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Come la tv meglio della tv La fai tu e non ce la pubblicit

Dicembre 30, 2005

www.Arcoiris.tv : più che una televisione via internet una mega videoteca a portata di mano che integra e sostituisce quella di casa propria. Lo spettatore può decidere cosa vedere in qualsiasi momento, sena più vincoli d’orari e palinsesto. L’offerta dei titoli è costantemente aggiornata e proviene sia da filmati che producono i responsabili del sito sia da contributi esterni e volontari. Per vedere i filmati basta scegliere nella vasta videoteca virtuale cercando tra le varie categorie presenti  e selezionare il tipo di connessione adeguata al vostro modem (ADS per le connessioni a larga banda, 56K per i modem analogici).
Con Arcoiris c’è l’occasione più unica che rara di vedere interviste a personaggi o servizi giornalistici che normalmente in una televisione tradizionale non passano (alcuni per motivi di censura, altri perché ritenuti non remunerativi).
Sono ben 3634 i filmati attualmente presenti per un totale di 1778 ore.
Come ad esempio il documentario autoprodotto daicittadini romani, o un altro documento in cui si spiega che mangiare carne fa male.

E poi ancora la recente carica della Polizia in Val di Sua o “Il mistero di United 93”  il filmato che mette in evidenza le incongruenze della versione ufficiale della fine volo United 93 (il "quarto aereo" dell’11 settembre), che sarebbe stato fatto schiantare dai passeggeri in rivolta in un campo della Pennsylvania e che non è mai stato ritrovato
«Non un motore, non un pezzo d’ala», spiega su Arcoiris Massimo Mazzucco di www.luogocomune.net, «non un troncone di coda, nulla. Solo una buca fumante, piena di ferraglia qualunque, che non fa che moltiplicare all’infinito i sospetti sulla versione ufficiale dei fatti fornita al mondo dall’amministrazione americana».

Ma la lista ei filmati è numerosa e suddivisa in categorie: dall’antimafia al commercio equo e solidale, convegni, cortometraggi, documentari, eventi, manifestazioni, festival, filmati indipendenti, interviste, politica internazionale.
Per ogni filmato sono disponibili anche altre informazioni come la durata, la fonte, la data di realizzazione e quante volte il filmato è stato visionato dagli utenti.
Un servizio di newsletter informa gli iscritti sull’nserimento di nuovi filmati o su comunicazioni utili e divertenti.

Chiunque può collaborare con Arcoiris Tv con filmati o idee. Per comunicare con la redazione basta scrivere a questo indirizzo email: comunicazioni@arcoiris.tv . Eppure dall’Abruzzo contenuti non ne abbiamo trovati. Come mai?

Anche la sezione biblioteca è ricca di documenti di ogni ipo.
Si possono trovare testi letterari e tecnici sia originali che tradotti di circa 707.737.941 parole in oltre 150 lingue.
Oltre 48 i testi in africano, 52 in lingua albanese, 85 in arabo, 442 in bielorusso, 253 in tedesco, 2662 in francese, 25 quelli greci, 22 i giapponesi e 354 i coreani.

C’è Gassmn che legge “Non chiederci la Parola” di Eugenio Montale  o la famosissima canzonetta “E lasciatemi divertire” di Aldo Palazzeschi letta da Giovanni Tarasconi e poi ancora “La Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso,  o le poesie di Ungaretti “Hai visto spegnersi”, “I fiumi” .

E’ fornitissima anche la biblioteca per i bambini con file audio delle ninna nanne  più famose da ascoltare o anche da imparare e ripetere e favole famose come La Princpessa sul pisello o alice nel paese delle meraviglie.

Interessante anche le sezioni dedicate alle biografie , il corso di traduzione, il corso di giornalismo di Luca De Biase, e un corso di latino.

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«La nostra ambizione», spiegano dal sito, «è di unire autori, lettori, editori, biblioteche, librai e tutti coloro che vogliano respirare e vivere la cultura della parola in luogo dove la distinzione tra biblioteca e libreria sia realmente solo "virtuale". Dove sia possibile sfogliare a video, scaricare e solo se necessario acquistare libri, sempre disponibili in formato digitale e, alle volte, anche nella tradizionale versioe cartacea. Un luogo dove l’unica logica che conti sia quella dei "contenuti" e si possa trovare nella propria lingua quanto interessa, per lavoro o per piacere».</p&gt

Fonte Claudio Giust

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Rivedere la legge 180 No grazi

Dicembre 30, 2005

Il governo ha intenzione di rivedere la legge 180 sulle strutture e i servizi psichiatrici per la cura dei malati di mente. Lo ha detto il ministro della Salute Francesco Storace. La legge 180 - nota anche come riforma Basaglia - è passata alla storia come la legge che ha chiuso i manicomi in Italia. Varata nel maggio 1978 — e poi inglobata nello stesso anno ella legge 833 di riforma del sistema sanitario — ha anche regolato l’istituto del ricovero coatto in psichiatria, stabilendo i limiti legali ai quali sono sottoposti gli psichiatri e indicando quali diritti di autodifesa e autotutela i cittadini possono usare per difendersi.

L’ UNASAM (Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale) considera questa proposta di "ritocco" una sciocchezza, probabilmente motivata da ragioni elettorali</font&t;

Ascolta l’intervista  Gisella Trincas Presidente Nazionale Unasam

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Fonte Luca Stiz

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Non un semplice augurio di Buon Ann

Dicembre 27, 2005

Ancora pochi giorni e il 2005 se ne andrà con i suoi lutti, i suoi dolori, guerre, scandali e crisi economiche. Ma anche con i suoi piaceri, le sue gioie e le sue vittorie. Radio base Popolare network ha voluto seguire sempre con onestà quanto succedeva nel mondo, in italia, nel Veneto e ovunque arivassero le sue antenne. Il pubblico ha premiato la correttezza  e il rispetto portato verso l’ascoltatore con una fedeltà che è sempre più cresciuta negli ultimi tempi. Gli argomenti più diversi, i temi più scottanti e difficili, le proposte musicali più originali e diverse, intelligenti e motivate sono il patrimonio che Radio Base popolare network porta con sé dal 2005 nel 2006. Un impegno che  conerverà questa impronta e che non intende tradire, perchè patrimonio della storia  della radio e di chi la costruisce giorno dopo giorno: con  un occhio di riguardo verso chi appartiene a quella parte del pianeta che deve fare i conti ogni giorno con la povertà, la fame, la miseria  e le malattie. Fare semplicemente un augurio  di Buon Anno non basta: impegnarsi è un dovere. E ancora una volta RadioBase Popolare network   sarà presente al Rototom sunsplash reggae festival 2006  di Osoppo dal 7 al 15 luglio , oltre che per permettere di ascoltare  le voci e il suono della festa, anche per testimoniare sinceramente la condivisione del tema della tredicesima edizione "Rispetta i diritti dell’Uomo" .</p&gt

Fonte Liliana Boranga

Che fine ha fatto lospedale del Festival di Sanrem

Dicembre 23, 2005

Il 12 ottobre scorso il senatore Francesco Martone presentava una  interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio, al Ministro degli esteri e a quello della difesa. Oggetto di tale interrogazione quale fosse l’icarico che Barbara Contini, ex governatore di Nassiriya, aveva assunto in Darfur dove stava seguendo alcuni progetti di cooperazione. Nelle sue  interrogazioni (due a pochi mesi una dall’altra)  il senatore Martone chiedeva inoltre con quali fondi fossero stati finanziati alcuni spot televisivi  che Barbara Contini aveva usato per sollecitare la generosità dei cittadini italiani nei confronti del Darfur. Oltre al ruolo del contingente italiano in arfur. In questa vicenda, che ancora aspetta risposte dal governo,  si mescolano così due eventi apparentemente lontani ma che portano lo stesso numero: il 55. Ovvero la cinquantacinquesima edizione del Festival di Sanremo condotta da Paolo Bonolis e un ospedale chiamato Avamposto 55 per la costruzione del quale erano stati chiesti finanziamenti  proprio durante la manifestazione musicale.  A tutt’oggi che fine abbiano fatto quei soldi, se l&rquo;avamposto funzioni e che cosa stia facendo Barbara Contini in Darfur sono  tutte domande  rimaste senza risposta. Soprattutto l’ultima che vede la Contini presente in un territorio molto interessante dal punto di vista delle risorse petrolifere. Come lo era d’altronde la zona di Nassiriya della quale sempre la signora Contini è stata governatrice fino a tempo fa. A sollevare alcune  perplessità sull’operazione aseguito di alcune informazioni avute proprio dal Darfur  il free lance Salvatore Fizzarotti. ”Possiamo partire” spiega Fizzarotti” dall’origine di questo progetto chiamato Avamposto 55 presentato durante  il Festival di Sanremo da Paolo Bonolis. Ultimamente si è parlato di questo sotto di denuncia soprattutto da chi opera in quelle terre  che non sono state mantenute le  promesse fatte durante il collegament via satellite  con il Darfur. I soldi consono mai arrivati del tutto: sono stati raccolti quasi  258.000 euro e non sono pochi. Ma le aspettative sono state tradite: lo stesso Bonolis ha donato  50.000  euro e la struttura alla quale appartiene  solo 5000.  Altri soldi sono arrivati dai proventi della vendita di un anno dela  canzone  “I bambini fanno oh” ma  il problema  è he l’ospedale è stato  costruito ma mancano le strutture interne e le apparecchiature mediche  per farlo funzionare, insomma c’è solo la struttura portante.  Gli altri finanziamenti  dovevano  arrivare dalla Rai e dal mondo medico che li avevano promessi” conclude Fizzarotti. Barbara Contini dal Darfur replica duramente a queste accuse di non aver utilizzato i fondi e di svolgere in effetti un ruolopiù politico e diverso da quello affidatogli dal governo ovvero di coordinatrice dei progetti di cooperazione.  E proprio per quanto riguarda l’Avamposto 55 lo considera uno dei tanti progetti che lei sta seguendo. “Ci sono 26 progetti e l’ospedale è uno di questi”spiega dal Darfur”  e per quanto riguarda le accuse nei miei confronti che  i fondi non vengono utilizzati dico che sono stanca di far ubblicità a questi signori rossi o verdi che ogni volta non solo non sanno la storia ma non conoscono neppure la geografia di quello di cui stanno parlando. Per esempio una volta la signora Zanella a che mi ha chiesto dove ho speso i soldi dell’Iraq ed erano soldi inglesi e non lo sapeva, adesso il senatore Martone che non sa neppure dov’è il sdu Sudan e non capisce dov’è il Darfur e lancia accuse senza senso. Ma non  si vrgognano. Io mi chiedo chi li abbia votati e sono senatori della repubblica: che studino. Sono stati approntati tanti progetti idrici  e della sanità, stiamo lavorando con i Comboniani e con le suore della carità. Stiamo facendo centri sanitari e scuole per i bambini, per gli anafalbeti, stiamo  aiutando gli sfollati  e stiamo parlando di i due milioni di persone che  vivono sotto un telo di plastica. Stiamo ripristinando pozzi per i vilaggi  e il presidio ospedaliero Avamposto 55 è una delle cose  che avevamo deciso di fare con Paolo Bonolis per far e capire agli italiani  che cosa stavamo facendo”. Ma proprio alla luce di quanto la stessa Barbara Contini racconta rimane il dubbio su quale sia effettivamente il suo ruolo anche in relazione alla sua precedente presenza  a Nassiriya che, si disse allora,  voluta   e imposta dagli  ameicani in un territorio molto importante peri depositi di petroli. Una nomina fatta quando allora Barbara Contini era una perfetta sconosciuta al Ministero degli esteri: la sua carriera fu rapida come altrettanto rapida e burrascosa fu la fine del suo in carico in Iraq. Tornata a Roma era stata indicata come a coordinatrice degli aiuti italiani per il dopo Tsunami, ma fu inviata in Darfur come esperta di cooperazione.   Un ruolo un po’ confuso, a detta del senatore Matone,  e che sta a metà tra il tecnico  e il politico vista la  partecipazione della  stessa Contini ad alcuni incontri  per i negoziati di pace in Darfur. Ma sul suo ruolo istituzionale    e sull’eventualità di un aspetto politico della sua missione risponde contestando le accuse di ambiguità:“Io sono in Darfur “spiega” dal  24 settembre&bsp; 2004   e sono stata inviata  dal Ministero degli Esteri come ‘inviato speciale’  del Governo Italiano per la crisi umanitaria che è in corso da tre anni e mi fermerò qui fino a dicembre 2005. Il mio lavoro? da una parte  sto portando a compimento tanti progetti  di emergenza che ho  attivato con la cooperazione italiana sia a finanziamenti diretto che con le ong italiane che stanno lavoando in questo paese  e dall’altra parte  sto  avendo contatti diretti  con gli attori locali  della crisi per vedere  se c’è  un possibile interesse di mediazione italiana in questo luogo”. Un interesse per le risorse petrolifere? E  a questa domanda Barbara Contini risponde e che “  è vero che gli altri paesi sono già presenti come gli&nsp; inglesi, gli  i olandesi e gli americani per fare affari per il futuro quando ci sarà la pace. Degli   italiani , posso assicurare  non c’è nessuno  e mi dispiace:  ci sono solo io che faccio progetti nella speranza che le tensioni etniche finiscano”. E dopo dicembre?

Liliana Boranga </p&gt

Fonte Liliana Boranga

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Pechino in vendita organi dei giustiziat

Dicembre 19, 2005

La Cina è divenuta la meta preferita per i trapianti d’organi. Le autorità cinesi vendono infatti gli organi di persone che sono state condannate a morte e il costo dei trapianti è di circa il 30% in meno rispetto a Bulgaria, Colombia, Russia o Sudafrica. In questo traffico soo coinvolti decine di trafficanti che impongono ai loro clienti l’obbligo del segreto. Il reperimento degli organi è in Cina fortemente limitato, dal momento che le tradizioni religiose richiedono l’integrità del corpo che si accinge ad entrare nell’aldilà, tuttavia il Paese è secondo solo agli Stati Uniti per numero di trapianti. Dal 1993 la Cina ha effettuato 60.000 trapianti di reni, 6.000 trapianti di fegato e 250 di cuore. Gi∓agrave; in passato diversi medici hanno raccontato di come si siano recati presso i campi per le esecuzioni a bordo di ambulanze, in compagnia di team di infermieri, per prelevare gli organi dei giustiziati con il minor ritardo possibile.

 

Dott. Alessandro Nanni Costa, Direttore del Cetro Nazionale Trapianti

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Fonte Luca Stiz

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Rifiuti tecnologic

Dicembre 19, 2005

C’è una nuova minaccia nel campo dei rifiuti: il boom dei consumi dei prodotti tecnologici ha infatti determinato un incremento proporzionale di rottami elettronici ad alto contenuto di metalli pesanti e di composti chimici pericolosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. L’utilizzo diqueste sostanze nocive rende difficile lo smaltimento e il riutilizzo in condizioni di sicurezza di tali prodotti.  Ogni anno centinaia di migliaia di vecchi computer e di cellulari finiscono nelle discariche o vengono bruciati negli inceneritori. Molti altri vengono esportati, spesso in modo illegale: dalla Comunità Europea, dagli Stati Uniti, dal Giappone e dagli altri paesi industrializzati arrivano in Asia, dove i lavoratori addetti allo smantellamento - in molti casi soo dei bambini - vengono esposti ad un cocktail micidiale di composti chimici pericolosi. Il ritmo con il quale crescono queste montagne di rifiuti derivanti da prodotti elettronici obsoleti è così elevato che in breve tempo il problema assumerà dimensioni critiche. Questo almeno fino a quando le multinazionali, che traggono profitto dalla produzione e dalla vendita di questi dispositivi, non decideranno di assumersi la responsabilità di gestire tutto l ciclo di vita degli articoli che immettono in commercio e di adeguare i propri sistemi produttivi per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. E’ infatti possibile realizzare prodotti più sicuri, resistenti nel tempo e riciclabili o che possono essere smaltiti in sicurezza senza determinare un rischio ambientale e sanitario.

Vittoria Polidori Responsabile CamAgna Inquinamento di Greenpeace

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Fonte Luca Stiz

Analisi della Dichiarazione finale della Ministeriale di Hong Kon

Dicembre 17, 2005

Si riafferma l’impegno ambizioso di chiudere il round lanciato a Doha entro la fine del 2006.

Il testo presenta ancora parentesi quadre su questioni nodali del negoziato. Bisogna premettere che in caso di un’approvazione parziale di questa bozza si potrebbe semplicemente generare un ulteriore testo da trasmettere al Consiglio Generale di Ginevra, che potrebbe ricominciare a negoziare a partire sostanzialmente da questo testo e dal July Framework per quelle questioni che sono non approvate.

 

 

In ogni caso si profila un risultato molto modesto della conferenza ministeriale di Hong Kong, che si chiuderebbe con uno strscico di tensioni significative, in particolare tra il G-90 e l’Unione Europea e gli Stati Uniti.

 

 

Viene riconosciuto nella dichiarazione finale un parallelismo tra l’ambizione che si vuole raggiungere nell’accesso al mercato in agricoltura con quella che dovrebbe riguardare il negoziato sull’accesso al mercato per i prodotti industriali - punto richiesto in particolare dal G20.

Agricoltura

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La data per l’eliminazione dei sussidi all’export risulta ancora in parentesi quadre, per le resistenze europee. Rispetto all’eliminazione di altre forme di sostegno all’export, si concederebbero 180 giorni agli Usa per ridefinire i loro meccanismi di credito per l’export, mentre non c’è nessun accordo sul sostegno alle aziende statali da parte di Canada, Austraia e Nuova Zelanda. Infine, sull’aiuto alimentare si creerebbe una “safe box” di compromesso che andrebbe principalmente a vantaggio degli Stati Uniti.

 

 

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Per quel che riguarda i sussidi interni, spicca la revisione della Green Box a svantaggio degli europei. Sullo sfondo la necessità di arrivare ad una nuova riforma della PAC in ogni caso nei prossimi anni, come emergerebbe dal compromesso voluto da Germania e Regno Unito sul budget 007-2013 dell'UE.

Manca l’accordo sulla formula per l’accesso al mercato. Sull’ad valorem confermato l’accordo raggiunto a Ginevra nei mesi scorsi.

 

 

Sulle altre questioni sollevate dai paesi poveri c’è un passo avanti molto limitato sui meccanismi speciali di salvaguardia. Irrisorie le proposte sui prodotti sensibili. Nessun passo avanti sul cotone, a causa della resistenza americana.&l; / p>

Prodotti industriali - NAMA

Il testo rimane polarizzato sulla formula svizzera semplice, ma senza un accordo.

Un’altra questione cruciale rimane quella delle flessibilit&agrave da concedere ai paesi poveri, che quelli ricchi vorrebbero molto limitate. Nella dichiarazione la materia rimane tra parentesi quadre. Anche gli accordi settoriali sono tutti aperti.

 

 

Servizi

 

 

 

Il testo lascia in parentesi quadre il riferimento al controverso annesso C, ovvero quello che concerne le nuove modalità negoziali per l’accordo Gats. Solamente nel caso dei paei meno sviluppati – LDCs – ci sarebbe un accordo sulle modalità da seguire.

L’annesso C riprende gli emendamenti proposti dall’Unione Europea, che rinuncia di fatto all’approccio plurilaterale, ma che pretende in ogni caso un&rsuo;obbligatorietà per i paesi in via di sviluppo a rispondere alle richieste a loro rivolte.

 

 

TRIPS

Manca l’accordo sulle indicazioni geografiche, che si rimanda ai negoziati futuri.

 

 

Si conferma la decisione sull’emendamento al TRIPS su questioni di salute e farmaci delle scorse settimane.

Pacchetto i

sviluppo

<p class=”MsoNormal” style=”MARGIN: 0 centimetri 0 centimetri 0pt” align=”justify”&gtLa dichiarazione finale conferma l’Integrated Framework del Wto con la Banca mondiale ed il FMI e gli impegni per l’assistenza tecnica ai paesi del Sud del mondo. Il molto discusso Aid for Trade viene rimandato ad un incontro del Consiglio Generale con la Banca mondiale ed il FMI entro il luglio 2006.

 

 

Per quel che riguarda la possibilità di dare un accesso &lti>duty free e quota free ai mercati in favore dei paesi meno sviluppati, nell’annesso F le percentuali e le date risultano ancora tra parentesi quadre, quindi nessun avanzamento è stato effettuato.

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Fonte Liliana Boranga

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AIDS costi farmaci ancora proibitivi nei paesi pover

Dicembre 17, 2005

A distanza di qualche anno dalla storica diminuzione del costo dei farmaci di prima linea per il trattamento dell’AIDS da 10.000 dollari a 175 dollari per paziente all’anno, le persone affette da HIV/AIDS devono ancora confrontarsi con l’impossibilità di acquistare faraci salvavita perché fuori dallo loro portata.

Dal 2003, esiste una crescente diffusione del trattamento antiretrovirale (ARV) per curare le persone affette da HIV/AIDS nei paesi poveri. Oggi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che 1 milione di persone nei Paesi in Via di Sviluppo sono sotto ARV. Ma questi pazienti devono confrontarsi con una crisi incombente. L’esperienza derivante dai contesti in cui gli ARV sono largamente disponibili,come il Brasile, gli Stati Uniti o l’Europa dimostra che, dopo qualche anno, “il trattamento di prima linea” per molti pazienti non funziona più. Questi pazienti devono pertanto passare ad un regime di “seconda linea”, i cui farmaci sono molto più costosi di quello di prima linea. In Kenya per esempio, MSF paga 1.400 dollari all’anno per ogni paziente per il trattamento di seconda linea mentre paga solo 200 dollari per il trattamentodi prima linea. Si tratta di un prezzo maggiorato di 7 volte. Nei paesi a medio sviluppo la differenza di prezzo può essere ancora più rilevante. In Guatemala, il trattamento di seconda linea ammonta a 6.500 dollari , 28 volte superiore a un regime di prima linea.

Cosa significa questa differenza di prezzo? Per esempio, in Guatemala, fornire il trattamento di seconda linea al 10% dei pazienti inclusi nei programmi MSF determina un aumento della spea farmacologia del 360%. In Sudafrica, trattare 58 pazienti con il regime di seconda linea nei programmi MSF costa quanto trattare 550 pazienti con farmaci di prima linea. Naturalmente, l’alto costo della terapia di seconda linea per pochi pazienti può far rapidamente collassare la capacità di pagamento di un programma e/o struttura sanitaria. E il numero di pazienti che necessitano di terapia ARV di seconda linea è destinato ad aumentare.
<br /&g; "Come medico di MSF che ha lavorato in diversi contesti in programmi di trattamento dell’HIV/AIDS, ho potuto constatare il miracolo di poter trattare i pazienti con farmaci antiretrovirali. Non appena i farmaci di prima linea sono diventati più largamente raggiungibili, ho potuto vedere scomparire dal volto dei pazienti l’ombra della morte. Ma il miracolo non dura per sempre. Ora iniziamo a vedere pazienti che non rispondono al trattamento di prima linea. E poich∓eacute; la terapia di seconda linea non è accessibile, il volto della morte sta nuovamente facendo capolino. Le regole dell’OMC comportano che, a noi medici, è negata la possibilità di continuare il miracolo di prolungare la vita."
Dr. Nicolas Durier, MSF-China

Cosa c’entra l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC)?
La disponibilità della terapia antiretrovirae a prezzi accessibili divenne una realtà perché non esistevano brevetti sui prodotti farmaceutici in alcuni paesi produttori chiave come India e Brasile. Ma le regole dell’OMC stanno determinando un esaurimento delle principali fonti di produzione di farmaci generici. All’inizio del 2005, l’Accordo dell’OMC sugli Aspetti di Proprietà Intellettuale legati al Commercio ( WTO’s Agreement on Trade-related Aspects of Intellectual Property Rights TRIPS) è tato pienamente implementato in India e in quei paesi in via di sviluppo che ancora non concedono brevetti sui prodotti farmaceutici. Il risultato è che l’accesso a nuovi farmaci è diventato ancora più difficile. Dal 2005 in avanti, tutti i nuovi farmaci sono sottoposti ad almeno 20 anni di protezione del brevetto, ad eccezione di quei paesi meno avanzati che non hanno capacità produttiva. Questa diffusione della protezione del brevetto sta gi&agrve; soffocando la competizione dei farmaci generici e rende la necessaria terapia di seconda linea quasi 30 volte più costosa della più accessibile terapia di prima linea.

La risposta risiede nei prezzi differenziati? Per avere accesso ai farmaci innovativi che sono ancora sotto il monopolio del brevetto, molti programmi confidano in un sistema delle industrie multinazionali del farmaco chiamato “voluntary differential pricing”.In sostanza, significa che i paesi in via di sviluppo possono acquistare farmaci a prezzi inferiori rispetto ai paesi ricchi. Ma l’esperienza fatta da MSF che ha tentato di acquistare farmaci a questi prezzi ridotti, ha reso evidente che questo sistema è seriamente incrinato, non riuscendo a fornire farmaci a quanti ne hanno bisogno. Un’indagine condotta nei progetti di MSF in 9 paesi ha mostrato che quando i farmaci sono resi disponibili da un solo produttore, restano molto costosi.Per esempio, il prezzo della GlaxoSmithKline’s per l’ abacavir nei paesi più poveri è di circa 890 dollari per paziente all’anno; questo singolo farmaco costa 4 volte di più di un trattamento combinato di 3 farmaci di prima linea. Inoltre i prezzi che le case farmaceutiche annunciano non sono sempre disponibili in realtà, poiché esse non hanno registrato o commercializzato quei farmaci in paesi che godono del prezzo differenziale. Per esempo, il tenofovir della Gilead, conosciuto come Viread, è pienamente registrato in solo 6 dei 95 paesi in cui la casa lo offre a prezzi differenziati. E, in terzo luogo, alcune case non offrono sconti ai Paesi in Via di Sviluppo – questo è il caso del lopinavir/ritonavir , generalmente noto come Kaletra, in Tailandia, America latina e Ucraina, dove i programmi pagano da 4.000 fino a 6.000 dollari per paziente/anno, solo per questo farmaco. Didanosine E.C., un farmao usato in molti trattamenti di seconda linea, costa intorno ai 400 dollari in Camerun, (un prezzo medio nell’indagine), anche se di recente uno studio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha rilevato che i costi di produzione sono intorno a un quarto di quel prezzo(94 dollari) includendo un margine di profitto del 14%. Chiaramente, esiste la possibilità che i prezzi si abbassino ulteriormente se potesse aver luogo una forte competizione dei generici. <br /&g;
Quali dunque le soluzioni? Alla luce di queste nuove sfide, i paesi che hanno la possibilità di produrre farmaci generici (Brasile, Tailandia, India e Cina) hanno bisogno di esercitare costantemente il loro diritto in questa attività, nonostante i brevetti. Forme di tutela, come le licenze obbligatorie e il ruolo del governo, che erano state affermate nella dichiarazione di Doha del 2001, autorizzano la produzione di farmaci maggiormente accessibili. Comunque per assicurare l’accesso ai farmaci a tutti, è necessario un meccanismo facile ed in grado di generare profitti, per esportare farmaci generici prodotti con una licenza obbligatoria. Ma la recente decisione dell’OMC di emendare l’Accordo Trips, basato su un meccanismo che ha fallito nel tentativo di aumentare l’accesso ai farmaci, mostra che l’OMC sta ignorando giorno dopo giorno, la realtà della produzione e dell’approvvigionamento dei farmaci.

L cosiddetta “Decisione del 30 agosto” definita nel 2003 per permettere la produzione e l’esportazione dei farmaci generici, è stata a lungo dichiarata da MSF e dai gruppi della salute pubblica come criptica e inefficiente. A oggi non c’è alcuna esperienza a favore del meccanismo – nessun paziente ne ha tratto beneficio – nonostante il fatto che i nuovi farmaci, così come i farmaci di seconda linea control’AIDS, siano al di fuori della portata dei pazienti poveri. Ritardare l’emendamento avrebbe avuto un effetto probabilmente migliore, così come avrebbe assicurato la possibilità di testare e migliorare il meccanismo nella pratica. L’emendamento ha reso definitivo e permanente un processo decisionale burocratico basato sulla negoziazione farmaco per farmaco e paese per paese, che non considera minimamente le economie di scala necessarie ad attrarre l’interesse dei produttor di farmaci. Senza l’”attrazione” di un possibile mercato per i farmaci generici, i produttori non saranno stimolati a partecipare ad un sistema di produzione per esportazione su larga scala. E senza competizione tra diversi produttori, MSF teme che i prezzi dei nuovi farmaci non riuscirà ad abbassarsi come successe nel 2000 con la prima generazione di farmaci ARV – i pazienti di tutto il mondo ne pagheranno le conseguenze.

MSF lncia un appello ai membri dell’OMC affinché:

1. riaffermino il loro impegno politico alla Dichiarazione di Doha sui TRIPS e Salute Pubblica del 2001, e ad adottare integralmente la dichiarazione sia nelle leggi nazionali che nelle politiche di approvvigionamento dei farmaci.
2. Forniscano le prove, entro la fine del 2006, che l’emendamento (basato sulla decisione del 30 agosto) all’Accordo dei TRIPS può effettivamente rispondere a bisogni globali di un’accessibilità dei farmaci generici;
3. Valutare le misure esistenti emesse dall’OMC per facilitare l’accesso ai farmaci, identificare le barriere per la completa implementazione della Dichiarazione di Doha e proporre validi e praticabili modi per eliminare gli effetti negativi che i brevetti farmaceutici causano sull’accesso ai farmaci essenziali.

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Ascolta l’intervista a Silvia Mancini di Medici Senza Frontiere
(trasmessa all’interno di Banda Larga venerdì 16/12/05)

Visita il sito di Medici SeFrontiere per
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Fonte Nicola Gemignani

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Richiesta urgente di verifica di irregolarit commesse contro la salute mondial

Dicembre 17, 2005

Per il Direttore generale WHO : Lee Jong Wook World Health Organizzation Headquaters Avenue Appia, 20

1211 Geneva 27 &lt/font>Switzerland

Oggetto : Richiesta urgente di verifica di irregolarità commesse da vostro dirigente contro la salute mondiale.

Il 5 Luglio 2005 è divenuto di dominio pubblico il fatto che un loro dirigente, Dr Michael Repacoli, coordinatore del WHO per l’Unità Radiazioni, Ambiente e Salute, riceve 150.000 dollari all’anno direttamente dalle industrie della telefonia cellulare con altri contributi di soldi per congressi, riunioni e viaggi, contravvenendo in questo modo alle regole del WHO che vietano di ricevere soldi direttamene dalle industrie ( www.microwavesnews.com

5.7.05). Inoltre è sato accertato che il Dr. Repacholi che ha invitato i rappresentanti dell’industria energetica a partecipare attivamente a redigere gli standards relativi alla salute pubblica per i campi elettromagnetici emessi dalle linee di trasporto e di produzione.

I nomi delle industrie delle compagnie elettriche rappresentate sono tutti documentati con tutti i dettagldecritti di seguito colomba è possibile collegarsi per verificare. ( size=”2″ www.microwavenews.com 01.10.05 e 22.09.05). </ p&gt

E’ importante sottolineare che ciò palesemente contrasta con quello che lo stesso Dr. Repacholi ha dichiarato nel Protocollo del Senate Committee Inquiry, ovvero :

" La WHO non consente alle industrie di partecipare né alla stesura degli standard né egli accertamenti dei rischi alla salute. La WHO è dell’opinione che non vi possono essere rappresentanti dell’industria nei gruppi di lavoro dove si definiscono i criteri.

Non vi può essere alcuna persona nei gruppi di lavoro che ricopre un ruolo sulla salute pubblica nei riguardi dell’industria nel momento in cui essi traggono benefici da detta industria .&l; / font>

Si rimanda: Inchiesta sulle Radiazioni Elettromagnetiche.

Relazione del Senato Ambiente, Comunicazione, informazione e Tecnologia Riferimenti Arti, sezione 4.115, a pagina 151, maggio 2001.

Il Dr. Repacholi sistematicamente ha minimizzato e ignorato per anni molti i risultati scientifici, fermo sulla stessa posizione, che dimostrano che la tecnologia dei telefoni cellulari non è sicura e per questo non può essere liberamente diffusa senza che la salute della popolazione mondiale ne paghi un prezzo.

Il Dr. Reacholi si prende cura degli interessi dell’industria e lascia la popolazione all’oscuro dei pericoli della tecnologia, danni dimostrati che sono stati documentati in molti studi scientifici esaminati.

Il rifiuto di Repacholi di suggerire ai governi di prendere opportune misure di tutela costa vite umane.

Al contrario, egli ha pubblicato delle raccomandazioni della WHO che scoraggiano la gente in generale e i governi ad eseguire misurazioni dei campi elettromagnetici negli interni delle abitazioni.

Vedi pag. 8 del " WHO Workshop on Electrical Hypersensibility, Praga, Repubblica Ceca, 25-27 Ottobre 2004. Working Group Meeting …continua !

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Fonte Liliana Boranga

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La polizia israeliana aggredisce un pacifist

Dicembre 17, 2005

Carica della Polizia su partecipanti manifestazione nonviolenta: pestaggio di un ebreo israeliano, due arrestati. Sparati alcuni rubber bullets, ferito un ragazzo palestinese. Presenti pacifisti americani dei CPT: palestinesi chiedono pubblicamente il rilascio degli ostaggi in Iraq. Aboud, Ramallah Area - Questa mattina circa 200 persone, cristiani musulmani di Aboud, pacifisti ebrei israeliani e diversi internazionali tra cui volontari di Operazione Colomba presenti ad Aboud da oltre un anno e una delegazione del CPT (Christian Peacemaker Teams) hanno formato un corteo pacifico, con l’intenzione di pregare presso il cantiere del Muro. Alla manifestazione era presente anche Abdulmalik Dehamshe, membro della Knesset (Parlamento Israeliano) che ha criticato fortemente la costruzione del Muro. Con questo cantiere il governo israeliano sta cstruendo una barriera ulteriore rispetto al Muro già costruito sulla Linea Verde, che annette ad Israele un terzo della terra di Aboud, penetrando fino a 6 chilometri all’interno dei Territori Occupati. A circa 700 metri dal cantiere numerosi soldati dell’esercito israeliano e della Border Police ("Polizia di frontiera israeliana") hanno fermato il corteo dei manifestanti. Senza che ci fosse alcuna violenza da parte palestinese, la Border Police ha caricato i manifetanti con fumogeni, sound bombs e manganellate (vedi foto "manganelli" allegata). Un attivista israeliano è stato picchiato ripetutamente con manganellate sulla testa e arrestato (vedi foto "arresto*" allegate). Un ragazzo palestinese è stato ferito all’addome e alla coscia da pallottole di gomma sparate a distanza ravvicinata. In seguito i soldati hanno ammanettato e portato via anche una ragazza israeliana che si era avvicinata al bloco per protestare contro il precedente arresto. Fra i manifestanti era presente anche un gruppo di donne musulmane di Aboud che hanno apertamente sfidato i soldati ad andarsene e a porre termine all’occupazione illegale della terra palestinese. Alla manifestazione ha partecipato anche una delegazione del CPT (Christian Peacemaker Teams) impegnati nei Territori Occupati da più di dieci anni con un progetto ecumenico nonviolento per la riduzione della violenza nei conflitti e per il montoraggio dei diritti umani. All’interno della delegazione due suore francescane americane che hanno marciato con uno striscione riportante una frase di Giovanni Paolo II: "Costruire ponti, non muri" Alla mattina un checkpoint dell’ esercito israeliano ha bloccato l’ingresso principale del paese obbligando pacifisti israeliani e internazionali ad entrare da strade secondarie. Operazione Colomba e’ un servizio della Comunita’ Papa Giovanni XXIII che opera in erritori Occupati e Israele dal 2002 con l’obiettivo di condividere la vita e le sofferenze delle persone colpite dal conflitt

Fonte Liliana Boranga

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Chiesta liberazione dei quattro pacifisti sequestrati a Bagda

Dicembre 17, 2005

Iraq Ultimatun per i quattro pacifisti nonviolenti prorogato di 48 ore. Aumentano le richieste di liberazione dal mondo arabo musulmano. Oltre a quota 30.000 le firme all’Appello internazionale. Ieri fiaccolate in alcune citta Italiane. Il gruppo Iracheno he detiene i quattro occidentali ha esteso di 48 ore l’ultimatum sulla loro uccisione nel caso non fossero stati rilasciati i prigionieri iracheni I rapitori, chiamati Suyouf al-Haq (le spade della verità) avevano minacciato di uccidere gli ostaggi giovedì ma hanno esteso l’ultimatum a sabato 10 Dicembre.

Le immagini prive di audio trasmesse ieri da Aljazeera mostrano dueostaggi di cui non è possibile vedere il volto, con le mani ammannettate e vestiti con tuniche bianche. Si susseguono intanto gli appelli a loro favore dei quattro pacifisti.Una rappresentante dei CPT ha chiesto nuovamente il loro rilascio aggiungendo che come CPT " Seppure crediamo che l’azione del sequestro sia sbagliata, non vi condanniamo come persone. Noi riconosciamo l’umanità che è in ogni persona e la rispettiamo molto . Questo comprende voi, i ostri colleghi, tutti gli uomini e le donne." Jack Straw segretario agli esteri del Governo inglese ha rinnovato gli appelli per il rilascio del suo concittadino ribadendo che " Questi uomini sono tutti attivisti per la pace, impegnati ad aiutare gli altri.." e chiedendo ai rapitori di esprimere le loro richieste più chiaramente.Anche un esponente religioso detenuto nel Regno Unito perché ritenuto ispiratore di Al Qaida in Europa ha lanciato un apello in cui chiede che questi uomini non vengano puniti per le politiche dei loro governi."Io, Abu Qatada, vostro fratello… imploro I miei fratelli della Swords of Truth in Iraq, che stanno tenendo prigionieri quattro pacifisti cristiani, di rilasciarli in armonia con il valore della compassione, fondamentale per la nostra fede. " ha detto in una dichiarazione trasmessa su Arab television networks mercoledì. "il nostro profeta dice che compassione deve esere mostrata a meno che ci sia un motivo nelka Sharia (la legge islamica) che lo impedisca.

"Un appello internet per i quattro Cpt ha superato le 30.000 adesioni ed e’ disponibile su http://www.petitionspot.com/petitions/freethecpt.

Primi firmatari Arhundati Roy, Noam Chomsky, Naomi Klein, Micheal Moore,….Oltre al Gran Mufti di Gerusalemme Sabri, anche altre personalità del mondo musulmano e arabo hanno firmato un appello chiedendo "l’immediato rilascio dei quattro ostaggi e degli altri civili rapiti in Iraq" e "che chiunque possa fare qualcosa perché essi siano rilasciati salvi non risparmi gli sforzi". Tra i fimatari il Mufti Jalaleddine del Libano, lo sceicco Harith Al-Dari, Capo della associazione degli Muslim Scholars in Iraq, lo sceicco Al-Qaradawi presidente della Al Quds International Foundation, lo sceicco Faysal Mawlawi, segretaio generale del Gruppo Islamico in Libano, Sheikh Maher Hammoud dal Libano, Libano, India, Kashmir, Pakistan, Malasya, Arabia Saudita, Bahrein.

Il Patriarca di Gerusalemme Micel Sabbah, il vescovo di Kirkuk e altre personalita cristiane del Medio Oriente hanno espresso la loro preoccupazione per i quattro operatori di Pace. Diverse le manifestazioni per i CPT in Palestina: Ramallah, Nablus, Hebron, Aboud. La gente di At-Tuwani, dove il CPT lavora da tempo con Operazione Colomba, ha dimostrato piu volte chiedendo la liberazione degli amici sequestrati (Video testimonianze da At-Tuwani sul sito www.cpt.org).&am;nbsp;

Tutti i maggiori gruppi politici palestinesi (anche leaders di Hamas, e dal Libano di Hezbollah), hanno chiesto la liberazione dei quattro attivisti nonviolenti.

La fonti delle notizie 

http://english.aljazeera.net ,

www.cpt.org

www.unimondo.org

www.operazionecolomba.org  

Il testo integrale dell’appello del mondo arabo e musulmano com i firmatari è riportato anche qui

Operazione Colomba www.operazionecolomba.org

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Fonte Liliana Boranga

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Iraq Rai News 24 video inedito della quotbattaglia dei pontiquot a Nassiriy

Dicembre 17, 2005

"Una giornata di guerra". Questo il titolo del documentario inedito trasmesso  da Rai News 24.
Sono immagini dell’agosto 2004 quando a Nassiriya ci fu la cosiddetta "battagli dei ponti".
Il video inedito mostra i combattimenti sostenuti dal contingente militare italiano per il controllo dei ponti che congiungono le due sponde della città irachena.
Le immagini della telecamera e le voci dei militari italiani testimoniano in presa diretta alcune fasi del combattimento, come il lancio di un missile terra-terra e il tentativo di stanare un cecchino che sparava contro i soldati italiani.

Ascolta l'intervista uno Sigfrido Ranucci di Rai News 24

” Un giorno di uerra", Nassiriya agosto 2004 (video ottimizzato 56kb)

 "Un giorno di guerra", Nassiriya agosto 2004 (video ottimizzato per utenze adsl)

www.rainews24.rai.it

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Fonte Claudio Giust

Commercio di organi di condannati a morte in Cin

Dicembre 17, 2005

2 dicembre 2005: la Cina ha ammesso per la prima volta che gli organi dei prigionieri giustiziati vengono venduti a cittadini stranieri per i trapianti, riporta il Times. Per molti anni le autorità cinesi avevano negato l’esistenza di tale commercio. Huang Jiefu, vice-ministro della Sanità, ammette che la pratica è molto diffusa e promette l rafforzamento delle regole. "Vogliamo premere per delle norme sui trapianti di organi per standardizzare la fornitura di organi prelevati da prigionieri giustiziati e mettere ordine nel mercato sanitario", ha detto Huang al magazine Caijing. Le norme predisposte nell’agosto 2005

precisa Huang - sono attualmnte in fase di emendamento prima di giungere al Consiglio di Stato per l’approvazione finale, e serviranno a porre fine in Cina alla mercificazione degli organi per trapianti. Le uniche norme relative alla rimozione di organi dal corpo di giustiziati risalgono al 1984 e stabiliscono che tale operazione può avvenire solo con il cosenso della famiglia o nel caso in cui non vi sia alcuna richiesta di restituzione del cadavere del giustiziato. Secondo Huang le nuove norme aiuteranno la Cina a migliorare la propria immagine nel campo dei trapianti, oltre che attribuire ai condannati maggiore controllo sulla decisione di donare i loro organi. Renderanno inoltre più difficile l’acquisto di organi prelevati dopo l’esecuzione. Il reperimento degli organi scrive il Times è in Cina fortemente limitato, dal momento che le tradizioni religiose richiedono l’integrità del corpo che si accinge ad entrare nell’aldilà. Tuttavia il Paese è secondo solo agl Stati Uniti per numero di trapianti. Dal 1993 la Cina ha effettuato 60.000 trapianti di reni, 6.000 trapianti di fegato e 250 di cuore. Quasi tutti gli organi prelevati da cadaveri provengono da prigionieri giustiziati, ha scritto il Caijing. Già in passato diversi medici hanno raccontato di come si siano recati presso i campi per le esecuzioni a bordo di ambulanze, in compagnia di team di infermieri, per prelevare gli organi dei giustiziati con il minor ritardo possibile.Per saperndi piu ': http://www.timesonline.co.uk/article/0, ,3-1901558, 00.html

Fonte Liliana Boranga

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Elezioni in Iraq uno studente racconta il suo vot

Dicembre 17, 2005

Si vota oggi  dalle 8,00 fino alle 17,00 in Iraq : è stata avvertita una forte esplosione a Baghdad subito dopo l’apertura dei seggi per le elezioni legislative in programma oggi. L’ esplosione sarebbe avvenuta, secondo una fonte dei servizi di sicurezza, all’interno della Zona Verde, l’area di massimo controllo ella quale si trovano la sede del governo iracheno e le ambasciate dI uSA E gb. ‘E’ un giorno storico e una festa per tutti gli iracheni”. Cosi’ Jalal Talabani, presidente dell’Iraq, mentre si recava a votare.

Ascolta la testimonianza di uno studente iracheno che si è recato a votare.</p&gt

Fonte Liliana Boranga

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Esplosione di una centrale nucleare in Russi

Dicembre 17, 2005

Un operaio è morto in ospedale , ustionato gravemente ins seguito all’esplosione del forno di fusione&nsp; di una fonderia nella zona della centrale nucleare di Leningrado. Secondo le informazioni del ministero delle Situazioni d’urgenza, tre operai feriti nell’esplosione sono stati trasportati all’ospedale, due di loro hanno ustioni pari al 90 % del loro corpo.

 

 

 

 

 

L’incidente è avvenuto, secondo l’agenzia  RIA Novosti Rosenergoatom, il 16 dicembre alle 3  del mattino, quando il forno di fusione della fonderia  è esploso con dei rest di metal nella sezione dell’unità di riciclaggio Ekomet-S situata nella zona della centrale nucleare di Leningrado.

 

 

 

 

 

Dopo l’esplosione, il livello della radioattività alll’interno della centrale nucleare sembra non aver superato  le percentuali normali, ha affermato l’addetto stampa di Rosenergoatom.

 ascolta il contributo  del dott. Flavio Trotti direttore dell’osservatoro agenti fisici di Arpav Veneto

 contributo n.2 del dott. Flavio Trotti

contributo n. 3 del dott. Flavio Trotti 

 

 

 

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Fonte Liliana Boranga

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