolata rete di Strutture private residenziali e non residenziali.<br />Le strutture private che si vedono e si vivono in antagonismo con il servizio pubblico sono una netta minoranza e non appartengono al mondo scientifico. Sancire,attraverso una Legge nazionale,la possibilità per le strutture private di certificare lo stato di tossicodipendenza significa attuare un cortocircuito infausto tra chi deve certificare la condizione di tossicodipendenza (compito del Dipartimento pubblico delle dipendenze)e chi deve prendere in cura la persona (SerT e Comunità).<br />Chi tutelerà,in questo caso, l’interesse pubblico e il controllo della spesa sanitaria? Il fatto che la legge demandi alle Regioni la definizione dei criteri che disciplineranno tale facoltà da parte dei privati è,poi,causa di un’ulteriore contraddizione.<br />Tutta la materia sanitaria è infatti stata demandata,con la riforma del titolo V della Costituzione, alle Regioni; lo Stato con tale provvedimento legifera fuori dalle proprie competenze:sono le Regioni che,nel caso,dovrebbero decidere se concedere ai privati una tale facoltà e non semplicemente come farlo.<br />La nostra Consulta ha manifestato più volte,da oltre 3 anni,la propria contrarietà ad un siffatto approccio al problema delle tossicodipendenze, basato su posizioni ideologiche e moralistiche, sordo ai richiami della cultura scientifica sull’argomento ed alle evidenze di efficacia dei percorsi terapeutici disponibili.<br />Siamo fortemente preoccupati per l’incultura che informa questa Legge.<br />Ci allarma pensare alle persone malate di dipendenza,che oltre al peso della propria condizione dovranno sopportare anche quello di un inasprimento delle pene.<br />Chiediamo alle Regioni italiane di difendere le proprie prerogative come già fatto,con successo, nel 2003 nei confronti del cosiddetto "Decreto Sirchia" di modifica del DMS 444.1990. Chiediamo al Capo dello Stato di valutare attentamente gli evidenti elementi di contraddizione tra l ’impianto normativo previsto e gli esiti del Referendum abrogativo del 1993 di alcune previsioni del T.U.309.90.<br />Ci auguriamo infine che il lume della ragione possa rapidamente,in Italia,riprendere a dar luce alle scelte della politica per il nostro settore di intervento e chiediamo a tutti coloro che si imbatteranno a vario titolo nell ’applicazione della Legge di dare ascolto ai richiami della propria coscienza e della scienza.<br /><br />Rivoli (To), 5 febbraio 2006<br />Il Coordinatore nazionale<br />Paolo Jarre, Direttore Dipartimento "Patologia delle dipendenze" ASL 5 Piemonte.<br /><br /><a href="/picture/upload/File/paolo_jarre_consulta_070206.mp3">All’interno di "BandaLarga", Nicola Gemignani ha intervistato il dott. Paolo Jarre</a>
Original post by Nicola Gemignani
On line lintervista video con Cindy Sheehan
Febbraio 9, 2006
<p><img height="75" alt="" src="/picture/upload/Image/immagini/cindy_sheehan_02.jpg" width="109" align="left" />Grazie alla collaborazione con <a href="http://www.arcoiris.tv">www.arcoiris.tv</a> è on line il video dell’intervista a Cindy Sheehan, la madre americana divenuta il simbolo del nuovo pacifismo americano dopo che, in seguito alla morte del giovane figlio Casey di 24 anni, aveva chiesto ragione di questo al presidente Bush accampandosi davanti alla sua residenza estiva, ha risposto il 16 gennaio dalle 12:00 alle 13:00 all’interno della trasmissione <i>Banda Larga</i> ad una serie di domande poste dai redattori Bruno Borghi, Francesco Gasparetto e dal direttore di radio Base Liliana Boranga. <br /><br />Cindy Sheehan ha inoltre accettato di essere ospite dellla tredicesima edizione del Rototom Sunsplash che si svolgerà dal 7 al 15 luglio a Osoppo e che avrà come tema "rispetta i diritti dell’uomo". La pacifista americana parteciperà ai convegni del 9 e dell’11 luglio 2006.</p>
<p>Guarda il video <a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=4055&ext=_big.ram"><img style="WIDTH: 51px; HEIGHT: 28px" height="35" alt="" src="/picture/upload/Image/immagini/ico_real_adsl.gif" width="70" /></a><br /></p>
Original post by Claudio Giust
Contro decreto droghe appello a Ciampi di Artisti e lavoratori dello spettacolo
Febbraio 7, 2006
<p><font face="Verdana"><img height="107" src="/picture/upload/mariuana.jpg" width="71" align="left" alt="" />Il gruppo musicale dei Punkreas si è fatto promotore di un iniziativa contro il decreto Fini/Giovanardi, approvato oggi con voto di fiducia alla Camera. Riportiamo l’appello, le adesioni e le modalità per sostenere l’iniziativa.</font></p>
<p><strong>Appello a Ciampi di Artisti e lavoratori dello spettacolo</strong></p>
<p align="left">Caro Presidente Ciampi,<br />ci rivolgiamo rispettosamente a Lei nella speranza di meritare un poco della Sua attenzione, nonostante le modalità irrituali del nostro appello. Siamo un gruppo di artisti e lavoratori dello spettacolo, seriamente preoccupati per le possibili conseguenze sociali del decreto legge Giovanardi recentemente approvato e relativo alle droghe.</p>
<p align="left">Tale decreto è, a nostro avviso, una palese violazione del referendum popolare del 1993, che aveva sancito la non punibilità dei consumatori.<br />Esso prevede inoltre l’ equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti, nonostante tale omologazione sia assolutamente ingiustificabile dal punto di vista medico- scientifico. <br />In una parola, tra qualche settimana tutti i consumatori di cannabis in Italia verranno considerati spacciatori e rischieranno pene minime da 1 a 6 anni nel caso vengano colti in flagrante con un quantitativo di hashish superiore a quello che dovrà essere fissato dal Ministero della Sanità (quantitativo che si preannuncia assolutamente minimo).</p>
<p align="left">Per cogliere l’implicazione sociale di un tale provvedimento, Le basti pensare solo che l’anno scorso circa 80.000 persone sono state segnalate alla Prefettura per possesso di cannabis. Molte di queste persone, con questa nuova legge, sarebbero destinate a riempire carceri già drammaticamente sovraffollate o, in alternativa, ad essere assegnate quali “tossicodipendenti” a comunità di recupero private.</p>
<p align="left">Sorvoliamo su tutti gli altri effetti dannosi su ogni politica di riduzione del danno, e veniamo al dunque: siamo consapevoli che in questo momento, Lei è l’unica persona in Italia che può impedire quello che ci sembra un possibile. scempio. </p>
<p align="left">Perciò Le rivolgiamo un sentito appello, in qualità di Presidente ma anche di cittadino, e Le chiediamo di non firmare il decreto in oggetto. Pensiamo che la questione della droga meriti di essere trattata, in un prossimo futuro, con maggior serenità e senza l’assillo di obblighi elettorali che rischiano di rovinare inutilmente la vita a decine di migliaia di persone in questo paese.</p>
<p align="left">Ci permettiamo inoltre e in conclusione di sottolineare l’importanza di un esame dettagliato e rigoroso della legge licenziata dal Parlamento, se è vero che - come si può dedurre dagli atti del Senato e della Camera - autorevoli esperti di grande competenza giuridica hanno messo in luce numerosi punti di gravissima e manifesta incostituzionalità. <br />Grazie per quanto vorrà o potrà fare.</p>
<p align="left">I nostri migliori saluti</p>
<div align="center">
<p align="center"><b>Hanno già aderito:</b></p>
<p align="center"><strong>NEGRAMARO, ARTICOLO 31, SUBSONICA, ROY PACI, CAPAREZZA, ELIO E LE STORIE TESE, LE VIBRAZIONI, MODENA CITY RAMBLERS, SUD SOUND SYSTEM, DAVIDE RIONDINO, DARIO VERGASSOLA, BEBO STORTI, PIOTTA, MARCO MORANDI, RENATO SARTI, RICKY GIANCO, PUNKREAS, BANDABARDO’, FOLKABBESTIA, LINEA 77, MEGANOIDI, MEG, BANDA BASSOTTI, OTTO OHM, SIKITIKIS , GIANFRANCO MANFREDI, PATRIZIO FARISELLI (AREA), STATUTO, CORVELENO, FAMIGLIA ROSSI, ALMAMEGRETTA, 24 GRANA, O’ZULU’, BISCA, VALLANZASKA,TERESA DE SIO, SERGIO CAMMARIERE, ASSALTI FRONTALI, PARTO DELLE NUVOLE PESANTI, ITALYROCKLIVE MARTA SUI TUBI, DANIELE CONTARDO, CLUB DOGO, PORNORIVISTE, RADICI NEL CEMENTO, GANJA MAMA, ULAN BATOR, THE JAINS, MELLOWTOY, SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC, MERCANTI DI LIQUORE, MAURIZIO CAMARDI, GIGI MARRAS, UMBERTO PALAZZO E IL SANTO NIENTE, GATTO CILIEGIA, YO YO MUNDI, TETES DE BOIS, N.A.M.B., BEPPE VOLTARELLI, DANIELE SEPE, ENZO AVITABILE, GANG, JAHMILA , ANDREA BRAIDO, NATHANIEL PETERSON, METAMORFOSI, BALLETTO DI BRONZO, SUONI MUDU’, CHOP CHOP BAND, A-10, MUCCHIO SELVAGGIO, FABRIZIO GARGARONE e HIROSHIMA, KOMART, CLAUDIO ONGARO (COLOR SOUND), BLOOM MEZZAGO, MAX CANTU’ E BAGANA RECORDS, AREALIVE, FABRIZIO RIODA (JUNGLE SOUND), MUTUA STUDENTESCA-BARI, CLAUDIO BATTA (Zelig), MAU MAU, ARPIONI, SOUL ROOTS, KAOS CREW, YAGA YAGA, DANCEHALL SOLDIERS, LOVEMASSIVE, BIG BAMBOO, BANGARANG CREW, KINKY VIBES, WOMAN IN REGGAE, AL DEM CREW, VILLA ADA POSSE, WATERTOWER, I FARINOSI, SALVO VAGLICA, MARCO LEONE, GIULIA CARDELLINO, MARZIO GIGLIO.</strong></p>
<p align="left">per adesioni scrivi a:<strong> </strong><a href="mailto:appelloaciampi@propapromoz.com"><strong>appelloaciampi@propapromoz.com </strong></a></p>
<p align="left">Maggiori informazioni: <strong><a href="http://www.punkreas.net/ita/news/intro.aspx" target="_blank">www.punkreas.net</a></strong></p>
</div>
Original post by Claudio Giust
Amnesty internationalGUANTANAMO UNA CONDANNA A VITA ALLA SOFFERENZA E AL DISPREZZO
Febbraio 7, 2006
<p><font color="#000000"><img height="96" alt="" src="/picture/upload/Image/titlephoto.jpg" width="150" align="left" />In nuovo rapporto pubblicato oggi, Amnesty International denuncia che il centro di detenzione Usa di Guantánamo Bay, Cuba, sta condannando migliaia di persone nel mondo a una vita di sofferenza, tormento e disprezzo.Il rapporto, intitolato ‘Guantánamo: vite fatte a pezzi <font face="Tahoma">–</font> l’impatto della detenzione a tempo indeterminato sui prigionieri e sulle loro famiglie’, contiene le testimonianze di ex detenuti e dei loro familiari e descrive la situazione attuale delle persone ancora a Guantánamo, gli scioperi della fame in corso e i tentativi di suicidio.Cinquecento uomini di 35 nazionalita’ sono detenuti a Guantánamo Bay. Decine di loro sono attualmente in sciopero della fame e vi sono stati numerosi tentativi di suicidio. Nessuno ha beneficiato di una revisione giudiziaria della legittimita’ della propria detenzione. Nove continuano a essere detenuti nonostante non siano piu’ ritenuti dal governo Usa ‘combattenti nemici’.‘Per i detenuti e per le loro famiglie, Guantánamo rimane una realta’ durissima. Nonostante l’ampia condanna internazionale, gli Usa proseguono nel loro intento di privare tutti i prigionieri del diritto di contestare la detenzione in un tribunale statunitense’ <font face="Tahoma">–</font> ha detto Susan Lee, direttrice del Programma Americhe di Amnesty International. ‘Le richieste dei detenuti in sciopero della fame non sono controverse: chiedono che i loro diritti, basati sulle norme internazionali, siano rispettati; che vengano rilasciati se non sono accusati di crimini riconosciuti a livello internazionale; che organizzazioni come Amnesty International possano incontrarli’.Secondo le testimonianze raccolte dall’organizzazione per i diritti umani, varie famiglie che sanno che i loro parenti sono o sono stati in custodia statunitense, ricevono comunicazioni scarse o nulle da Guantánamo. Alcune non sanno neanche dove si trovano i loro cari, o se sono ancora vivi.Il rapporto di Amnesty International illustra inoltre una condizione di tormento e disprezzo che non si ferma a Guantánamo. Per alcuni prigionieri, il trasferimento a Guantánamo non e’ stato altro che uno spostamento da un luogo all’altro di detenzione illegale e a tempo indeterminato. Per altri, ha significato una detenzione arbitraria, minacce e maltrattamenti. Anche per coloro che sono ritornati nei loro paesi di origine e alle loro famiglie, il ricordo fisico e psicologico del tempo trascorso a Guantánamo continua e il disprezzo, causato dall’essere stati etichettati dal presidente George W. Bush come ‘combattenti nemici’ e ‘il peggio del peggio’, restera’ associato a loro per il resto della vita. Nina Odizheva, madre di Ruzlan Odizhev, detenuto russo a Guantánamo, ha raccontato come il tempo trascorso nel centro di detenzione Usa abbia irrevocabilmente colpito il figlio: ‘E’ cambiato… ora e’ completamente malato. Deve prendere medicinali per tutti i suoi organi principali. Cerca di non mostrarmi o di non dirmi particolari in modo che io non mi arrabbi… non ha mai appetito… e’ una persona diversa da prima’. ‘L’amministrazione Usa non puo’ semplicemente ignorare le conseguenze delle proprie azioni nei confronti dei detenuti rimandati nei loro paesi solo per subire ulteriori abusi, una detenzione illegale e la denigrazione di essere stati etichettati come ‘il peggio del peggio’.’Amnesty International chiede alle autorita’ Usa di pubblicare la lista di tutte le persone detenute a Guantánamo e in altri centri di detenzione; processare o rilasciare tutti i detenuti di Guantánamo; chiudere Guantánamo e consentire verifiche indipendenti in tutti i centri di detenzione Usa; indagare su ogni denuncia di maltrattamenti e torture ai danni dei detenuti. </font></p>
Original post by Liliana Boranga





