Gli Usa stanno preparando la terza guerra Mondiale
Gennaio 1, 1970
<p><img style="WIDTH: 138px; HEIGHT: 99px" height="99" alt="" src="http://85.38.108.225/picture/upload/Image/arton133627-370×246.jpg" width="138" align="left" />Michel Chossudovsky e Leuren Moret denunciano con i loro articoli che gli Usa stanno preparando la terza guerra mondiale e sarà una guerra nucleare in medio oriente e Asia Centrale. <br /><br /></p>
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<p><a href="/picture/upload/File/Leuren_Moret.mp3">Ascolta l’intervista con Leuren Moret geoscienziata americana<br /></a></p>
<p><a href="/picture/upload/File/Angelo_Baracca.mp3">Ascolta lo scienziato italiano Angelo Baracca<br /></a> </p>
Original post by Liliana Boranga
Unaltra televisione possibile
Gennaio 1, 1970
<p><img height="111" alt="" src="/picture/upload/Image/immagini/arcoiris.jpg" width="85" align="left" />Vi invitiamo con una semplice firma on line, ha sostenere l’iniziativa di <a href="http://www.arcoiris.tv">Arcoiris Tv</a>, per rendere disponibile l’archivio video della Rai. Patrimonio del popolo italiano, la libera consultazione dell’archivio del servizio pubblico televisivo, permetterebbe ad ognuno di noi di farsi il proprio palinsesto televisivo, fuori dalle logiche dei format, del commercio e dell’audiance.</p>
<p><a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Petizione&op">Firma l’appello</a></p>
Original post by Claudio Giust
Legge 185 Non ne sappiamo nulla
Gennaio 1, 1970
<p align="justify"><img height="153" alt="" src="/picture/upload/Image/Luca/missile_nucleare.jpg" width="110" align="left" />Il fondo previdenziale pubblico della Norvegia non investirà più in Finmeccanica, perché la società italiana potrebbe essere coinvolta nella produzione di armi nucleari. Il governo norvegese ha infatti deciso di vendere la propria quota di 290 milioni di sterline (423 milioni di euro) - il maggior fondo mondiale - in azioni in BAE e altre sei ditte produttrici di armi tra cui l’italiana Finmeccanicache fanno parte del gruppo MDBA (azienda produttrice di missili compartecipata da Finmeccanica, Bae Systems e Eads) in seguito alla rivelazione che la MDBA sta producendo il missile nucleare aria-terra ASMP-A da consegnare alle forze armate francesi nel 2008. </p>
<p align="justify">Se quindi il Governo norvegese, che ha fatto una scelta anti-nucleare è attentissimo, nel nostro paese nel quale - secondo la legge 185/90 - è vietata la fabbricazione, l’importazione, l’esportazione ed il transito di armi biologiche, chimiche e nucleari, nonché la ricerca preordinata alla loro produzione o la cessione della relativa tecnologia, tutti fanno finta di non sapere.</p>
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<p align="justify">L’intervista a <a href="/picture/upload/File/Luca/GIORGIO_BERETTA.mp3">Giorgio Beretta della Campagna di pressione alle banche armate</a></p>
Original post by Luca Stiz
Morire in esilio
Gennaio 1, 1970
<img height="110" alt="" hspace="5" src="/picture/upload/Image/Luca/eutanasia.jpg" width="110" align="left" vspace="5" />Dal 1° gennaio, all’ospedale universitario di Losanna, è autorizzato il suicidio assisitito. Ora i malati, che non sono in grado di lasciare il letto del nosocomio, potranno richiedere l’intervento di un medico esterno, appartenente ad una delle associazioni di suicidio assistito svizzere (es Exit), che potrà così entrare nella struttura ospedaliera. Anche in italia si è costituita alcuni anni fa l’associazione “Exit” per il diritto ad una Morte Dignitosa.
<p>Ascolta l’intervista <a href="/picture/upload/File/Luca/EMILIO_COVERI.mp3">Emilio Coveri Presidente Exit Italia</a></p>
Original post by Luca Stiz
Commissione dinchiesta sta indagando in Polinesia
Gennaio 1, 1970
<p><img height="129" alt="" src="/picture/upload/Image/essainucl.jpg" width="206" align="left" />Bruno Barrillot, dirigente del Centro di documentazione e ricerca sulla pace e i conflitti di Lyon, si è recato in Polinesia ad agosto di quest’anno per lavorare con la Commissione d’inchiesta a creata dall’Assemblea della Polinesia francese (il parlamento locale) per lavorare sulle conseguenze degli esperimenti nucleari compitui dalla Francia dal 1966 al 1974. Barrillot si fermerà fino a gennaio 2006. </p>
<p>E’ la prima volta che dei rappresentanti della Polinesia vogliono aprire un processo di riflessione sulle conseguenze degli esperimenti sulla salute, l’ambiente e l’economia. L’équipe sta facendo delle interviste alle personalità, persone che hanno lavorato sui siti degli esperimenti e si è recata anche sugli atolli e le isole più vicine a Moruroa dove si facevano gli esperimenti e sull’atollo di Hao che era la prima base di Moruroa. </p>
<p>I militari hanno lasciato questi siti in uno stato disatroso sia dal punto di vista sanitario che ambientale. Gli abitanti di quelle isole si pongono molte domande sul loro futuro e quello dei loro bambini a causa dei tumori e dello stato della radioattività di cui viene ignorato tutto. Al momento del suo arrivo nelle isole l’équipe ha chiesto a degli esperti indipendenti i di un laboratorio di analisi della radioattività, la CRIIRAD, di andare a fare dei controlli i cui risultati verranno pubblicati alla fine di gennaio 2006. Nessun aiuto è stata dato dalle autorità militari e al contrario il rappresentante della Francia locale ha chiesto l’apertura di una procedura al tribunale amministtrativo per far annullare la Commissione d’inchiesta, ma il tribunale non si è ancora pronunciato e la commissione ha potuto continuare il suo lavoro.</p>
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Original post by Liliana Boranga
Come la tv meglio della tv La fai tu e non ce la pubblicita
Gennaio 1, 1970
<!–StartFragment –><a href="http://www.arcoiris.tv/" target="_blank"><img height="102" alt="" src="/picture/upload/Image/immagini/arcoiris.gif" width="145" align="left" />www.Arcoiris.tv</a> : più che una televisione via internet una mega videoteca a portata di mano che integra e sostituisce quella di casa propria. Lo spettatore può decidere cosa vedere in qualsiasi momento, senza più vincoli d’orari e palinsesto. L’offerta dei titoli è costantemente aggiornata e proviene sia da filmati che producono i responsabili del sito sia da contributi esterni e volontari. Per vedere i filmati basta scegliere nella vasta videoteca virtuale cercando tra le <b><a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads">varie categorie presenti</a></b> e selezionare il tipo di connessione adeguata al vostro modem (ADSL per le connessioni a larga banda, 56K per i modem analogici). <br />Con Arcoiris c’è l’occasione più unica che rara di vedere interviste a personaggi o servizi giornalistici che normalmente in una televisione tradizionale non passano (alcuni per motivi di censura, altri perché ritenuti non remunerativi).<br />Sono ben 3634 i filmati attualmente presenti per un totale di 1778 ore. <br />Come ad esempio il documentario autoprodotto dai <b><a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3877">cittadini romani</a></b>, o un altro documento in cui si spiega che <a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3819"><b>mangiare carne fa male</b></a>. <br /><br />E poi ancora la recente <b><a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3813">carica della Polizia in Val di Susa</a></b> o “<b><a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3878">Il mistero di United 93</a></b>” il filmato che mette in evidenza le incongruenze della versione ufficiale della fine volo United 93 (il "quarto aereo" dell’11 settembre), che sarebbe stato fatto schiantare dai passeggeri in rivolta in un campo della Pennsylvania e che non è mai stato ritrovato. <br />«Non un motore, non un pezzo d’ala», spiega su Arcoiris Massimo Mazzucco di <a href="http://www.luogocomune.net/" target="_blank">www.luogocomune.net</a>, «non un troncone di coda, nulla. Solo una buca fumante, piena di ferraglia qualunque, che non fa che moltiplicare all’infinito i sospetti sulla versione ufficiale dei fatti fornita al mondo dall’amministrazione americana». <br /><br />Ma la lista dei filmati è numerosa e suddivisa in categorie: dall’antimafia al commercio equo e solidale, convegni, cortometraggi, documentari, eventi, manifestazioni, festival, filmati indipendenti, interviste, politica internazionale.<br />Per ogni filmato sono disponibili anche altre informazioni come la durata, la fonte, la data di realizzazione e quante volte il filmato è stato visionato dagli utenti. <br />Un servizio di newsletter informa gli iscritti sull’inserimento di nuovi filmati o su comunicazioni utili e divertenti. <br /><br />Chiunque può collaborare con Arcoiris Tv con filmati o idee. Per comunicare con la redazione basta scrivere a questo indirizzo email: <a href="mailto:comunicazioni@arcoiris.tv">comunicazioni@arcoiris.tv</a> . Eppure dall’Abruzzo contenuti non ne abbiamo trovati. Come mai? <br /><br />Anche la sezione biblioteca è ricca di documenti di ogni tipo. <br />Si possono trovare testi letterari e tecnici sia originali che tradotti di circa 707.737.941 parole in oltre 150 lingue. <br />Oltre 48 i testi in africano, 52 in lingua albanese, 85 in arabo, 442 in bielorusso, 253 in tedesco, 2662 in francese, 25 quelli greci, 22 i giapponesi e 354 i coreani.<br /><br />C’è <b><a href="http://www.wordtheque.com/pls/wordtc/new_wordtheque.w6_start.doc?code=65659&lang=IT">Gassman che legge “Non chiederci la Parola” di Eugenio Montale</a></b> o la famosissima canzonetta <b><a href="http://www.wordtheque.com/pls/wordtc/new_wordtheque.w6_start.doc?code=66633&lang=IT">“E lasciatemi divertire” di Aldo Palazzeschi letta da Giovanni Tarasconi </a></b>e poi ancora <b><a href="http://www.wordtheque.com/pls/wordtc/new_wordtheque.w6_start.doc?code=13296&lang=IT">“La Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso</a></b>, o <b><a href="http://www.wordtheque.com/pls/wordtc/new_wordtheque.w6_home_author.home?code_author=5252&lang=IT">le poesie di Ungaretti “Hai visto spegnersi”</a></b>, <b><a href="http://www.wordtheque.com/pls/wordtc/new_wordtheque.w6_home_author.home?code_author=5252&lang=IT%20Ineguagliabile">“I fiumi”</a></b> .<br />
<p>E’ fornitissima anche la biblioteca per i bambini con <b><a href="http://www.wordtheque.com/pls/wordtc/new_wordtheque.w6_context_baby.more_context_baby?parola=0&n_words=1&v_document_code=52211&v_sequencer=247463&lingua=it">file audio delle ninna nanne</a></b> più famose da ascoltare o anche da imparare e ripetere e favole famose come La Principessa sul pisello o <b><a href="http://www.wordtheque.com/pls/wordtc/new_wordtheque.w6_context_baby.more_context_baby?parola=0&n_words=1&v_document_code=14741&v_sequencer=1599554&lingua=it">alice nel paese delle meraviglie</a>.</b></p>
<p>Interessante anche le sezioni dedicate alle <b><a href="http://www.wordtheque.com/owa-wt/new_wordtheque.wcom_literature.literatureb?lang=it&letter=A&source=search">biografie</a></b> , il <b><a href="http://www.logos.it/pls/dictionary/linguistic_resources.corso_traduzione_en?lang=it">corso di traduzione</a></b>, il <b><a href="http://www.logos.it/corso_giornalismo/index.html">corso di giornalismo di Luca De Biase</a></b>, e un <b><a href="http://www.latinoonline.org/">corso di latino.</a></b> <br /></p>
<br />
<p>«La nostra ambizione», spiegano dal sito, «è di unire autori, lettori, editori, biblioteche, librai e tutti coloro che vogliano respirare e vivere la cultura della parola in luogo dove la distinzione tra biblioteca e libreria sia realmente solo "virtuale". Dove sia possibile sfogliare a video, scaricare e solo se necessario acquistare libri, sempre disponibili in formato digitale e, alle volte, anche nella tradizionale versione cartacea. Un luogo dove l’unica logica che conti sia quella dei "contenuti" e si possa trovare nella propria lingua quanto interessa, per lavoro o per piacere».</p>
Original post by Claudio Giust
Rivedere la legge 180 No grazie
Gennaio 1, 1970
<div style="text-align: left;">
<div style="text-align: left;"><font size="3"> </font>
<p align="justify"><font size="3"><font size="4"><img width="120" height="181" align="left" style="width: 101px; height: 164px;" alt="" src="/picture/upload/Image/manicomio.jpg" /><font size="2" style="font-family: verdana;"></font></font></font></p>
<font size="2" style="font-family: tahoma;">Il governo ha intenzione di rivedere la legge 180 sulle strutture e i servizi psichiatrici per la cura dei malati di mente. Lo ha detto il ministro della Salute Francesco Storace. La legge 180 - nota anche come riforma Basaglia - è passata alla storia come la legge che ha chiuso i manicomi in Italia. Varata nel maggio 1978 — e poi inglobata nello stesso anno nella legge 833 di riforma del sistema sanitario — ha anche regolato l’istituto del ricovero coatto in psichiatria, stabilendo i limiti legali ai quali sono sottoposti gli psichiatri e indicando quali diritti di autodifesa e autotutela i cittadini possono usare per difendersi.<br /><br />L’ UNASAM (Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale) considera questa proposta di "ritocco" una sciocchezza, probabilmente motivata da ragioni elettorali</font><font size="2" style="font-family: tahoma;"><br />
<p>Ascolta l’intervista <a href="/picture/upload/File/Luca/GISELLA_TRINCAS.mp3">Gisella Trincas Presidente Nazionale Unasam</a></p>
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<font size="3"><font size="3"> <font size="2" style="font-family: arial;"> </font></font></font></div>
<font size="3"><font size="3"><font size="2" style="font-family: verdana;"> </font></font></font>
Original post by Luca Stiz
Che fine ha fatto lospedale del Festival di Sanremo
Gennaio 1, 1970
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><img width="160" height="116" align="left" alt="" src="/picture/upload/Image/sudan-boys-tent.jpg" />Il 12 ottobre scorso il senatore Francesco Martone presentava una interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio, al Ministro degli esteri e a quello della difesa. Oggetto di tale interrogazione quale fosse l’incarico che Barbara Contini, ex governatore di Nassiriya, aveva assunto in Darfur dove stava seguendo alcuni progetti di cooperazione. Nelle sue interrogazioni (due a pochi mesi una dall’altra) il senatore Martone chiedeva inoltre con quali fondi fossero stati finanziati alcuni spot televisivi che Barbara Contini aveva usato per sollecitare la generosità dei cittadini italiani nei confronti del Darfur. Oltre al ruolo del contingente italiano in Darfur. In questa vicenda, che ancora aspetta risposte dal governo, si mescolano così due eventi apparentemente lontani ma che portano lo stesso numero: il 55. Ovvero la cinquantacinquesima edizione del Festival di Sanremo condotta da Paolo Bonolis e un ospedale chiamato Avamposto 55 per la costruzione del quale erano stati chiesti finanziamenti proprio durante la manifestazione musicale. A tutt’oggi che fine abbiano fatto quei soldi, se l’avamposto funzioni e che cosa stia facendo Barbara Contini in Darfur sono tutte domande rimaste senza risposta. Soprattutto l’ultima che vede la Contini presente in un territorio molto interessante dal punto di vista delle risorse petrolifere. Come lo era d’altronde la zona di Nassiriya della quale sempre la signora Contini è stata governatrice fino a tempo fa. A sollevare alcune perplessità sull’operazione a seguito di alcune informazioni avute proprio dal Darfur il free lance Salvatore Fizzarotti. ”Possiamo partire” spiega Fizzarotti” dall’origine di questo progetto chiamato Avamposto 55 presentato durante il Festival di Sanremo da Paolo Bonolis. Ultimamente si è parlato di questo sotto di denuncia soprattutto da chi opera in quelle terre che non sono state mantenute le promesse fatte durante il collegamento via satellite con il Darfur. I soldi consono mai arrivati del tutto: sono stati raccolti quasi 258.000 euro e non sono pochi. Ma le aspettative sono state tradite: lo stesso Bonolis ha donato 50.000 euro e la struttura alla quale appartiene solo 5000. Altri soldi sono arrivati dai proventi della vendita di un anno dela canzone “I bambini fanno oh” ma il problema è che l’ospedale è stato costruito ma mancano le strutture interne e le apparecchiature mediche per farlo funzionare, insomma c’è solo la struttura portante. Gli altri finanziamenti dovevano arrivare dalla Rai e dal mondo medico che li avevano promessi” conclude Fizzarotti. Barbara Contini dal Darfur replica duramente a queste accuse di non aver utilizzato i fondi e di svolgere in effetti un ruolo più politico e diverso da quello affidatogli dal governo ovvero di coordinatrice dei progetti di cooperazione. E proprio per quanto riguarda l’Avamposto 55 lo considera uno dei tanti progetti che lei sta seguendo. “Ci sono 26 progetti e l’ospedale è uno di questi”spiega dal Darfur” e per quanto riguarda le accuse nei miei confronti che i fondi non vengono utilizzati dico che sono stanca di far pubblicità a questi signori rossi o verdi che ogni volta non solo non sanno la storia ma non conoscono neppure la geografia di quello di cui stanno parlando. Per esempio una volta la signora Zanella a che mi ha chiesto dove ho speso i soldi dell’Iraq ed erano soldi inglesi e non lo sapeva, adesso il senatore Martone che non sa neppure dov’è il sdu Sudan e non capisce dov’è il Darfur e lancia accuse senza senso. Ma non si vergognano. Io mi chiedo chi li abbia votati e sono senatori della repubblica: che studino. Sono stati approntati tanti progetti idrici e della sanità, stiamo lavorando con i Comboniani e con le suore della carità. Stiamo facendo centri sanitari e scuole per i bambini, per gli anafalbeti, stiamo aiutando gli sfollati e stiamo parlando di i due milioni di persone che vivono sotto un telo di plastica. Stiamo ripristinando pozzi per i villaggi e il presidio ospedaliero Avamposto 55 è una delle cose che avevamo deciso di fare con Paolo Bonolis per far e capire agli italiani che cosa stavamo facendo”. Ma proprio alla luce di quanto la stessa Barbara Contini racconta rimane il dubbio su quale sia effettivamente il suo ruolo anche in relazione alla sua precedente presenza a Nassiriya che, si disse allora, voluta e imposta dagli americani in un territorio molto importante peri depositi di petroli. Una nomina fatta quando allora Barbara Contini era una perfetta sconosciuta al Ministero degli esteri: la sua carriera fu rapida come altrettanto rapida e burrascosa fu la fine del suo in carico in Iraq. Tornata a Roma era stata indicata come a coordinatrice degli aiuti italiani per il dopo Tsunami, ma fu inviata in Darfur come esperta di cooperazione. Un ruolo un po’ confuso, a detta del senatore Martone, e che sta a metà tra il tecnico e il politico vista la partecipazione della stessa Contini ad alcuni incontri per i negoziati di pace in Darfur. Ma sul suo ruolo istituzionale e sull’eventualità di un aspetto politico della sua missione risponde contestando le accuse di ambiguità:“Io sono in Darfur “spiega” dal 24 settembre 2004 e sono stata inviata dal Ministero degli Esteri come ‘inviato speciale’ del Governo Italiano per la crisi umanitaria che è in corso da tre anni e mi fermerò qui fino a dicembre 2005. Il mio lavoro? da una parte sto portando a compimento tanti progetti di emergenza che ho attivato con la cooperazione italiana sia a finanziamenti diretto che con le ong italiane che stanno lavorando in questo paese e dall’altra parte sto avendo contatti diretti con gli attori locali della crisi per vedere se c’è un possibile interesse di mediazione italiana in questo luogo”. Un interesse per le risorse petrolifere? E a questa domanda Barbara Contini risponde e che “ è vero che gli altri paesi sono già presenti come gli inglesi, gli i olandesi e gli americani per fare affari per il futuro quando ci sarà la pace. Degli italiani , posso assicurare non c’è nessuno e mi dispiace: ci sono solo io che faccio progetti nella speranza che le tensioni etniche finiscano”. E dopo dicembre? </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"> Liliana Boranga </p>
Original post by Liliana Boranga
Pechino in vendita organi dei giustiziati
Gennaio 1, 1970
<p align="justify"><img height="88" alt="" src="/picture/upload/Image/Luca/trapianto.jpg" width="110" align="left" />La Cina è divenuta la meta preferita per i trapianti d’organi. Le autorità cinesi vendono infatti gli organi di persone che sono state condannate a morte e il costo dei trapianti è di circa il 30% in meno rispetto a Bulgaria, Colombia, Russia o Sudafrica. In questo traffico sono coinvolti decine di trafficanti che impongono ai loro clienti l’obbligo del segreto. Il reperimento degli organi è in Cina fortemente limitato, dal momento che le tradizioni religiose richiedono l’integrità del corpo che si accinge ad entrare nell’aldilà, tuttavia il Paese è secondo solo agli Stati Uniti per numero di trapianti. Dal 1993 la Cina ha effettuato 60.000 trapianti di reni, 6.000 trapianti di fegato e 250 di cuore. Già in passato diversi medici hanno raccontato di come si siano recati presso i campi per le esecuzioni a bordo di ambulanze, in compagnia di team di infermieri, per prelevare gli organi dei giustiziati con il minor ritardo possibile.</p>
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<p align="justify"><font size="2"><a href="/picture/upload/File/Luca/ALESSANDRO_NANNI_COSTA.mp3">Dott. Alessandro Nanni Costa, Direttore del Centro Nazionale Trapianti</a></font></p>
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Original post by Luca Stiz
AIDS costi farmaci ancora proibitivi nei paesi poveri
Gennaio 1, 1970
<img width="200" vspace="2" hspace="2" height="134" border="0" align="left" src="/picture/upload/Image/antiretrovirale.jpg" alt="" />A distanza di qualche anno dalla storica diminuzione del costo dei farmaci di prima linea per il trattamento dell’AIDS da 10.000 dollari a 175 dollari per paziente all’anno, le persone affette da HIV/AIDS devono ancora confrontarsi con l’impossibilità di acquistare farmaci salvavita perché fuori dallo loro portata. <br /><br /> Dal 2003, esiste una crescente diffusione del trattamento antiretrovirale (ARV) per curare le persone affette da HIV/AIDS nei paesi poveri. Oggi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che 1 milione di persone nei Paesi in Via di Sviluppo sono sotto ARV. Ma questi pazienti devono confrontarsi con una crisi incombente. L’esperienza derivante dai contesti in cui gli ARV sono largamente disponibili, come il Brasile, gli Stati Uniti o l’Europa dimostra che, dopo qualche anno, “il trattamento di prima linea” per molti pazienti non funziona più. Questi pazienti devono pertanto passare ad un regime di “seconda linea”, i cui farmaci sono molto più costosi di quello di prima linea. In Kenya per esempio, MSF paga 1.400 dollari all’anno per ogni paziente per il trattamento di seconda linea mentre paga solo 200 dollari per il trattamento di prima linea. Si tratta di un prezzo maggiorato di 7 volte. Nei paesi a medio sviluppo la differenza di prezzo può essere ancora più rilevante. In Guatemala, il trattamento di seconda linea ammonta a 6.500 dollari , 28 volte superiore a un regime di prima linea. <br /><br /> Cosa significa questa differenza di prezzo? Per esempio, in Guatemala, fornire il trattamento di seconda linea al 10% dei pazienti inclusi nei programmi MSF determina un aumento della spesa farmacologia del 360%. In Sudafrica, trattare 58 pazienti con il regime di seconda linea nei programmi MSF costa quanto trattare 550 pazienti con farmaci di prima linea. Naturalmente, l’alto costo della terapia di seconda linea per pochi pazienti può far rapidamente collassare la capacità di pagamento di un programma e/o struttura sanitaria. E il numero di pazienti che necessitano di terapia ARV di seconda linea è destinato ad aumentare. <br /><br /> <i>"Come medico di MSF che ha lavorato in diversi contesti in programmi di trattamento dell’HIV/AIDS, ho potuto constatare il miracolo di poter trattare i pazienti con farmaci antiretrovirali. Non appena i farmaci di prima linea sono diventati più largamente raggiungibili, ho potuto vedere scomparire dal volto dei pazienti l’ombra della morte. Ma il miracolo non dura per sempre. Ora iniziamo a vedere pazienti che non rispondono al trattamento di prima linea. E poiché la terapia di seconda linea non è accessibile, il volto della morte sta nuovamente facendo capolino. Le regole dell’OMC comportano che, a noi medici, è negata la possibilità di continuare il miracolo di prolungare la vita."<br />Dr. Nicolas Durier, MSF-China</i> <br /><br /> <b>Cosa c’entra l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC)?</b><br /> La disponibilità della terapia antiretrovirale a prezzi accessibili divenne una realtà perché non esistevano brevetti sui prodotti farmaceutici in alcuni paesi produttori chiave come India e Brasile. Ma le regole dell’OMC stanno determinando un esaurimento delle principali fonti di produzione di farmaci generici. All’inizio del 2005, l’Accordo dell’OMC sugli Aspetti di Proprietà Intellettuale legati al Commercio ( WTO’s Agreement on Trade-related Aspects of Intellectual Property Rights TRIPS) è stato pienamente implementato in India e in quei paesi in via di sviluppo che ancora non concedono brevetti sui prodotti farmaceutici. Il risultato è che l’accesso a nuovi farmaci è diventato ancora più difficile. Dal 2005 in avanti, tutti i nuovi farmaci sono sottoposti ad almeno 20 anni di protezione del brevetto, ad eccezione di quei paesi meno avanzati che non hanno capacità produttiva. Questa diffusione della protezione del brevetto sta già soffocando la competizione dei farmaci generici e rende la necessaria terapia di seconda linea quasi 30 volte più costosa della più accessibile terapia di prima linea. <br /><br /> La risposta risiede nei prezzi differenziati? Per avere accesso ai farmaci innovativi che sono ancora sotto il monopolio del brevetto, molti programmi confidano in un sistema delle industrie multinazionali del farmaco chiamato “voluntary differential pricing”. In sostanza, significa che i paesi in via di sviluppo possono acquistare farmaci a prezzi inferiori rispetto ai paesi ricchi. Ma l’esperienza fatta da MSF che ha tentato di acquistare farmaci a questi prezzi ridotti, ha reso evidente che questo sistema è seriamente incrinato, non riuscendo a fornire farmaci a quanti ne hanno bisogno. Un’indagine condotta nei progetti di MSF in 9 paesi ha mostrato che quando i farmaci sono resi disponibili da un solo produttore, restano molto costosi. Per esempio, il prezzo della GlaxoSmithKline’s per l’ abacavir nei paesi più poveri è di circa 890 dollari per paziente all’anno; questo singolo farmaco costa 4 volte di più di un trattamento combinato di 3 farmaci di prima linea. Inoltre i prezzi che le case farmaceutiche annunciano non sono sempre disponibili in realtà, poiché esse non hanno registrato o commercializzato quei farmaci in paesi che godono del prezzo differenziale. Per esempio, il tenofovir della Gilead, conosciuto come Viread, è pienamente registrato in solo 6 dei 95 paesi in cui la casa lo offre a prezzi differenziati. E, in terzo luogo, alcune case non offrono sconti ai Paesi in Via di Sviluppo – questo è il caso del lopinavir/ritonavir , generalmente noto come Kaletra, in Tailandia, America latina e Ucraina, dove i programmi pagano da 4.000 fino a 6.000 dollari per paziente/anno, solo per questo farmaco. Didanosine E.C., un farmaco usato in molti trattamenti di seconda linea, costa intorno ai 400 dollari in Camerun, (un prezzo medio nell’indagine), anche se di recente uno studio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha rilevato che i costi di produzione sono intorno a un quarto di quel prezzo(94 dollari) includendo un margine di profitto del 14%. Chiaramente, esiste la possibilità che i prezzi si abbassino ulteriormente se potesse aver luogo una forte competizione dei generici. <br /><br /> Quali dunque le soluzioni? Alla luce di queste nuove sfide, i paesi che hanno la possibilità di produrre farmaci generici (Brasile, Tailandia, India e Cina) hanno bisogno di esercitare costantemente il loro diritto in questa attività, nonostante i brevetti. Forme di tutela, come le licenze obbligatorie e il ruolo del governo, che erano state affermate nella dichiarazione di Doha del 2001, autorizzano la produzione di farmaci maggiormente accessibili. Comunque, per assicurare l’accesso ai farmaci a tutti, è necessario un meccanismo facile ed in grado di generare profitti, per esportare farmaci generici prodotti con una licenza obbligatoria. Ma la recente decisione dell’OMC di emendare l’Accordo Trips, basato su un meccanismo che ha fallito nel tentativo di aumentare l’accesso ai farmaci, mostra che l’OMC sta ignorando giorno dopo giorno, la realtà della produzione e dell’approvvigionamento dei farmaci. <br /><br /> La cosiddetta <b>“Decisione del 30 agosto” definita nel 2003</b> per permettere la produzione e l’esportazione dei farmaci generici, è stata a lungo dichiarata da MSF e dai gruppi della salute pubblica come criptica e inefficiente. A oggi non c’è alcuna esperienza a favore del meccanismo – nessun paziente ne ha tratto beneficio – nonostante il fatto che i nuovi farmaci, così come i farmaci di seconda linea contro l’AIDS, siano al di fuori della portata dei pazienti poveri. Ritardare l’emendamento avrebbe avuto un effetto probabilmente migliore, così come avrebbe assicurato la possibilità di testare e migliorare il meccanismo nella pratica. L’emendamento ha reso definitivo e permanente un processo decisionale burocratico basato sulla negoziazione farmaco per farmaco e paese per paese, che non considera minimamente le economie di scala necessarie ad attrarre l’interesse dei produttori di farmaci. Senza l’”attrazione” di un possibile mercato per i farmaci generici, i produttori non saranno stimolati a partecipare ad un sistema di produzione per esportazione su larga scala. E senza competizione tra diversi produttori, MSF teme che i prezzi dei nuovi farmaci non riuscirà ad abbassarsi come successe nel 2000 con la prima generazione di farmaci ARV – i pazienti di tutto il mondo ne pagheranno le conseguenze. <br /><br /> MSF lancia un appello ai membri dell’OMC affinché:<br /> <br /> 1. riaffermino il loro impegno politico alla Dichiarazione di Doha sui TRIPS e Salute Pubblica del 2001, e ad adottare integralmente la dichiarazione sia nelle leggi nazionali che nelle politiche di approvvigionamento dei farmaci.<br /> 2. Forniscano le prove, entro la fine del 2006, che l’emendamento (basato sulla decisione del 30 agosto) all’Accordo dei TRIPS può effettivamente rispondere ai bisogni globali di un’accessibilità dei farmaci generici;<br /> 3. Valutare le misure esistenti emesse dall’OMC per facilitare l’accesso ai farmaci, identificare le barriere per la completa implementazione della Dichiarazione di Doha e proporre validi e praticabili modi per eliminare gli effetti negativi che i brevetti farmaceutici causano sull’accesso ai farmaci essenziali.<br /> <br /><a href="http://85.38.108.225/index.php?id=18,92,0,0,1,0"><img width="94" height="15" border="0" alt="" src="/picture/upload/Image/bandalarga.gif" /></a><br /><a href="/picture/upload/File/silvia_mancini_MSF_costi_151205.mp3"> Ascolta l’intervista a Silvia Mancini di Medici Senza Frontiere </a><br />(trasmessa all’interno di Banda Larga venerdì 16/12/05)<br /><br /><a href="http://www.msf.it"> Visita il sito di Medici Senza Frontiere<br /></a>
Original post by Nicola Gemignani
Richiesta urgente di verifica di irregolarit commesse contro la salute mondiale
Gennaio 1, 1970
<font color="#0000ff">
<p align="justify"><font size="2"><img width="177" height="118" align="left" alt="" src="/picture/upload/Image/p_m_repacholi.jpg" /><font color="#000000">Per il Direttore generale WHO : Lee Jong Wook World Health Organizzation Headquaters Avenue Appia, 20</font></font><font size="2" color="#000000">1211 Geneva 27 </font><font size="2" color="#000000">Switzerland</font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000"></font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">Oggetto : Richiesta urgente di verifica di irregolarità commesse da vostro dirigente contro la salute mondiale.<br /><br /></font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">Il 5 Luglio 2005 è divenuto di dominio pubblico il fatto che un loro dirigente, Dr Michael Repacoli, coordinatore del WHO per l’Unità Radiazioni, Ambiente e Salute, riceve 150.000 dollari all’anno direttamente dalle industrie della telefonia cellulare con altri contributi di soldi per congressi, riunioni e viaggi, contravvenendo in questo modo alle regole del WHO che vietano di ricevere soldi direttamente dalle industrie (</font><a href="http://85.38.108.225/include/inc_ext/FCKeditor2/editor/www.microwavesnews.com"><u><font size="2" color="#000000">www.microwavesnews.com</font></u></a></p>
</font><font color="#0000ff">
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="2">5.7.05 ).</font><font size="2">Inoltre è stato accertato che il Dr. Repacholi che ha invitato i rappresentanti dell’industria energetica a partecipare attivamente a redigere gli standards relativi alla salute pubblica per i campi elettromagnetici emessi dalle linee di trasporto e di produzione.</font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="2">I nomi delle industrie delle compagnie elettriche rappresentate sono tutti documentati con tutti i dettagli decritti di seguito dove è possibile collegarsi per verificare.</font><font size="2">( </font></font><a href="http://85.38.108.225/include/inc_ext/FCKeditor2/editor/www.microwavenews.com"><u><font size="2" color="#000000">www.microwavenews.com</font></u></a><font color="#000000"><font size="2"> 01.10.05 e 22.09.05 ).</font> </font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">E’ importante sottolineare che ciò palesemente contrasta con quello che lo stesso Dr. Repacholi ha dichiarato nel Protocollo del Senate Committee Inquiry, ovvero :</font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">" La WHO non consente alle industrie di partecipare né alla stesura degli standard né negli accertamenti dei rischi alla salute. La WHO è dell’opinione che non vi possono essere rappresentanti dell’industria nei gruppi di lavoro dove si definiscono i criteri.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">Non vi può essere alcuna persona nei gruppi di lavoro che ricopre un ruolo sulla salute pubblica nei riguardi dell’industria nel momento in cui essi traggono benefici da detta industria .</font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">Si rimanda : Inchiesta sulle Radiazioni Elettromagnetiche.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">Report of the Senate Environment, Comunications, Information Tecnology and Arts References Committee, Section 4.115, page 151, May 2001.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">Il Dr. Repacholi sistematicamente ha minimizzato e ignorato per anni molti i risultati scientifici, fermo sulla stessa posizione, che dimostrano che la tecnologia dei telefoni cellulari non è sicura e per questo non può essere liberamente diffusa senza che la salute della popolazione mondiale ne paghi un prezzo.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">Il Dr. Repacholi si prende cura degli interessi dell’industria e lascia la popolazione all’oscuro dei pericoli della tecnologia, danni dimostrati che sono stati documentati in molti studi scientifici esaminati.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">Il rifiuto di Repacholi di suggerire ai governi di prendere opportune misure di tutela costa vite umane.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">Al contrario, egli ha pubblicato delle raccomandazioni della WHO che scoraggiano la gente in generale e i governi ad eseguire misurazioni dei campi elettromagnetici negli interni delle abitazioni.</font></p>
<p align="justify"><font size="2" color="#000000">Vedi pag. 8 del " WHO Workshop on Electrical Hypersensibility, Praga, Repubblica Ceca, 25-27 Ottobre 2004. Working Group Meeting …continua !!</font></p>
<p> </p>
</font>
Original post by Liliana Boranga
Iraq Rai News 24 video inedito della quotbattaglia dei pontiquot a Nassiriya
Gennaio 1, 1970
<p><span class="arial_12_giustificato"><img width="140" hspace="3" height="97" border="1" align="left" src="/picture/upload/Image/immagini/nassiriya_battagliaponti.jpg" alt="" /> "Una giornata di guerra". Questo il titolo del documentario inedito trasmesso da Rai News 24. <br />Sono immagini dell’agosto 2004 quando a Nassiriya ci fu la cosiddetta "battaglia dei ponti". <br />Il video inedito mostra i combattimenti sostenuti dal contingente militare italiano per il controllo dei ponti che congiungono le due sponde della città irachena. <br />Le immagini della telecamera e le voci dei militari italiani testimoniano in presa diretta alcune fasi del combattimento, come il lancio di un missile terra-terra e il tentativo di stanare un cecchino che sparava contro i soldati italiani.<br /><br /><a href="/picture/upload/File/contributi_audio/Sigfrido_Ranucci.mp3">Ascolta l’intervista a Sigfrido Ranucci di Rai News 24</a><br /></span><br /><span class="arial_11_strong"><a href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/Video%5C08122005_56k.wmv"><img width="20" border="0" align="left" src="http://www.rainews24.rai.it/images/ClipVideo.gif" alt="" /> "Un giorno di guerra", Nassiriya agosto 2004 (video ottimizzato 56kb)</a><br /><br /></span><span class="arial_11_strong"><br /></span><a href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/Video%5C08122005_256k.wmv"><img width="20" border="0" align="left" src="http://www.rainews24.rai.it/images/ClipVideo.gif" alt="" /> "Un giorno di guerra", Nassiriya agosto 2004 (video ottimizzato per utenze adsl)</a><br /><br /><a target="www.rainews24.rai.it" href="http://www.rainews24.rai.it">www.rainews24.rai.it</a></p>
<p> </p>
Original post by Claudio Giust
Elezioni in Iraq uno studente racconta il suo voto
Gennaio 1, 1970
<p><img width="135" height="101" align="left" alt="" src="/picture/upload/Image/Bagdad.jpg" />Si vota oggi dalle 8,00 fino alle 17,00 in Iraq : è stata avvertita una forte esplosione a Baghdad subito dopo l’apertura dei seggi per le elezioni legislative in programma oggi. L’ esplosione sarebbe avvenuta, secondo una fonte dei servizi di sicurezza, all’interno della Zona Verde, l’area di massimo controllo nella quale si trovano la sede del governo iracheno e le ambasciate dI uSA E gb. ‘E’ un giorno storico e una festa per tutti gli iracheni”. Cosi’ Jalal Talabani, presidente dell’Iraq, mentre si recava a votare. </p>
<p><a href="/picture/upload/File/BAHA.mp3">Ascolta la testimonianza di uno studente iracheno che si è recato a votare.</a></p>
Original post by Liliana Boranga
Ostaggi, 55 giorni di paura: resta il silenzio sui 4 volontari canadesi rapiti in Iraq il 26 novembre scorso
Gennaio 1, 1970
<p align="justify"><img height="130" alt="" src="/picture/upload/Image/006.jpg" width="163" align="left" />A 55 giorni dal rapimento dei quattro operatori di Christian Peacemaker Teams in Iraq, un nuovo volontario canadese si appresta a partire alla volta di Baghdad. Il suo nome è Allan Slater, ha 70 anni, e di mestiere fa l’allevatore di mucche da latte in Ontario.<br />Slater partirà alla volta della capitale irachena domani proprio come volontario di Cpt, per il suo quarto viaggio nella regione. Il produttore di latte dell’Ontario sudoccidentale vivrà per sei mesi a Baghdad, fuori dalla zona verde, e diventerà di fatto il punto di riferimento per avere informazioni sui due canadesi in mano dallo scorso 26 novembre al gruppo dei sequestratori delle "Spade delle Brigate per la Giustizia", il torontino Jim Loney e Harmeet Singh Sooden, ex residente di Montréal. Con loro sono in ostaggio anche l’americano Tom Fox e il britannico Norman Kember. Circa cento persone, lunedì scorso, hanno preso parte a una veglia per il rilascio dei quattro prigionieri che però hanno perso l’attenzione dei media canadesi, impegnati a seguire la campagna elettorale.<br />Intanto, dopo essere stata rapita due settimane fa nel centro di Baghdad, la sorella del ministro dell’Interno iracheno, Bayan Jabor, la signora Umm Murtada, è stata liberata ieri pomeriggio, con una vasta operazione di polizia che ha portato all’ arresto di 200 persone. <br />Tra queste si ritiene possano esservi alcune che sono in possesso di notizie utili per rintracciare un’altra donna ostaggio di rapitori, la giornalista americana Jill Carroll, della quale martedì è stato diffuso dalla tv satellitare Al Jazeera un video di 20 secondi, accompagnato dal preoccupante ultimatum delle sconosciute "Brigate della Vendetta", con la scadenza di 72 ore. Entro questo termine, hanno detto i sequestratori, gli Stati Uniti devono liberare tutte le donne irachene detenute nelle prigioni irachene, pena la vita della giornalista.<br />Intanto un altro rapimento assai drammatico - ma potrebbero essere due, secondo altre fonti - è stato compiuto in mattinata con un agguato all’uscita del tunnel Al Shurta, nel quartiere di Jamiaa, nel settore occidentale di Baghdad, nel quale sono state uccise dieci guardie della società privata di sicurezza Salamat Al Iraq, che scortavano due ingegneri della società dei telefoni irachena con capitali egiziani Iraqna. Un ingegnere del Malawi del quale non è stato reso noto il nome è stato rapito certamente, mentre non si è sicuri che sia stato sequestrato il collega malgascio che era con lui al momento dell’attacco, compiuto da un nutrito gruppo di armati. L’azione sembra essere stata particolarmente cruenta, anche se non sono stati accertati molti particolari.<br />è per questo che si ritiene - apparentemente sulla base di testimonianze - che l’ingegnere del Madagascar possa essere sfuggito al rapimento e magari essersi nascosto in qualche rifugio nel quale potrebbe essere ancora. La strada principale in uscita dal tunnel porta verso il quartiere Hail El Adil ("il quartiere della giustizia"), lo stesso nel quale è stata liberata Umm Murtada e nel quale il 7 gennaio fu sequestrata Jill Carroll. La giornalista è apparsa martedì nel breve video - dal quale è poi stata tratta una foto pubblicata nel sito web della tv del Qatar - parlare con aria apparentemente disinvolta e non preoccupata, senza però che venisse riprodotto l’audio. Una forte preoccupazione sulla sua sorte è stata espressa dall’associazione internazionale giornalistica "Reporter senza frontiere" secondo la quale « il vero dovere dei media di tutto il mondo è in questo momento quello di richiedere la sua liberazione».<br /></p>
Original post by Liliana Boranga
Approvato il DDL Fini-Giovanardi sulle droghe
Gennaio 1, 1970
<img width="78" height="110" align="left" alt="" src="/picture/upload/Image/immagini/canapa.jpg" />Dal sito FeDerSerD<br />Federazione Italina degli Operatori dei DIpartimenti e dei Servizi delle Dipendenze<br /><span style="font-style: italic;">Presidente Onorario Rita Levi Montalcini</span><br /><a href="http://www.federserd.it">www.federserd.it</a><br /><br /><span style="font-weight: bold;"><br />Droga: una legge autoritaria,irrazionale ed antiscientifica<br /></span><br />Il Parlamento sta portando a compimento,a tappe forzate e colpi di "fiducia" , l’iter legislativo della nuova Legge Fini-Giovanardi sulle droghe.<br />La nostra Consulta,che raggruppa le 8 principali Società ed Associazioni scientifiche del settore,aveva nello scorso anno,a più riprese,offerto la propria collaborazione per la traduzione normativa delle più recenti evidenze scientifiche.<br />Tutto inutile; il Governo non ha voluto dare ascolto a noi ed alla stragrande maggioranza dei tecnici dei Servizi pubblici e del privato sociale:ha voluto celebrare una pseudo Conferenza Nazionale a Palermo in dicembre,riempita di comparse e frequentata da sparuti tecnici,per tentare di far dire un compiacente sì al proprio Disegno di Legge.<br />Pur non essendo neppure riuscito ad ottenere un parere favorevole da parte della propria Consulta governativa,il Ministro Giovanardi ha presentato a Natale in Parlamento il proprio testo e ne sta ottenendo l ’approvazione con uno stravolgimento delle più elementari regole parlamentari, senza discussione, senza confronto,senza il minimo conforto di un substrato tecnico-scientifico. Quali i principali elementi di irrazionalità?<br /><br />1) L’irrazionalità dell’impianto coattivo,che inasprisce quello della vigente normativa; ciò contro ogni evidenza scientifica,laddove è ampiamente dimostrato dalla letteratura specialistica e dall ’esperienza quindicennale dell ’applicazione della vigente Legge che,essendo la tossicodipendenza una malattia e non un vizio od un reato,è un percorso di costruzione e consolidamento delle motivazioni quello che porta a scelte mature,consapevoli e durature di cambiamento e non un percorso di costrizioni ed aut aut come quello proposto dalla Legge imminente.<br />La salute viene a configurarsi come un dovere piuttosto che come un diritto,si passa dal "diritto alla cura" a "dovere della cura": ciò si fonda su di una pericolosa confusione tra norma giuridica e norma morale.<br /><br />2) L’irrazionalità dell’assenza della clinica, anch’essa a denunciare il rifiuto a concepire modernamente la dipendenza come un disturbo di salute e,con essa, l’esclusione ideologica delle politiche di riduzione del danno che si vanno affermando in tutto il mondo civile come quelle più efficaci nel contrasto della mortalità acuta e delle patologie associate in ambito infettivologico.<br /><br />3) L’irrazionalità della proposta di reintroduzione di una linea di demarcazione rigida,fissata per Legge,tra possesso di droghe per consumo personale e possesso a fini di spaccio (anche se le quantità definite devono essere intese come "indice" di reato, è molto probabile che verranno applicate come una soglia oltre la quale far scattare automaticamente l’accusa di spaccio); l’irrazionalità poggia principalmente sul fenomeno della tolleranza,proprio di quasi tutte le sostanze psicoattive, che è quel fenomeno, ad esempio, che fa si che 100 mg di eroina siano per qualcuno una dose letale e per qualcun altro neppure sufficienti ad alleviare una sindrome di astinenza.<br />Il principio scientifico corretto poggia invece proprio sulla discrezionalità del giudice, sulla valutazione caso per caso,supportata da procedure peritali cliniche e non merceologiche.<br /><br />4) L’irrazionalità della proposta di accorpamento tabellare in un ’unica tabella comprendente tutte le sostanze psicoattive illegali,con una sovrapposizione delle previsioni normative per aree di comportamento estremamente differenti tra loro.<br />Se si può comprendere l ’intento di fornire un "messaggio forte" circa la pericolosità di tutte le droghe,la visione dei meccanismi decisionali degli adolescenti e dei giovani che traspare è rozza ed ingenua.Il rischio principale è costituito da un lato dalla criminalizzazione del comportamento di quasi la metà degli adolescenti e tardo adolescenti italiani (per consumare hashish o marijuana è necessario procurarseli in qualche modo …)e dall’altro dalla facilitazione del passaggio dall’uso di cannbinoidi a quello di sostanze oggettivamente più pericolose per la salute e per la vita.<br />In Europa si va in senso contrario: ad esempio nel Regno Unito la collocazione tabellare della cannabis è stata recentemente derubricata.<br />E’ necessario al contrario massimizzare la diversificazione tra il regime normativo previsto per il consumo dei cannabinoidi,diffuso e percepito come poco problematico (al di la della pericolosità,che esiste ma che deve essere trattata con interventi educativi)e consumi molto meno frequenti e percepiti come problematici.<br />Porre il "confine" tra il "nessun consumo" (e l’alcool ?e il tabacco ?e il gioco d’azzardo ?) ed i primi spinelli significa porre un confine indifendibile sul piano educativo,normativo e scientifico.<br />Significa, di fatto, disegnare un intervento dello Stato autoritario,predicatorio ed inefficace.<br /><br />5) L’irrazionalità dell’equiparazione negli accessi tra strutture pubbliche e strutture private. Esse erogano servizi differenti, da posizionare in serie e non in parallelo o peggio ancora in competizione. Il pubblico e il privato sociale più professionale collaborano da tempo in logiche di sinergia e non di conflitto ideologico e l’Italia ha la fortuna di avere contemporaneamente la più capillare diffusione di Servizi pubblici e la più potente ed articolata rete di Strutture private residenziali e non residenziali.<br />Le strutture private che si vedono e si vivono in antagonismo con il servizio pubblico sono una netta minoranza e non appartengono al mondo scientifico. Sancire,attraverso una Legge nazionale,la possibilità per le strutture private di certificare lo stato di tossicodipendenza significa attuare un cortocircuito infausto tra chi deve certificare la condizione di tossicodipendenza (compito del Dipartimento pubblico delle dipendenze)e chi deve prendere in cura la persona (SerT e Comunità).<br />Chi tutelerà,in questo caso, l’interesse pubblico e il controllo della spesa sanitaria? Il fatto che la legge demandi alle Regioni la definizione dei criteri che disciplineranno tale facoltà da parte dei privati è,poi,causa di un’ulteriore contraddizione.<br />Tutta la materia sanitaria è infatti stata demandata,con la riforma del titolo V della Costituzione, alle Regioni; lo Stato con tale provvedimento legifera fuori dalle proprie competenze:sono le Regioni che,nel caso,dovrebbero decidere se concedere ai privati una tale facoltà e non semplicemente come farlo.<br />La nostra Consulta ha manifestato più volte,da oltre 3 anni,la propria contrarietà ad un siffatto approccio al problema delle tossicodipendenze, basato su posizioni ideologiche e moralistiche, sordo ai richiami della cultura scientifica sull’argomento ed alle evidenze di efficacia dei percorsi terapeutici disponibili.<br />Siamo fortemente preoccupati per l’incultura che informa questa Legge.<br />Ci allarma pensare alle persone malate di dipendenza,che oltre al peso della propria condizione dovranno sopportare anche quello di un inasprimento delle pene.<br />Chiediamo alle Regioni italiane di difendere le proprie prerogative come già fatto,con successo, nel 2003 nei confronti del cosiddetto "Decreto Sirchia" di modifica del DMS 444.1990. Chiediamo al Capo dello Stato di valutare attentamente gli evidenti elementi di contraddizione tra l ’impianto normativo previsto e gli esiti del Referendum abrogativo del 1993 di alcune previsioni del T.U.309.90.<br />Ci auguriamo infine che il lume della ragione possa rapidamente,in Italia,riprendere a dar luce alle scelte della politica per il nostro settore di intervento e chiediamo a tutti coloro che si imbatteranno a vario titolo nell ’applicazione della Legge di dare ascolto ai richiami della propria coscienza e della scienza.<br /><br />Rivoli (To), 5 febbraio 2006<br />Il Coordinatore nazionale<br />Paolo Jarre, Direttore Dipartimento "Patologia delle dipendenze" ASL 5 Piemonte.<br /><br /><a href="/picture/upload/File/paolo_jarre_consulta_070206.mp3">All’interno di "BandaLarga", Nicola Gemignani ha intervistato il dott. Paolo Jarre</a>
Original post by Nicola Gemignani
On line l’intervista video con Cindy Sheehan
Gennaio 1, 1970
<p><img height="75" alt="" src="/picture/upload/Image/immagini/cindy_sheehan_02.jpg" width="109" align="left" />Grazie alla collaborazione con <a href="http://www.arcoiris.tv">www.arcoiris.tv</a> è on line il video dell’intervista a Cindy Sheehan, la madre americana divenuta il simbolo del nuovo pacifismo americano dopo che, in seguito alla morte del giovane figlio Casey di 24 anni, aveva chiesto ragione di questo al presidente Bush accampandosi davanti alla sua residenza estiva, ha risposto il 16 gennaio dalle 12:00 alle 13:00 all’interno della trasmissione <i>Banda Larga</i> ad una serie di domande poste dai redattori Bruno Borghi, Francesco Gasparetto e dal direttore di radio Base Liliana Boranga. <br /><br />Cindy Sheehan ha inoltre accettato di essere ospite dellla tredicesima edizione del Rototom Sunsplash che si svolgerà dal 7 al 15 luglio a Osoppo e che avrà come tema "rispetta i diritti dell’uomo". La pacifista americana parteciperà ai convegni del 9 e dell’11 luglio 2006.</p>
<p>Guarda il video <a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=4055&ext=_big.ram"><img style="WIDTH: 51px; HEIGHT: 28px" height="35" alt="" src="/picture/upload/Image/immagini/ico_real_adsl.gif" width="70" /></a><br /></p>
Original post by Claudio Giust
Contro decreto droghe: appello a Ciampi di Artisti e lavoratori dello spettacolo
Gennaio 1, 1970
<p><font face="Verdana"><img height="107" src="/picture/upload/mariuana.jpg" width="71" align="left" alt="" />Il gruppo musicale dei Punkreas si è fatto promotore di un iniziativa contro il decreto Fini/Giovanardi, approvato oggi con voto di fiducia alla Camera. Riportiamo l’appello, le adesioni e le modalità per sostenere l’iniziativa.</font></p>
<p><strong>Appello a Ciampi di Artisti e lavoratori dello spettacolo</strong></p>
<p align="left">Caro Presidente Ciampi,<br />ci rivolgiamo rispettosamente a Lei nella speranza di meritare un poco della Sua attenzione, nonostante le modalità irrituali del nostro appello. Siamo un gruppo di artisti e lavoratori dello spettacolo, seriamente preoccupati per le possibili conseguenze sociali del decreto legge Giovanardi recentemente approvato e relativo alle droghe.</p>
<p align="left">Tale decreto è, a nostro avviso, una palese violazione del referendum popolare del 1993, che aveva sancito la non punibilità dei consumatori.<br />Esso prevede inoltre l’ equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti, nonostante tale omologazione sia assolutamente ingiustificabile dal punto di vista medico- scientifico. <br />In una parola, tra qualche settimana tutti i consumatori di cannabis in Italia verranno considerati spacciatori e rischieranno pene minime da 1 a 6 anni nel caso vengano colti in flagrante con un quantitativo di hashish superiore a quello che dovrà essere fissato dal Ministero della Sanità (quantitativo che si preannuncia assolutamente minimo).</p>
<p align="left">Per cogliere l’implicazione sociale di un tale provvedimento, Le basti pensare solo che l’anno scorso circa 80.000 persone sono state segnalate alla Prefettura per possesso di cannabis. Molte di queste persone, con questa nuova legge, sarebbero destinate a riempire carceri già drammaticamente sovraffollate o, in alternativa, ad essere assegnate quali “tossicodipendenti” a comunità di recupero private.</p>
<p align="left">Sorvoliamo su tutti gli altri effetti dannosi su ogni politica di riduzione del danno, e veniamo al dunque: siamo consapevoli che in questo momento, Lei è l’unica persona in Italia che può impedire quello che ci sembra un possibile. scempio. </p>
<p align="left">Perciò Le rivolgiamo un sentito appello, in qualità di Presidente ma anche di cittadino, e Le chiediamo di non firmare il decreto in oggetto. Pensiamo che la questione della droga meriti di essere trattata, in un prossimo futuro, con maggior serenità e senza l’assillo di obblighi elettorali che rischiano di rovinare inutilmente la vita a decine di migliaia di persone in questo paese.</p>
<p align="left">Ci permettiamo inoltre e in conclusione di sottolineare l’importanza di un esame dettagliato e rigoroso della legge licenziata dal Parlamento, se è vero che - come si può dedurre dagli atti del Senato e della Camera - autorevoli esperti di grande competenza giuridica hanno messo in luce numerosi punti di gravissima e manifesta incostituzionalità. <br />Grazie per quanto vorrà o potrà fare.</p>
<p align="left">I nostri migliori saluti</p>
<div align="center">
<p align="center"><b>Hanno già aderito:</b></p>
<p align="center"><strong>NEGRAMARO, ARTICOLO 31, SUBSONICA, ROY PACI, CAPAREZZA, ELIO E LE STORIE TESE, LE VIBRAZIONI, MODENA CITY RAMBLERS, SUD SOUND SYSTEM, DAVIDE RIONDINO, DARIO VERGASSOLA, BEBO STORTI, PIOTTA, MARCO MORANDI, RENATO SARTI, RICKY GIANCO, PUNKREAS, BANDABARDO’, FOLKABBESTIA, LINEA 77, MEGANOIDI, MEG, BANDA BASSOTTI, OTTO OHM, SIKITIKIS , GIANFRANCO MANFREDI, PATRIZIO FARISELLI (AREA), STATUTO, CORVELENO, FAMIGLIA ROSSI, ALMAMEGRETTA, 24 GRANA, O’ZULU’, BISCA, VALLANZASKA,TERESA DE SIO, SERGIO CAMMARIERE, ASSALTI FRONTALI, PARTO DELLE NUVOLE PESANTI, ITALYROCKLIVE MARTA SUI TUBI, DANIELE CONTARDO, CLUB DOGO, PORNORIVISTE, RADICI NEL CEMENTO, GANJA MAMA, ULAN BATOR, THE JAINS, MELLOWTOY, SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC, MERCANTI DI LIQUORE, MAURIZIO CAMARDI, GIGI MARRAS, UMBERTO PALAZZO E IL SANTO NIENTE, GATTO CILIEGIA, YO YO MUNDI, TETES DE BOIS, N.A.M.B., BEPPE VOLTARELLI, DANIELE SEPE, ENZO AVITABILE, GANG, JAHMILA , ANDREA BRAIDO, NATHANIEL PETERSON, METAMORFOSI, BALLETTO DI BRONZO, SUONI MUDU’, CHOP CHOP BAND, A-10, MUCCHIO SELVAGGIO, FABRIZIO GARGARONE e HIROSHIMA, KOMART, CLAUDIO ONGARO (COLOR SOUND), BLOOM MEZZAGO, MAX CANTU’ E BAGANA RECORDS, AREALIVE, FABRIZIO RIODA (JUNGLE SOUND), MUTUA STUDENTESCA-BARI, CLAUDIO BATTA (Zelig), MAU MAU, ARPIONI, SOUL ROOTS, KAOS CREW, YAGA YAGA, DANCEHALL SOLDIERS, LOVEMASSIVE, BIG BAMBOO, BANGARANG CREW, KINKY VIBES, WOMAN IN REGGAE, AL DEM CREW, VILLA ADA POSSE, WATERTOWER, I FARINOSI, SALVO VAGLICA, MARCO LEONE, GIULIA CARDELLINO, MARZIO GIGLIO.</strong></p>
<p align="left">per adesioni scrivi a:<strong> </strong><a href="mailto:appelloaciampi@propapromoz.com"><strong>appelloaciampi@propapromoz.com </strong></a></p>
<p align="left">Maggiori informazioni: <strong><a href="http://www.punkreas.net/ita/news/intro.aspx" target="_blank">www.punkreas.net</a></strong></p>
</div>
Original post by Claudio Giust
Amnesty international:GUANTANAMO: UNA CONDANNA A VITA ALLA SOFFERENZA E AL DISPREZZO
Gennaio 1, 1970
<p><font color="#000000"><img height="96" alt="" src="/picture/upload/Image/titlephoto.jpg" width="150" align="left" />In nuovo rapporto pubblicato oggi, Amnesty International denuncia che il centro di detenzione Usa di Guantánamo Bay, Cuba, sta condannando migliaia di persone nel mondo a una vita di sofferenza, tormento e disprezzo.Il rapporto, intitolato ‘Guantánamo: vite fatte a pezzi <font face="Tahoma">–</font> l’impatto della detenzione a tempo indeterminato sui prigionieri e sulle loro famiglie’, contiene le testimonianze di ex detenuti e dei loro familiari e descrive la situazione attuale delle persone ancora a Guantánamo, gli scioperi della fame in corso e i tentativi di suicidio.Cinquecento uomini di 35 nazionalita’ sono detenuti a Guantánamo Bay. Decine di loro sono attualmente in sciopero della fame e vi sono stati numerosi tentativi di suicidio. Nessuno ha beneficiato di una revisione giudiziaria della legittimita’ della propria detenzione. Nove continuano a essere detenuti nonostante non siano piu’ ritenuti dal governo Usa ‘combattenti nemici’.‘Per i detenuti e per le loro famiglie, Guantánamo rimane una realta’ durissima. Nonostante l’ampia condanna internazionale, gli Usa proseguono nel loro intento di privare tutti i prigionieri del diritto di contestare la detenzione in un tribunale statunitense’ <font face="Tahoma">–</font> ha detto Susan Lee, direttrice del Programma Americhe di Amnesty International. ‘Le richieste dei detenuti in sciopero della fame non sono controverse: chiedono che i loro diritti, basati sulle norme internazionali, siano rispettati; che vengano rilasciati se non sono accusati di crimini riconosciuti a livello internazionale; che organizzazioni come Amnesty International possano incontrarli’.Secondo le testimonianze raccolte dall’organizzazione per i diritti umani, varie famiglie che sanno che i loro parenti sono o sono stati in custodia statunitense, ricevono comunicazioni scarse o nulle da Guantánamo. Alcune non sanno neanche dove si trovano i loro cari, o se sono ancora vivi.Il rapporto di Amnesty International illustra inoltre una condizione di tormento e disprezzo che non si ferma a Guantánamo. Per alcuni prigionieri, il trasferimento a Guantánamo non e’ stato altro che uno spostamento da un luogo all’altro di detenzione illegale e a tempo indeterminato. Per altri, ha significato una detenzione arbitraria, minacce e maltrattamenti. Anche per coloro che sono ritornati nei loro paesi di origine e alle loro famiglie, il ricordo fisico e psicologico del tempo trascorso a Guantánamo continua e il disprezzo, causato dall’essere stati etichettati dal presidente George W. Bush come ‘combattenti nemici’ e ‘il peggio del peggio’, restera’ associato a loro per il resto della vita. Nina Odizheva, madre di Ruzlan Odizhev, detenuto russo a Guantánamo, ha raccontato come il tempo trascorso nel centro di detenzione Usa abbia irrevocabilmente colpito il figlio: ‘E’ cambiato… ora e’ completamente malato. Deve prendere medicinali per tutti i suoi organi principali. Cerca di non mostrarmi o di non dirmi particolari in modo che io non mi arrabbi… non ha mai appetito… e’ una persona diversa da prima’. ‘L’amministrazione Usa non puo’ semplicemente ignorare le conseguenze delle proprie azioni nei confronti dei detenuti rimandati nei loro paesi solo per subire ulteriori abusi, una detenzione illegale e la denigrazione di essere stati etichettati come ‘il peggio del peggio’.’Amnesty International chiede alle autorita’ Usa di pubblicare la lista di tutte le persone detenute a Guantánamo e in altri centri di detenzione; processare o rilasciare tutti i detenuti di Guantánamo; chiudere Guantánamo e consentire verifiche indipendenti in tutti i centri di detenzione Usa; indagare su ogni denuncia di maltrattamenti e torture ai danni dei detenuti. </font></p>
Original post by Liliana Boranga
Inceneritori? No grazie, anche se li chiamate termovalorizzatori
Gennaio 1, 1970
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<p align="justify"><img height="82" alt="" src="/picture/upload/Image/Luca/inceneritori.jpg" width="120" align="left" />La proposta di Unindustria Treviso e di Ascopiave di costruire due nuovi inceneritori, ha innescato un dibattito tra forze politiche, cittadini e associazioni ambientaliste. Il ritardo delle istituzioni e del mondo politico - quel mondo che dovrebbe farsi carico della gestione dei problemi della collettività e programmarne la soluzione - allarma giustamente i cittadini, perchè i ritardi portano alla scelta di soluzioni solo apparentemente veloci e radicali, che non affrrontano le cause dei problemi. Nella fattispecie la scelta di risolvere la questione dello smaltimento dei rifiuti industriali ricorrendo alla costruzione di due inceneritori nello stesso territorio, indica che ancora una volta si "prende la questione per la coda invece che per la testa": si cerca di far sparire gli effetti, senza eliminare le cause. La questione dei rifiuti va affrontata in modo organico e sistematico: potenziando la raccolta differenziata, diminuendo la produzione di materiali non riutilizzabili, riutilizzando ciò che è riutilizzabile e riciclando il riciclabile. Come ha evidenziato Gianluigi Salvador, responsabile del Wwf Veneto.</p>
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<p align="justify"><a href="/picture/upload/File/Luca/GIANLUIGI_SALVADOR_1.mp3">Prima parte intervista</a></p>
<p align="justify"><a href="/picture/upload/File/Luca/GIANLUIGI_SALVADOR_2.mp3">Seconda parte intervista</a></p>
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Original post by Luca Stiz
L’occupazione italiana in Grecia durante la seconda guerra mondiale
Gennaio 1, 1970
<font color="#0000ff" size="1">
<p><font color="#000000"><img height="142" alt="" src="/picture/upload/Image/grecia4.jpg" width="142" align="left" />"<font face="Verdana">Italiani brava gente?" sembra proprio di no ad ascoltare le interviste contenute nella Linea diretta del 18 gennaio 2006 condotta da Bruno Borghi. In questa puntata si è parlato di un videodocumentario intitolato: Grecia, appunti sui danni causati dall’occupazione italiana. Ed è stato fatto con una delle realizzatrici del video, Piera Tacchino e con una docente di Lingua Greca, Amalia Kolonia, nata in Grecia ma che conosce perfettamente anche la realtà italiana, visto che vive nel nostro paese ormai da molti anni.</font></font></p>
<p><font face="Verdana" color="#000000">Il video è stato presentato il 19 di Gennaio al Museo diffuso della Resistenza a Torino, grazie anche alla collaborazione dell’associazione Piemonte Grecia "Santore di Santarosa" che, si può dire, ha patrocinato all’evento. </font></p>
<p><font face="Verdana" color="#000000">E’ difficile, nonostante siano passati molti anni, parlare di quello che gli italiani hanno commesso durante la seconda guerra mondiale. E’ difficile, perché verrebbe meno quella colossale operazione di rimozione collettiva che fa pensare di essere, agli occhi di chi non è italiano, gente simpatica, bonaria, e totalmente inoffensiva. </font></p>
<p><font face="Verdana" color="#000000">Ma purtroppo non è stato così.Tutti i popoli colonizzatori finiscono per essere corresponsabili di crimini di guerra,ciò è insito in ogni occupazione. E da questo punto di vista noi non facciamo eccezione. Ma difficile per noi è accettarlo. Nel corso delle interviste è emerso come permanga lo stereotipo dell’italiano "brava gente", e come questo sia un "velo di Maya" che serve a nascondere i nostri difetti. A prescindere da quale sia la posizione politica è dovere di ogni cittadino, degno di nome, fare di tutto perchè venga deposta, una volta per tutte, la maschera. Con questa inchiesta si è provato a farlo. Non solo quindi per dovere di cronaca, come si direbbe nella redazione di un giornale, ma anche perchè senza una memoria collettiva a 360° gradi, non c’è senso comune, (common sense) come direbbe Thomas Peine, e se non c’è senso comune non ci potrà mai essere vera democrazia. </font></p>
<p><font face="Verdana" color="#000000"></font></p>
<p><font face="Verdana" color="#000000">Ascolta le interviste</font></p>
<p><font face="Verdana" color="#000000"><a href="/picture/upload/File/Tacchino.mp3">Prima intervista</a></font></p>
<p><font face="Verdana" color="#000000"><a href="/picture/upload/File/Kolonia.mp3">Seconda intervista</a></font></p>
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Original post by Liliana Boranga
Cindy Sheehan al Rototom Sunsplash 2006
Gennaio 1, 1970
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><font size="1"></font></b></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="left"><font size="1"><strong><img style="WIDTH: 105px; HEIGHT: 150px" height="189" alt="" src="/picture/upload/Image/1024bandeira.jpg" width="131" align="left" /></strong></font><font size="2">Cindy Sheehan, la “mamma della pace” in Italia<span style="mso-spacerun: yes"> </span>in questi giorni per raccontare della sua vicenda e della morte di suo figlio Casey di 24 anni, , soldato delle truppe americane impegnato nella missione in Iraq avvenuta il 4 aprile <metricconverter productid="2004, in" w:st="on"></metricconverter>2004, in occasione della sua visita a
<personname productid="radio Base" w:st="on"></personname>
radio Base Popolare network di Mestre,<span style="mso-spacerun: yes"> </span>partner nell’organizzazione con l’associazione Rototom del Rototom Sunsplash a Osoppo,<span style="mso-spacerun: yes"> </span>ha accettato di essere ospite della kermesse musicale in Friuli <span style="mso-spacerun: yes"> </span>in occasione dei dibattiti “Rispetta i diritti dell’Uomo” e “ Stop alla guerra” che caratterizzeranno la tredicesima edizione 2006. I due incontri si svolgeranno il 9 luglio e l’11 e vedranno la partecipazione di molti relatori tra cui i genitori di Ilaria Alpi, due madri della scuola di Beslan,
<personname productid="Sigfrido Rannucci" w:st="on"></personname>
Sigfrido Rannucci , Gianni Minà,
<personname productid="Leuren Moret" w:st="on"></personname>
Leuren Moret , Emilio Manfredi,<span style="mso-spacerun: yes"> </span>François Houtard, padre
<personname productid="Kizito Sesana," w:st="on"></personname>
Kizito Sesana, Angelo Baracca, Maximiliano Ferro, Riccardo Staglianò. Inoltre
<personname productid="Tiziano Tissino" w:st="on"></personname>
Tiziano Tissino uno dei <span style="mso-spacerun: yes"> </span>cinque pacifisti<span style="mso-spacerun: yes"> </span>che hanno denunciato <span style="mso-spacerun: yes"> </span>il governo degli Stati Uniti per le bombe nucleari depositate nella base di Aviano e che proprio <span style="mso-spacerun: yes"> </span>il 9 racconteranno gli esiti della prima udienza che si terrà il 7 luglio. Hanno assicurato la loro<span style="mso-spacerun: yes"> </span>presenza <span style="mso-spacerun: yes"> </span>anche il sindaco di
<personname productid="Venezia Massimo" w:st="on"></personname>
Venezia Massimo Cacciari e Bruno Barrillot del Centro di ricerca per la pace di Lyone in Francia<span style="mso-spacerun: yes"> </span>il quale<span style="mso-spacerun: yes"> </span>porterà con sé i dati di una ricerca sullo stato di salute delle<span style="mso-spacerun: yes"> </span>popolazioni polinesiane e algerine in seguito agli esperimenti nucleari condotti dai francesi negli anni ’60, 70 e 90: dati che a febbraio saranno presentati<span style="mso-spacerun: yes"> </span>al Parlamento Francese. </font></p>
Original post by Liliana Boranga
Cindy Sheehan, la madre americana a Radio Base
Gennaio 1, 1970
<p><img height="114" src="/picture/upload/Image/Cindy-Sheehan-715904.jpg" width="140" align="left" alt="" />Cindy Sheehan, la madre americana divenuta il simbolo del nuovo pacifismo americano dopo che, in seguito alla morte del giovane figlio Casey di 24 ani, aveva chiesto ragione di questo al presidente Bush accampandosi davanti alla sua residenza estiva, ha risposto il 16 gennaio dalle 12,00 alle 13, 00 all’interno della trasmissione Banda Larga ad una serie di domande poste dai redattori Bruno Borghi, Francesco Gasparetto e Liliana Boranga. Cindy Sheehan ha inoltre accettato di essere ospite dellla tredicesima edizione del Rototom Sunsplash che si svolgerà dal 7 al 15 luglio a Osoppo e che avrà come tema "rispetta i diritti dell’uomo" . La pacifista americana parteciperà ai convegni del 9 e dell’11 luglio 2006. </p>
<p><a href="/picture/upload/File/cindy.mp3">Ascolta l’intervista a Cindy Sheehan</a></p>
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Original post by Liliana Boranga
Gli Usa stanno preparando la terza guerra Mondiale?
Gennaio 1, 1970
<p><img style="WIDTH: 138px; HEIGHT: 99px" height="99" alt="" src="http://85.38.108.225/picture/upload/Image/arton133627-370×246.jpg" width="138" align="left" />Michel Chossudovsky e Leuren Moret denunciano con i loro articoli che gli Usa stanno preparando la terza guerra mondiale e sarà una guerra nucleare in medio oriente e Asia Centrale. <br /><br /></p>
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<p><a href="/picture/upload/File/Leuren_Moret.mp3">Ascolta l’intervista con Leuren Moret geoscienziata americana<br /></a></p>
<p><a href="/picture/upload/File/Angelo_Baracca.mp3">Ascolta lo scienziato italiano Angelo Baracca<br /></a> </p>
Original post by Liliana Boranga
Un’altra televisione è possibile
Gennaio 1, 1970
<p><img height="111" alt="" src="/picture/upload/Image/immagini/arcoiris.jpg" width="85" align="left" />Vi invitiamo con una semplice firma on line, ha sostenere l’iniziativa di <a href="http://www.arcoiris.tv">Arcoiris Tv</a>, per rendere disponibile l’archivio video della Rai. Patrimonio del popolo italiano, la libera consultazione dell’archivio del servizio pubblico televisivo, permetterebbe ad ognuno di noi di farsi il proprio palinsesto televisivo, fuori dalle logiche dei format, del commercio e dell’audiance.</p>
<p><a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Petizione&op">Firma l’appello</a></p>
Original post by Claudio Giust
Legge 185? Non ne sappiamo nulla…
Gennaio 1, 1970
<p align="justify"><img height="153" alt="" src="/picture/upload/Image/Luca/missile_nucleare.jpg" width="110" align="left" />Il fondo previdenziale pubblico della Norvegia non investirà più in Finmeccanica, perché la società italiana potrebbe essere coinvolta nella produzione di armi nucleari. Il governo norvegese ha infatti deciso di vendere la propria quota di 290 milioni di sterline (423 milioni di euro) - il maggior fondo mondiale - in azioni in BAE e altre sei ditte produttrici di armi tra cui l’italiana Finmeccanicache fanno parte del gruppo MDBA (azienda produttrice di missili compartecipata da Finmeccanica, Bae Systems e Eads) in seguito alla rivelazione che la MDBA sta producendo il missile nucleare aria-terra ASMP-A da consegnare alle forze armate francesi nel 2008. </p>
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